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  1. #1031
    Klassenkampf ist alles!
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Il settore subira' una contrazione del 30%, ovvero inteso come numero di aziende operanti in esso, si consolidera' continuerà avanzamento tecnologico .
    nel mondo delle favole. Nel mondo reale quando c'è crisi si tagliano anche gli investimenti, e di brutto.

  2. #1032
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    nel mondo delle favole. Nel mondo reale quando c'è crisi si tagliano anche gli investimenti, e di brutto.

    Tagliare gli investimenti non implica cessazione di miglioramento dell' efficenza, che anzi ,e' maggiormente ricercata in situazioni di prezzi bassi...
    Globalizzazione..... si grazie.

  3. #1033
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    QUOTE=Amati75;14086283

    Ed ecc Animla che posta grafiche che non capisce... la prima sono le rigs in totale... non a caso per capirci meglio.. ho indicato la differenziazione fra vertical & horizontal... ad ora la maggiorate delle tolte sono appunto quelle verticali, non quelle orizzontali.
    Ma dove sta scritto nel grafico ...ebete .... che tra le "piattaforme verticali ed orizzontali TM" nelle "maggiorate quelle tolte sono le verticali"???? Dove vuoi arrivare a parare nella tua ferale ignoranza di chips programmato..male peraltro?

    Il settore subira' una contrazione del 30%, ovvero inteso come numero di aziende operanti in esso, si consolidera' continuerà avanzamento tecnologico e quindi il miglioramento delle efficienza e della produttivita', le operazioni shale possono essere fermate e reiniziate molto piu' velocemente di quelle convenzionali.
    Il miglioramento dell'efficenza e della produttivita' lo dai tu? Cosa vuol dire miglioramento????
    Il petrolio si estrae da secoli ormai, e l'efficenza e' quella...non esiste aumento delle prestazioni . Forse delle tue con la pillola blu della quale ne fai uso smodato evidentemente.



    Alla fine della consolidazione si ava' un settore piu' solido.
    Bellissima questa citazione, quasi un ossimoro. Se Pupi Amati non fosse un chips sarebbe un drone...



    Comunque ancora non si capisce cosa i vari Animal & Metabo sperano.
    Io personalmente spero che vengano a fare a te e quelli come te un bello sviluppo di estrazione di gas o olio di scisto sotto casa...E che magari ti esca dai rubinetti tanta bella acqua satura di
    Cloruro di idrogeno (E507) usato come additivo;
    • Glutaraldehyde (G5882);
    • Persolfato di ammonio;
    • N,N-Dimethylformaldeide (solvente a basso indice di evaporazione);
    • Distillato di petrolio;
    • Metilidrossietilcellulosa (addensante stabilizzante);
    • Acido citrico (E330) usato per sciogliere il carbonato di calcio;
    • Tiourea;
    • Cloruro di potassio (E508) (stabilizzante delle argille nei fluidi di perforazione);
    • Carbonato di sodio (E500) usato come agente di lavaggio;
    • Carbonato di potassio;
    • Glicoletilene usato come liquido di raffreddamento degl’organi di trivellazione;
    • Isopropanolo utilizzato per controllare la viscosità del fluido di perforazione;
    • Carbossimetilcellulosa usato come agente di lavaggio emulsionante e colloide protettore in emulsioni e dispersioni di polimeri.



    [/QUOTE]
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  4. #1034
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Tagliare gli investimenti non implica cessazione di miglioramento dell' efficenza
    l'efficienza non migliora da sola, migliora solo se ci investi sopra. E se tagli gli investimenti può solo peggiorare.

  5. #1035
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da animal Visualizza Messaggio
    Ma dove sta scritto nel grafico ...ebete .... che tra le "piattaforme verticali ed orizzontali TM" nelle "maggiorate quelle tolte sono le verticali"???? Dove vuoi arrivare a parare nella tua ferale ignoranza di chips programmato..male peraltro?
    Ma lei c'e' o ci fa?

    Saranno 4/5 pagine del 3D che le posto riferimenti su quale TIPOLOGIA di rig.... quelel che ad ora, per la maggiorparte sono state "tolte" sono quelle verticali, quelel orrizontali, ovvero quelle maggiorpmente asoscitate alla produzione Shale, sono appunto la minor parte di quelle tolte.

    Se lei non sa cosa voglia dire migliorare l' efficenza e la produttivita' non so cosa dirle.. (fortuna che lei era un consulente del settore... ).

    In questi anni il perfezionamento della tecnologia utilzizata per l'estazione shale ha appunto aumentato l'efficenza del processo, facendo aumentare la produttivita' (esempio nel gas, pur avendo il 75% di rigs in me no rispetto al 2012, la produttivita', la produzione, e' maggiore), difatti, NUOVAMENTE, la produzione shale viene descritta come una produzione manufatturiera ("factory floor") piu' che come una estrazione tradizionale.

    Vediamo se dopo varie pafine..... ci arriva a capirlo...

    Citazione Originariamente Scritto da animal Visualizza Messaggio
    Il miglioramento dell'efficenza e della produttivita' lo dai tu? Cosa vuol dire miglioramento????
    Il petrolio si estrae da secoli ormai, e l'efficenza e' quella...non esiste aumento delle prestazioni . Forse delle tue con la pillola blu della quale ne fai uso smodato evidentemente.
    Beh, sarebbe bastato leggere e capire cosa le scrive l'interlocutore, o che so... guardarsi i dati disponibili... ma se uno no ci arriva.. non ci arriva.. ma non e' colpa mia eh.

    Che il petrolio si estragga da secoli, centra un emerita mazza... la tecnica utilzizata negli Shale ha avuto un salto di qualita' negli ultimi 2/3 anni, se LEI, non lo sa, beh implica solo che appunto LEI non lo sa.... eh.




    Citazione Originariamente Scritto da animal Visualizza Messaggio
    Bellissima questa citazione, quasi un ossimoro. Se Pupi Amati non fosse un chips sarebbe un drone...
    Risposta intile & retorica, utile solo per far credere che abbia risposto... ma nel merito zero, nulla... il silezio assoluto.

    Cosa succede dopo i periodi di consolidazione , in ogni settore? Chi rimane sono appunto i "players" piu' efficenti e solidi... anche qui, se lei non lo sa e quindi non sa che rispondere, non e' colpa mia, ma appunto limite suo.


    Citazione Originariamente Scritto da animal Visualizza Messaggio
    Io personalmente spero che vengano a fare a te e quelli come te un bello sviluppo di estrazione di gas o olio di scisto sotto casa...E che magari ti esca dai rubinetti tanta bella acqua satura di
    Cloruro di idrogeno (E507) usato come additivo;
    • Glutaraldehyde (G5882);
    • Persolfato di ammonio;
    • N,N-Dimethylformaldeide (solvente a basso indice di evaporazione);
    • Distillato di petrolio;
    • Metilidrossietilcellulosa (addensante stabilizzante);
    • Acido citrico (E330) usato per sciogliere il carbonato di calcio;
    • Tiourea;
    • Cloruro di potassio (E508) (stabilizzante delle argille nei fluidi di perforazione);
    • Carbonato di sodio (E500) usato come agente di lavaggio;
    • Carbonato di potassio;
    • Glicoletilene usato come liquido di raffreddamento degl’organi di trivellazione;
    • Isopropanolo utilizzato per controllare la viscosità del fluido di perforazione;
    • Carbossimetilcellulosa usato come agente di lavaggio emulsionante e colloide protettore in emulsioni e dispersioni di polimeri.


    Altra risposta idiota.... tutte le attivita' estrattive inquinano... in Russia, stnado a Greenpeace, ogni anno vi sono danni ambientali e perdite di petrolio equivalenti a 7 volte uqello accaduto alla Deep Horizon:

    When BP spilt 4.9 million barrels of oil into the Gulf of Mexico in 2010, the whole world took notice. The Russian oil industry spills more than 30 million barrels on land each year — seven times the amount that escaped during the Deepwater Horizon disaster — often under a veil of secrecy and corruption. And every 18 months, more than four million barrels spews into the Arctic Ocean, where it becomes everyone's problem.

    http://www.greenpeace.org/international/en/campaigns/climate-change/arctic-impacts/The-dangers-of-Arctic-oil/Black-ice--Russian-oil-spill-disaster/


    O che dire del delta del Niger?

    Ma si svegli che e' ora.
    Globalizzazione..... si grazie.

  6. #1036
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    l'efficienza non migliora da sola, migliora solo se ci investi sopra. E se tagli gli investimenti può solo peggiorare.
    Il miglioramento dell' efficenza non si ottiene solo tramite invesitmento "monetario" ma anche dal miglioramento dei processi, delle tempistiche e dell' organizzazione.
    Globalizzazione..... si grazie.

  7. #1037
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Guerra del petrolio: Ecco, parte la donnola!

    gennaio 27, 2015 Lascia un commento

    F. William Engdahl New Eastern Outlook 27/01/2015Quando da bambino vivevo negli USA, c’era una canzoncina popolare per bambini chiamata Pop! Parte la donnola. Una strofa diceva:
    Un penny per un rocchetto di filo,
    Un penny per un ago,
    Così gira il denaro,
    Ecco! Parte la donnola.
    La “donnola” è la rivoluzione del fracking degli USA, il boom del petrolio e gas di scisto negli USA, spacciato dall’amministrazione Obama come scusa per arrischiare radicali cambi di regime nell’OPEC e nel mondo islamico, Ecco! Come gira il denaro… Il crollo della rivoluzione del fracking negli USA procede accelerando, mentre i posti di lavoro perduti sono decine di migliaia negli Stati Uniti; le compagnie petrolifere dello scisto dichiarano fallimento e le banche di Wall Street congelano i nuovi crediti per l’industria. La donnola dello scisto negli USA è appena partita, e presto ci sarà un bagno di sangue simile alla battaglia di Falkirk del famoso Braveheart. Conseguenze non volute
    Una delle sfortunate conseguenze dell’avere paraocchi politici, come sicuramente le figure di spicco attorno al presidente Barack Obama oggi, sono le temerarie decisioni politiche che tendono a esplodergli in faccia con conseguenze impreviste. Così per il povero, patetico segretario di Stato John Kerry. Lo scorso settembre Kerry era andato in Arabia Saudita alla residenza estiva reale sul Mar Rosso, per incontrare il re del maggiore produttore di petrolio dell’OPEC, Abdullah e i suoi consiglieri, tra cui, secondo fonti informate il principe Bandar “Bush”, l’ex-ambasciatore a Washington ed ex-capo dei servizi segreti sauditi responsabili della disastrosa guerra contro Assad in Siria. Un accordo fu deciso secondo cui i sauditi avrebbero invaso il mercato, in particolare l’Asia, con greggio assai scontato forzando il crollo dei prezzi. Per Kerry e la banda dei miopi di Obama, era un modo intelligente di prendere due piccioni, Iran e Russia, con la fava del petrolio saudita a buon mercato. Lungi dall'”uccidere” la Russia di Putin, ha accelerato drammaticamente il consolidamento della cooperazione energetica russo-cinese con grandi accordi che volgono il mercato dell’energia russo da ovest e dall’UE ad est, a Cina, Coree e Giappone. Putin ha anche coraggiosamente annullato il progetto del South Stream dell’Unione europea e avviato negoziati con la Turchia per farne la nazione-chiave dell'”hub energetico” mondiale, escludendo l’Ucraina filo-statunitense dal ruolo di transito del traffico gasifero tra Russia e UE. Lungi dall’uccidere l’Iran, ha accelerato gli importanti accordi energetici tra Iran e Russia, tra cui nuove centrali nucleari. E nonostante tutte le peggiori intenzioni di CIA e servizi segreti israeliani, che hanno investito così tanto tempo ed energie nel creare gli psicopatici del SIIL, o come ora si chiamano SI, Bashar al-Assad, sostenuto da Russia e Iran, è ancora a Damasco. Per Washington e i suoi patetici neo-con, nulla sembra funzionare come voluto. Ciò che il trucco non-così-ben ponderato di Washington dello shock petrolifero ha prodotto, però, è stato scatenare una valanga di fallimenti e licenziamenti nell’industria del petrolio e del gas degli Stati Uniti, soprattutto negli idrocarburi da scisto. La catastrofe degli scisti bituminosi degli Stati Uniti
    Il crollo del settore dello scisto negli USA, che avevo previsto lo scorso anno si sarebbe manifestato nel primo trimestre del 2015, è già chiaro. È solo l’inizio di ciò che sarà una valanga di debiti inesigibili, chiusura di pozzi di petrolio, licenziamenti in massa nell’industria petrolifera e gasifera degli Stati Uniti, nei prossimi mesi. Secondo OilPrice.com, la spesa mondiale per l’esplorazione e la produzione di petrolio e gas potrebbe scendere di oltre il 30 per cento quest’anno. Sarebbe il maggiore calo dal 1986, l’ultima volta che Washington cercò di utilizzare i sauditi per far crollare i prezzi del petrolio. Bank of America prevede che i futures sul petrolio Brent scendano a 31 dollari entro la fine del primo trimestre di quest’anno, oltre 5 dollari meno dei minimi della crisi finanziaria del 2008. In questo momento, il mercato del petrolio è in una situazione critica dove, non a caso, grandi produttori come Russia e Iran e Iraq, prevedibilmente, aumentano la produzione per compensare il calo di prezzi ed entrate, aumentando notevolmente la sovrabbondanza esistente. Le conseguenze negli Stati Uniti stanno appena emergendo. Un enorme riduzione dei posti di lavoro colpisce l’industria, soprattutto negli Stati Uniti. Il 13 gennaio, la FED di Dallas prevedeva che nel solo Texas 140000 posti di lavoro potrebbero essere eliminati, non solo si tratta di uno Stato ma anche del più grande Stato petrolifero degli USA. Si tratta di posti di lavoro di un’economia che già soffre enormi perdite di posti di lavoro (nonostante le fraudolenti statistiche sul lavoro del governo statunitense), dato che la crisi finanziaria ha già colpito nel 2008. Schlumberger, la prima società di servizi petroliferi del mondo, eliminerà 9000 posti di lavoro, dopo che l’utile netto del quarto trimestre 2014 è sprofondato dell’81% a causa di svalutazioni da 1,6 miliardi di dollari delle attività produttive in Texas. Il secondo gigante dei servizi petroliferi, Halliburton, l’ex-azienda di Dick Cheney, la società che tecnicamente ha creato la bolla dello scisto, annuncia licenziamenti ma ne declina le dimensioni. Le aziende dei servizi di estrazione del petrolio come Halliburton, fornitori di prodotti chimici e attrezzature di perforazione per il fracking, imprese siderurgiche, aziende edili e strutture ricettive ne beneficiavano. Ora non più.
    Il boom del petrolio di scisto negli Stati Uniti era una bolla di Wall Street, come già abbiamo notato, alimentato dalla Federal Reserve con tassi di interesse zero e banche di Wall Street alla disperata ricerca di prestiti dopo il crollo della bolla immobiliare nel 2008. Hanno fatto grassi profitti sottoscrivendo junk bonds per le compagnie petrolifere dello scisto, molte delle quali di piccole e medie dimensioni che ora scompariranno. Perforazione e fracking dello scisto è un business costoso, molto più della convenzionale perforazione petrolifera. Ecco perché si chiama “non convenzionale”. Fino a quando i tassi d’interesse negli Stati Uniti erano bassi, negli ultimi sei anni, e il prezzo del petrolio era oltre i 100 dollari al barile, le compagnie petrolifere potevano accollarsi il rischio e le banche prestare con liberalità. Ora avviene una brusca frenata mentre i proventi del petrolio crollano del 40-50%, negli ultimi sette mesi. Fintanto che i prezzi erano alti, le compagnie petrolifere dello scisto potevano avere prestiti come se non ci fosse un domani. E li hanno avuti. Secondo una nuova stima di Barclays Bank del Regno Unito, l’industria petrolifera canadese e statunitense dovrà ridurre di almeno 58 miliardi di dollari le spese, un taglio del 30% della spesa di 196 miliardi dollari del 2014. Tale stima è stata preparata su dati aziendali di dicembre, quando il prezzo era a 74 dollari al barile, prima che le riduzioni cominciassero a colpire e prima che i prezzi calassero a 47 dollari al barile. La cifra finale della spesa sarà di gran lunga inferiore di quella di fine anno, se i prezzi rimangono bassi. Più a lunghi i prezzi restano sotto i 50 dollari al barile più sarà feroce il bagno di sangue. Si stima che l’industria petrolifera statunitense sarà la più colpita del mondo. Bel lavoro John Kerry e Co. E nuovi prestiti bancari subiranno un addio. Oops… Durante il boom, fino a settembre 2014 quando iniziò la guerra dei prezzi saudita, le aziende di piccole e medie dimensioni di Stati Uniti e Canada spesero più del loro reddito, una media sbalorditiva del 157 per cento. Le imprese più grandi spesero circa il 112 per cento. Fecero la differenza l’emissione dei titoli spazzatura e i prestiti bancari a basso interesse. Ora, con prospettive poco rosee sul recupero dei prezzi, le banche finanziatrici chiudono i rubinetti. Le perdite presto colpiranno anche Wall Street. In altre parole, le conseguenze involontarie della stupida strategia di Kerry per mandare in bancarotta la Russia di Putin, con l’aiuto dei sauditi, gli è esplosa in faccia e potrebbe presto seppellire la sopravvalutata bolla del petrolio di scisto degli USA con il mare d’inchiostro rosso dei fallimenti. Stupido, in questo senso, è non capire i legami tra ogni cosa nel mondo reale. F. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in politica alla Princeton University, è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”. Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

  8. #1038
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Appena schiatta lo shale gas usa, risale il petrolio.

    Segretario OPEC: prezzo del petrolio potrebbe salire fino a 200 dollari

    © Foto: AP/Hasan Jamali


    Il Segretario generale dell’OPEC Abdalla el-Badri crede che i prezzi del petrolio potrebbero salire a 200 dollari a barile, se i produttori cominceranno a ridurre i loro investimenti.


    In un anno il prezzo del barile è calato del 54% con effetti negativi sugli investimenti. Lo ha dichiarato un portavoce dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE). Secondo le stime dell’Agenzia, gli investimeti nel settore petrolifero potrebbero diminuire di 100 miliardi di dollari.
    Nella visione di el-Badri, le quotazoni del petrolio hanno già quasi raggiunto il fondo e prossimamente ricominceranno a salire.

    Petrolio, OPEC, Economia, attualita, Attualita'




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    Per saperne di più: Segretario OPEC: prezzo del petrolio potrebbe salire fino a 200 dollari - Notizie - Attualita' - La Voce della Russia

  9. #1039
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    La bolla dello Shale è sul punto di scoppiare - Lineadiretta24.it
    La bolla dello Shale è sul punto di scoppiare


    Scritto da Daniele Trovato in data 27 gennaio 2015 Edizione n° 26 del 2015 _Stampa questo articolo




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    Negli Stati Uniti si contano circa 1.480 impianti per l’estrazione di gas e petrolio. L’industria è rinata di recente grazie allo shale gas e allo shale oil: i combustibili ottenuti dalla frantumazione sotterranea delle rocce argillose che hanno riportato la produzione americana di idrocarburi ai livelli del 1986. Oltre un terzo di questi impianti, circa 500, sono situati in New Mexico e Texas, dove l’incremento è stato fortissimo negli ultimi cinque anni, quando, nel pieno della crisi, questo settore attirava investimenti promettendo indipendenza energetica e profitti favolosi tramite le future esportazioni. Insieme alle sabbie bituminose canadesi, l’industria dello shale stava stimolando anche importanti investimenti nelle infrastrutture, come la gigantesca dorsale Keystone: l’oleodotto da completare con una nuova lunghissima tratta dal Nebraska fino all’Alberta (Canada), già al centro di numerose proteste ambientaliste e che oggi rischia di essere bloccato. Nel discorso sullo Stato dell’Unione, Obama ha appena annunciato la fine della crisi. La ripresa è stata in gran parte possibile proprio grazie all’industria nascente del fracking (metodo di frantumazione delle rocce) e delle trivellazioni orizzontali, tanto da contribuire per un terzo ai posti di lavoro creati negli Stati Uniti dal 2011. Posti di lavoro pagati più della media e via inanellando una sequenza di similitudini preoccupanti con le bolle in generale e con quella della New Economy in particolare.


    Come avevamo scritto a proposito dello scontro economico in corso tra USA e Russia, il calo del prezzo del petrolio deciso dai sauditi (si presume in accordo con Washington) ha colpito le speranze di profitto dei russi, ma ha anche avuto l’effetto collaterale di rendere non più profittevole l’industria dello shale, il cui prodotto ripaga le spese e garantisce qualche profitto se venduto a 100$ al barile mentre, ai 50$ attuali, conviene lasciarlo all’abbraccio delle rocce. Da novembre il numero degli impianti attivi è letteralmente crollato; le conseguenze sulla produzione, che continua ad aumentare, dovrebbero manifestarsi tra circa sei mesi, ma nella sola prima settimana del 2015 sono stati chiusi 28 impianti nei soli Texas e New Mexico. Sempre all’inizio dell’anno è fallita la prima compagnia di estrazione, la WBH Energy; in diverse altre grandi aziende collegate del settore sono iniziati i licenziamenti e questa settimana il CEO del colosso australiano BHP ha annunciato la chiusura del 40% dei propri impianti sul territorio degli Stati Uniti. Dal punto di vista finanziario le cose non vanno meglio, infatti, due terzi dei bond del settore, hanno già un rating pessimo: negli ultimi mesi il loro valore è bruscamente calato e si sono impennati i rendimenti.
    Quanto è grande la bolla dello shale? L’indebitamento diretto delle aziende coinvolte è di circa 200 miliardi di dollari, cui vanno sommati i debiti dell’indotto e l’ammontare (stimato) dei titoli derivati collegati al settore, per un totale vicino ai 500 miliardi di dollari. Mediamente gli interessi sui debiti incidono per quasi il 10% del fatturato, allontanando ulteriormente l’orizzonte dei pieni profitti. Il capitalismo statunitense ormai da vent’anni crea bolle a debito secondo intervalli regolari: ogni nuova bolla serve a riassorbire le perdite della precedente, in un ciclo apparentemente infinito. Finora l’intensità delle crisi e delle successive recessioni è stata crescente e l’ammontare dei mutui subprime nel 2007 ammontava a circa 600 miliardi di dollari, una cifra sostanzialmente paragonabile. Dal 2008 a oggi abbiamo più esperienza (nessuno oggi farebbe fallire una Lemhan), ma non abbiamo regole migliori, né reti di sicurezza più solide e soprattutto in molte aree, a cominciare dall’Europa, il sistema economico nel suo complesso è notevolmente più fragile di allora. Inoltre, sullo sviluppo o meno della produzione da shale incidono questioni strategiche per gli Stati Uniti con ripercussioni geopolitiche importanti in Medio Oriente, dove anche la bandiera dell’IS è nera come il petrolio, in Ucraina, dove la Chevron ha promesso a Poroshenko di arricchire la nazione perforandola, e in Russia, dove Putin al contrario sembra poter reggere molto più a lungo di quanto si pensasse le attuali tensioni sul prezzo del barile.
    Quello che accadrà è che Washington tenterà di convincere i sauditi a riportare il petrolio almeno sopra i 70$; nel caso non ci riuscisse vorrà dire che dopo quarant’anni di patto di ferro Oil4Security i reciproci interessi stanno realmente andando in conflitto.
    Il risultato per noi sarà l’arrivo di un’altra crisi, prima che l’onda lunga innescata dalla precedente sia ancora finita.

  10. #1040
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    nel mondo delle favole. Nel mondo reale quando c'è crisi si tagliano anche gli investimenti, e di brutto.


    Peccato per te e per la "coppia che scoppia Animale Metabo" che l'economia USA non dipende in alcun modo dagli shales di petrolio, che rappresentano un attivita del tutto marginale.

    La crescita del pil USA decolla con il prezzo del petrolio basso


 

 
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