
Originariamente Scritto da
Lavrentij
Sono scosso da quell'intervista
di Michele Breda
su Il Manifesto del 30/03/2008
Sono un operaio ignorantello che fa quello che può con le parole. Sono rimasto scioccato dall'intervista a Veltroni: è un'investitura ufficiale? E' la discesa in campo del manifesto al fianco del Pd? Ma allora perché non lo dite ufficialmente? E' da tempo che sul vostro (prima avrei detto nostro) giornale ci sono solo due candidati, e siamo, dopo 15 anni, alla solita retorica del voto contro Berlusconi, come se gli inciuci e le finte bicamerali non avessero favorito per nulla il perdurare della sua esistenza politica e come se non avessero nulla a che fare con le «liste pulite» del Pd. Ho usato il termine «inciuci», che orrore! Il voler tenere i piedi in almeno 10 paia di scarpe del manifesto mi ha convinto a non votare. Quanti compagni ingenui (come me), durante l'esperienza del governo Prodi, si sono sentiti impotenti quando venivano votati i finanziamenti alle guerre, quando la legge 30 veniva accettata come impianto e solo «corretta», quando la Bossi Fini non veniva nemmeno scalfita, quando la commissione sul G8 (che non sarebbe servita a nulla ma che avrebbe almeno avuto un valore simbolico) veniva snobbata da quasi tutto lo schieramento? Quanti come me hanno detto «Basta, da me non avranno più nulla»? Eppure sembra che dopo 15 anni l'unico motivo valido per votare il centro sinistra sia sempre Berlusconi. Speravo che il manifesto non cadesse in questo burrone. Mi chiedo che punti di riferimento possa avere oggi una persona che si ritiene di sinistra. Non so. Mi consolerò pensando che se alle 5 del pomeriggio non prenderò il tè con Berlusconi, lo farò con Colaninno, Calearo, Ichino e la Binetti.
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