Giancarlo Caselli: ?Andreotti ebbe rapporti con la mafia?
Giancarlo Caselli parla chiaro: «Andreotti ebbe rapporti con la mafia». Il procuratore della Repubblica di Torino è il magistrato che nel 1993 iscrisse Giulio Andreotti nel registro degli indagati per associazione mafiosa e che, oggi, giorno della sua morte, riporta indietro le lancette degli orologi e riparla di quella vicenda. «L'inchiesta durò un anno. Incominciò quando ero a capo della procura di Palermo – spiega – dopo l'assoluzione in primo grado ci fu un appello con un'affermazione di penale responsabilità fino al 1980». Già, perché Andreotti da quell'accusa non venne mai assolto ma venne prescritto dopo che la sentenza d'appello venne confermata dalla cassazione. «Fu lo stesso Andreotti a presentare ricorso. Quindi se davvero fosse stato assolto non l'avrebbe fatto» aggiunge Caselli.
«Andreotti, è provato, ebbe due incontri in Sicilia con Stefano Bontade e altri mafiosi per discutere, la delicata questione di Pier santi Mattarella (il numero uno della Dc siciliana ucciso dalla mafia, ndr). L'incontri ripeto li ebbe con Montade e non come è stato detto, in modo errato, con Badalamenti».
Preferisce non parlare Giancarlo Caselli della figura politica di Andreotti, ma solo dei rapporti con Cosa Nostra. Infatti, su questo argomento è giusto ricordare questa sentenza anomala, a detta di molti, una sorta di compromesso in cui il Tribunale ritiene che Andreotti abbia avuto rapporti con la mafia siciliana fino al 1980, poi dopo no: da qui l'assoluzione. E come ripete il magistrato «in 50 anni di carriera non ho mai visto un imputato far ricorso contro la sua assoluzione». Questa è la verità processuale.
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Bontade? Mr.Boj questo nome non l'abbiamo già sentito?




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