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  1. #21
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    Predefinito Rif: un problema che mi ha scosso

    Citazione Originariamente Scritto da hidetoshi777 Visualizza Messaggio
    una cosa non ho ben chiara... Se dio è onnipotente e misericordioso, perché consente ciò?

    La colpa del "peccato originario" perché va espletata nei confronti di un neonato che non ha ne potrà scegliere quale via seguire?
    Questo "bambino" è una creatura a cui viene negato il libero arbitrio, e che pagherà per colpe non sue

    Mi sembra, mettendola su questo piano che dio sia antidemocratico, crudele e portatore di un anti-giustizia, facendo pagare colpe, non attribuibili all'essere in questione (ma ad un ipotetico essere umano in generale ed in quanto tale)

    Quale libero arbitrio esiste se l'essere umano paga ancora a distanza di milioni di anni, l'aver colto la mela dell'eden (a sua volta frutto di un libero arbitrio?)
    Ammettendo che Dio sia onnipotente, buono e giusto, è evidente che non esistono un Bene e un Giusto come entità sopraelevate a cui Egli sia subordinato, e tali da vincolare la Sua volontà; o non sarebbe più onnipotente. Per cui buono e giusto sarà ciò che di volta in volta avrà deciso la Sua onnipotenza.

  2. #22
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    Predefinito Rif: un problema che mi ha scosso

    Nel mio piccolo consiglio la lettura del Libro di Giobbe dalla Bibbia... e se si vuole concedere il beneficio del dubbio, anche della "Risposta a Giobbe" di Jung, che studia tale libro ed il dilemma del male da un punto di vista scientifico, ma tutt'altro che razionalista.

    Quanto al famigerato "perché" del male, dell'ingiustizia della sofferenza di un bambino innocente e non ancora in grado di utilizzare il proprio libero arbitrio, si potrebbe rispondere che la giustizia divina non è detto che debba essere del tutto comprensibile all'uomo. E' vero che l'uomo sarebbe fatto a immagine e somiglianza di Dio, ma anche un manichino è fatto a immagine e somiglianza dell'uomo, ma sicuramente non può comprendere la giustizia dell'uomo (per fare un esempio scemo...). Se Dio fosse onniscente le sue azioni non potrebbero essere valutate secondo un metro di giudizio umano, che onniscente non è.

    Ma questo è l'umile punto di vista di un ateo... hefico:

    Resurgens

  3. #23
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    Predefinito Rif: un problema che mi ha scosso

    Citazione Originariamente Scritto da hidetoshi777 Visualizza Messaggio
    sto GENTILMENTE chiedendo, senza nessuna presunzione... Semplici opinioni personali, a domande complicate assolutamente, a cui nessuno può sperare di rispondere su un forum e ne sono cosciente

    La domanda che avevo fatto, banalissima è vero, non veniva da me, ma è praticamente un copia incolla a quella che si poneva voltaire nel dizionario filosofico (a proposito del terremoto di lisbona), sul come fossero conciliabili tali caratteri.

    Voltaire non seppe trovare una risposta, dubito che la troverei io
    qui ho riportato qualcosa sul terremoto di Lisbona:
    Per il Sud-Est Asiatico una preghiera è meglio di un sms
    anche se non esattamente quello che chiedevi

  4. #24
    Becero Reazionario
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    Predefinito Rif: un problema che mi ha scosso

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Se l'uomo non fose dotato del benchè minimo discernimento non potrebbe nenche aderire al cattolicesimo..dico convintamente..ma sarebbe nazista o comunista ..come impone l'educazione..
    Ma come invece sappiamo c'è un senso interno che ci indica il giusto dall'ingiusto e il bene dal male...e questo senso..non necessariamente si identifica nella religione più gettonata..
    Cioè..a prescindere dall'esito..è indubbio che dentro di noi abita il senso del vero..anche se diversamente modulato..
    una cosa è avere il senso del vero (ovvero la facoltà razionale di riconoscere il vero) altra è avere la conoscenza infusa del vero

  5. #25
    email non funzionante
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    Predefinito Rif: un problema che mi ha scosso

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordileone Visualizza Messaggio
    Ben vengano le obiezioni, ma tu dimostri di non sapere di cosa stai parlando. Stai dicendo un sacco di fesserie.
    Se di fesserie si tratta, mi duole informarti che queste sono attinte dal primo libro della Bibbia, ovvero da Genesi, basta aver voglia di leggerlo e non limitarsi al solo sapere che esiste o a farselo raccontare da qualche istituzione.

    16Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, 17ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti".(Gen 2-16,17)

    Dio ingiunse un divieto perentorio. Tale divieto stabiliva che l’uomo non dovesse cibarsi dei frutti dell’albero della conoscenza del bene e del male. E’ a dir poco evidente che per conoscere qualcosa questo qualcosa deve anche esistere, poiché non è dato conoscere quel che non esiste. Così pure è inconfutabile che l’azione del cibarsi di quei frutti avrebbe consentito all’uomo di conoscere il bene e il male, cioè entrarvi in contatto – sono parole di Dio, non certo mie -. Appare del tutto conseguente inferire che la creazione fosse già corredata del bene e del male. Ancor più logico e conseguente è ritenere Dio stesso, ovvero il creatore di tutte le cose visibili e invisibili, il diretto responsabile del loro esserci al mondo; in sintesi, tanto il bene quanto il male erano già prima ancora della caduta dell’uomo. Diversamente le parole di Genesi 2–16,17 non avrebbero senso alcuno, e Dio avrebbe impartito un ordine assurdo, poiché privo dell’oggetto del divieto. Se il male, come racconta qualcuno, è assenza o carenza di perfezione, va da sé che, essendo la creazione infettata da questa imperfezione ab origine, anch’essa dovette essere imperfetta fin dall’origine, fin dal principio: “In principio Dio creò….”.

    Ma anche l’uomo, la più fulgida creatura di Dio, è infettato da questa imperfezione fin dal primo istante in cui fu creato:

    26E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra".
    27Dio creò l'uomo a sua immagine;
    a immagine di Dio lo creò;
    maschio e femmina li creò. (Gen. 1-26,27)


    Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza. Non lo creò dunque uguale a lui, ma solo somigliante. E’ nella dissomiglianza, nella differenza - ove v'è somiglianza v'è anche dissomiglianza - che s’insinua l’imperfezione, poiché creare un altro essere perfetto avrebbe implicato una duplicazione di Dio, quindi una creatura che necessariamente avrebbe coinciso con il creatore stesso in maniera assoluta, il che sarebbe equivalso a non aver creato alcunché. La differenza fra creatore e creatura si sostanzia in un’assenza di perfezione, in un mancare di qualche perfezione che fin dall’origine permea l’uomo. L’uomo è dunque opera imperfetta e la sua imperfezione è rappresentata proprio dal suo soggiacere alla malia del male

    In Genesi è narrato a chiare lettere che Dio pose l’uomo al vertice della Creazione, come se questa fosse cosa compiuta, nonché buona, voluta solo in funzione dell’uomo. Solo dopo aver asservito il Creato all’uomo espresse il concetto di “cosa molto buona”. E’ ipotizzabile e verosimile pensare che Dio avesse generato la migliore Creazione che potesse fare. Un Creato che rispecchiasse la sua intima Natura, che prevedesse e contenesse in sé quegli elementi che del Suo essere erano e sono costitutivi. E’ altrettanto verosimile e conseguente immaginare che quell’elemento disgregante dovuto alla tentazione, ancorché non operante, ma silente, attivato per via della scelta dell’uomo, sia anch’esso costitutivo del creatore e non alieno al suo essere.

    Per chiudere.
    Dio, dunque, dopo aver reso manifesto e aver definito i confini che separavano luce e tenebra, dopo aver immesso l’uomo all’interno della Creazione che era intrisa della possibilità del Male e della menzogna, gl’impose di disdegnare questa possibilità da Lui stesso inserita nel creato. Pretese un atto di fede indefettibile, inarretrabile, inalienabile, irrinunciabile, pur sapendo che l’uomo, per sua costituzione, anch’essa dal Creatore così voluta, sarebbe incespicato nell’eccedenza di vita e della propria Natura che Dio stesso aveva voluto. Nella Genesi è descritta con una certa chiarezza la ruvidezza del pretendere di Dio. Egli ben sapeva in anticipo che il Male sarebbe stato un richiamo irresistibile, che il conoscere è un propendere dissetante cui l’uomo non avrebbe potuto (proprio potuto, non voluto) rinunciare. La colpa dell’uomo non è quella dunque di aver disatteso l’unica prescrizione divina, non è un atto volitivo decisorio dell’uomo, ma è solo un adeguamento, un adagiarsi, un conformarsi alle propensioni naturalmente in lui instillate da Dio. La colpa dell’uomo è ben misera cosa se rapportata al misfatto compiuto a suo danno da colui che volle e predispose tutto questo.

  6. #26
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    Predefinito Rif: un problema che mi ha scosso

    C'è una bella differenza tra il conoscere il bene ed il male, e lo stabilire cosa sia bene e cosa sia male.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

 

 
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