leggo dal corriere la riforma immaginata dal ministro:
Un dipendente vicino alla pensione accetta di lavorare meno ore, con uno stipendio più basso, fino alla fine della carriera. In cambio la sua azienda assume un giovane con un contratto a tempo indeterminato oppure due giovani con un contratto a termine. Un intervento del genere costa a spanne un miliardo di euro per 100 mila assunzioni. Perché lo Stato dovrebbe pagare una parte dei contributi del dipendente anziano che altrimenti, accettando il part time, avrebbe in futuro una pensione più bassa.
cioè detto praticamente:
il dipendente dell’azienda si mette d’accordo con il proprietario dell’azienda.
accetta il part-time e fa assumere il figlio.
lo Stato versa i soldi.
naturalmente nello Stato sono compresi anche coloro che non hanno figli da sistemare
o i figli che non hanno padri da cui ereditare il posto.
se poi la cosa si allargasse al settore pubblico, potete immaginare cosa succederà...




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