Sembra acclarato che la spallata data al barile ha poco intaccato il fracking world!
Anzi la pausa data dal calo di produzione e di investimenti ha fatto si che si riorganizasse il mercato, tramite la probabile estromissione di aziende piccole o di attivita' al limite, l'accorpamento, e la riduzione dei costi.
Ormai e' evidente che con l'oil shale ed il gas shale il mondo dovra' vedersela nei prossimi decenni e che , anzi, costituira' un importante elemento di controllo del mercato.
C'e' solo da augurarsi che la ricerca porti ad un minore impatto ambientale, e ad un uso piu' approppriato delle risorse naturali.
Personalmente se cio' serve a ridurre lo strapotere degli arabi e a metterli nel loro cantuccio, non posso che vedere con un certo favore la ripresa dell'attivita'. D'altrocanto sembra limitata agli Usa Canada, forse negli spazi enormi della Russia e Cina in futuro.
L'importante e' che non trovi risposta in europa, tutto qui.
Se vogliono uccidersi con l'inquinamento e' loro diritto, e poi loro hanno spazi talmente vasti da ridurre l'impatto.




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