



Anche perché gli 800 produttori di shale oil americani finiti fuori mercato erano i più deboli, mentre i mille superstiti si sono dimostrati incredibilmente flessibili e competitivi. Alcuni guadagnerebbero anche con il barile a 20-25 dollari».
Dello stesso parere Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia: «Un anno fa per avviare un pozzo di shale oil ci volevano 44 giorni, oggi ne bastano 22. Inoltre dalla stessa piazzola si fanno più pozzi, non solo uno come prima. Addirittura, qualcuno ha cominciato il re-fracking» (fracking è il nome della tecnologia usata per estrarre lo shale oil, ndr). «Nello stesso pozzo rifanno un altro passaggio, fratturando e lavando la roccia di nuovo, visto che non più del 20% di quello che c’è sotto viene effettivamente estratto. I miglioramenti di efficienza fanno ritenere che la produzione Usa impiegherà del tempo per rallentare, e questo frenerà il recupero del prezzo del barile».
Crollano 800 torri di ?shale oil? e il prezzo del petrolio è in rimonta - La Stampa
gudagnare con il barile a 20/25 dollari, di cosa stiamo parlando?






MILANO.
Un semestre contabile si è chiuso, e si possono cominciare a fare i conti del costo del petrolio basso per gli operatori del settore idrocarburi. Circa 32 miliardi di dollari per i produttori di petrolio e gas da scisti ( con la tecnica shale), vicino ai 37,7 miliardi di sbilancio che avevano totalizzato nell'intero 2014, che solo da luglio aveva visto i prezzi del greggio scendere bruscamente e dimezzarsi (anche se ieri il Brent ha segnato un rialzo del 3,6% a 49,36 dollari a barile, in scia delle indicazioni positive arrivate dalla congiuntura europea).
Anche solo fermando il calendario al 21 agosto avevano portato il conteggio tenuto da Standard & Poor's dei default societari nel mondo a 70, già dieci più che nell'intero 2014, e in predicato per superare gli 81 fallimenti del 2013. Di questi 70 default, almeno un quarto riguardano società attive nell'estrazione di petrolio e nel gas: ultime della lista le due statunitensi SandRidge Energy e Samson Resources, declassate in agosto rispettivamente a Sd (selective default) e D (default) dall'agenzia di rating statunitense. Non è un caso 40 dei 70 fallimenti societari di questi primi nove mesi 2015 riguardi aziende statunitensi.
Il Financial Times lunedì ha calcolato il differenziale tra gli investimenti delle società che estraggono idrocarburi dagli scisti tramite fratturazione idraulica e altri processi non convenzionali negli Stati Uniti usando i dati di Factset. Anche il debito netto dei produttori di shale sta crescendo alle stelle: nei primi sei mesi del 2015 è salito a 169 miliardi di dollari, oltre il doppio rispetto all'ammontare di fine 2010. Proprio il fardello finanziario sta frenando la produzione di idrocarburi negli States, vista scendere in maggio e giugno, e che gli addetti ai lavori pensano calerà ancora, anche se dal dato record dello scorso ottobre, il numero di pozzi esplorativi è già crollato del 59%.
La diminuzione dei prezzi, legata al rallentamento delle economie dei paesi emergenti e all'eccesso di produzione del cartello dei paesi Opec, era stata letta anche come una strategia dei "falchi" dell'Arabia Saudita per rimettere al loro posto i ruspanti produttori shale a stelle e strisce, che negli ultimi anni hanno regalato agli Stati Uniti l'indipendenza energetica e anzi stanno per fane un esportatore temibile.
Gli effetti geopolitici ed economici del barile basso, tuttavia, sono ben più ampi, e imprevedibili. In Russia, per esempio, dove il bilancio statale si regge per metà sulle entrate da idrocarburi, si è vista la prima recessione dal 2009. Tuttavia i colossi energetici di Mosca, che beneficiano di aliquote fiscali mobili che calano con il calare del prezzi del greggio, si stanno mostrando molto più resilienti rispetto alle loro rivali a stelle e strisce. Rosneft, Lukoil e Gazprom, ha calcolato Goldman Sachs, stanno generando cassa come se i prezzi petroliferi fossero ancora a 100 dollari, anziché a 50. E beneficiano dei costi di produzione più bassi del mondo, lasciando il conto delle minori entrate fiscali al Cremlino. Difatti, da inizio gennaio i titoli delle major russe sono in leggero rialzo, mentre la Shell perde il 27%, British Petroleum il 17%, e così le altre major occidentali, che contribuiscono a tenere l'indice settoriale Msci energia in fondo alla lista dei rendimenti. Anche se l'italiana Eni non rientra nelle casistiche, il suo titolo è tra i migliori nel 2015 con un saldo in pareggio.
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NUOVO METODO
Un impianto Usa che ricava il petrolio da pietre di tipo shale
La nuova bolla Usa nello shale gas 169 miliardi di debiti - la Repubblica.it
clash bankrobber


postato più volte da metabo.
che non smentisce nulla di quello da me postato.
nobile tentativo, comunque.


Il problema per arabi&co. è che più aziende statunitensi falliscono più le restanti diventano competitive. Che si riduca il numero non può che portare ad un aumento della dimensione media e dell'efficienza delle passività a bilancio. Fatto sta che il petrolio continua a scendere per questo processo. E 10 mesi fa sembravano pochi 60$ per il fracking ora stiamo sui 40$ bassi ed il fracking è ancora lì. E probabilmente ci sono ancora margini per buttare il prezzo ancora più in basso.
Doveva essere un suicidio secondo chi ha aperto questo 3d ma i morti per ora sono tutti dall'altra parte della barricata.
Usa primo produttore mondiale di petrolio. Superati Arabia Saudita e Russia
I vincenti hanno sempre una soluzione ad ogni problema, i no(n)euro hanno sempre una scusa.


I cui dati sono sempre attuali.
Sono mesi,( e piu') che ve lo si dice.. ma voi raigonate noni nbase a ifati, ma in base alle voglie ideologiche e da tale recinto non uscite.
Come avvisato a Giugno/Luglio 2014, si vedra' una consolidazione, che e' quello che sta succendendo, lo stesso accadde durante il boom delle ferrovie nel XIX secolo e con le dot.com a fine anni 90, inzio anni 2000.
Come vi si era detto dei temrinali export, dei prezzi dei trasporti ecc ecc... ehhh ma se invece di avere discussioni fattuali, ragionate tramite megafantablogs e' ovvio che poi tocca fare come Metabo... far finta continuamente di non leggere... o fare i reset mentali.
Globalizzazione..... si grazie.


Globalizzazione..... si grazie.


clash bankrobber