
Originariamente Scritto da
MaRcO88
Solare, Cina e India avanti tutta
Dopo le ambigue enunciazioni degli Otto grandi a L’Aquila, i Paesi emergenti partono all’attacco. L’India ha varato un gigantesco piano di sviluppo dell’energia solare e di riduzione delle emissioni di gas serra, battezzato “National solar mission”, che la renderà la prima potenza solare mondiale con 20mila MW da realizzare al 2020 e un investimento di circa 20 miliardi di dollari, ma con sviluppi successivi fino a 100mila MW al 2030, e 200mila al 2050. Il piano punta principalmente sul solare “a concentrazione”, una tecnologia italiana sviluppata in Enea dal premio Nobel Carlo Rubbia negli anni della sua presidenza. E questo progetto punterà anche sull’energia distribuita e sulle reti intelligenti di energia: le cosiddette smart grids, attraverso cui produttori e consumatori sono interconnessi per ottenere il massimo dell’efficienza energetica. Ma, perché l’India vuole fare questo? Perché conviene economicamente (l’energia solare è gratis), perché permette lo sviluppo di nuove tecnologie che renderebbero l’India leader mondiale sul solare (detenere brevetti e vendere royality), ma soprattutto perché l’India intende presentarsi al tavolo di Copenaghen, nel dicembre prossimo, con fatti concreti: non solo il proprio impegno nella lotta contro i cambiamenti del clima, ma anche la richiesta ai Paesi industrializzati di investimenti in India, in cambio di crediti alle emissioni. Ma se l’India avanza a grandi passi verso le energie rinnovabili e le nuove tecnologie energetiche, la Cina non è da meno. Il capo dei negoziatori cinesi sul clima, l’ambasciatore Yu Qingtai, ha fatto sapere, subito dopo l’annuncio dell’India, che, allo stato attuale, la Cina è il primo produttore mondiale di energia idroelettrica e da fonte solare, è il quarto produttore mondiale da fonte eolica e nei prossimi 10 anni un sesto del fabbisogno energetico cinese sarà assicurato da fonti rinnovabili. Inoltre, la Cina negli ultimi 4 anni ha aumentato tanto rapidamente la propria efficienza energetica da ridurre del 10% l’intensità di energia (il rapporto tra consumo di energia e prodotto interno lordo), riduzione che supererà il 20% nel 2020. Il problema cinese non è, infatti, quello di mettere in discussione la necessità di puntare all’efficienza energetica, all’uso delle fonti rinnovabili e alle tecnologie di abbattimento delle emissioni di gas serra. Il problema prioritario della Cina è quello della responsabilità nei confronti del riscaldamento globale. I Paesi industrializzati devono smetterla di fare declamazioni di principio a cui non seguono fatti concreti, perché la Cina risponderà con fatti concreti solo a fatti concreti. Il tempo delle chiacchiere è finito. E se i Paesi industrializzati, a cominciare da Usa, Germania e Gran Bretagna, hanno capito l’antifona, che aria tira in Italia? Il governo che ci guida non crede al solare, una cosa da “meridionali” del mondo, quali sono gli indiani e i cinesi, che, tra l’altro, si comportano proprio come i terroni nostrani: tutti fannulloni, e invasati di pizza, mandolino e “o sole mio”. Il governo, attraverso un organo di saggezza suprema, qual è la commissione Ambiente del Senato, sta lavorando per ripristinare la verità. Alcuni giorni fa ha chiarito, con una mozione, che l’energia solare è solo una balla e che gli impianti solari occupano spazio prezioso per la cementificazione del territorio e delle coste. Per chi obietta che le tecnologie solari “a concentrazione” sono già un settore di punta per l’Italia, il governo risponde che è troppo costosa e irrealizzabile, perciò Rubbia decise di emigrare in Spagna. Il governo ha voluto ripristinare la verità anche sul fatto che il solare sia una valida alternativa per combattere i cambiamenti del clima. Lo stesso organo di saggezza suprema del Senato ha stabilito, alcuni mesi fa, a maggioranza, che i cambiamenti climatici non esistono. I cambiamenti climatici sono la più colossale bugia degli ambientalisti del no, coalizzati a livello mondiale per portare al sottosviluppo le società avanzate. Bene ha fatto George Bush a eliminare le armi di distruzioni di massa che deteneva la Nasa sotto forma di foto satellitari che mostravano i ghiacci artici in liquefazione, così come bene ha fatto a depurare da allarmismi inutili i rapporti scientifici sui cambiamenti del clima che arrivavano alla Casa Bianca. E siccome non c’è due senza tre, l’organo di saggezza suprema del Senato dovrà presto pontificare anche sulla sfericità della Terra. Finalmente sarà ripristinata una verità nota da almeno 5.000 anni, ma cancellata dagli ambientalisti del no: la Terra non è sferica, ma piatta! Personaggi eversivi come Copernico, Galileo, Keplero, che diffondevano idee terroristiche in questo campo sarebbero da mandare al rogo subito: ora per allora. Infine, basta con lo sviluppo sostenibile, l’ultima bugia dei moderni ambientalisti del no, per opporsi agli ambientalisti del sì, alle grandi opere, alle centrali a carbone e al nucleare. Un altro pronunciamento, sempre da parte dello stesso organo di saggezza suprema del Senato, stabilirà, finalmente, una verità incontrovertibile: solo le pillole del Viagra garantiscono lo sviluppo sostenibile per tutti. E la tv di Stato, sempre attenta al “verbo” del governo, conierà subito il tormentone pubblicitario: “No Viagra? No sviluppo sostenibile!”
di Vincenzo Ferrara su “Terra”
Il Brigante Rosso Blog Archive Solare, Cina e India avanti tutta