

Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
Eraclito
VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.




tu non ti rendi conto che la politica estera fascista su un periodo di oltre 20 anni ebbe diverse fasi, non fu un monolito sempre uguale: certo nel periodo in cui Grandi e Suvich ressero gli esteri l'Italia fece molti sforzi di pacificazione e di avvicinamento alle potenze democratiche (Francia e Inghilterra)
Alla partenza di Suvich dagli esteri, con la onquista dell'Etiopia (Giugno 1936) la politica estera Mussoliniana cambio' decisamente rotta e divenne filoasse
Invece di dare sempre e costantemente dell'ignorante a me, hai letto il libro di memorie di Fulvio Suvich, ottimo sottosegretario agli esteri del 1932 al 1936, filoccidentale e filoaustriaco? Lo puoi trovare anche in formato elettronico, io ce l'ho.
Si parla chiaramente di un cambio di rotta epocale della politica estera di Mussolini in quel 1936
la tua intolleranza e arroganza nel voler difendere una politica che non fu sempre uguale è veramente degna di miglior causa
Ultima modifica di FrancoAntonio; 02-07-13 alle 10:43


Ultima modifica di Ringhio; 02-07-13 alle 10:52
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Ovvio, leggo tutto quello a cui rispondo, purtroppo mi sono stufato e con la tua ultima affermazione hai veramente superato il segno, e te lo ripeto IO NON MI SONO RESO CONTO?
Io ho ben chiaro come e perchè si è articolata la politica estera fascista nel ventennio, io ho ben chiaro sia il quadro di riferimento interno sia quello internazionale, io conosco bene, le motivazioni delle varie fasi della politica estera Fascista, io non riesco a comprendre come tu possa pensare che Grandi e Suvich fossero indipendenti nel loro operato dal volere del DUCE!!
Infine penso che tu, creda che la lettura di un libro postumo in pieno periodo antifascista di un singolo funzionario del ministero degli esteri, anche se di ottimo livello come Suvich, possa derogare all'enorme opera di approfondimento storico di DE FELICE nel merito della politica estera fascista, e non ci voglio aggiungere i vari testi che sintetizzano in modo approfondito le varie specificità, tipo la politica estera inerente le colonie.
Vabbè!
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Purtroppo per te io invece De Felice lo leggo.
E' lo stesso De Felice a descrivere nel dettaglio la genesi, i timori e gli scopi di Mussolini alla vigilia dell'entrata dell Italia in guerra.
De Felice riporta un unico riferimento relativo al timore da parte del Duce di un eventuale diretto atteggiamento ostile della Germania contro l'Italia a scopo ritorsivo nel caso che l'Italia non fosse entrata in guerra. Un solo punto. La pagina la trovi in mio intervento precedente che tu fai finta di non ricordare.
Nel suo "Mussolini l'alleato" invece De Felice dedica un intero capitolo alla "Guerra breve" ovvero la guerra che sarebbe stat necessariamente breve per merito delle armi non italiane, ma tedesch.
Pertanto lo stesso storico reatino ci spiega con dovizia di particolari come l'impostazione politica dell'italia fascista nella seconda guerra mondiale fu essenzialmente una politica opportunistica.
Puoi girarci intorno quanto vuoi. Questi sono i fatti storici.
Per quanto riguarda la questione relativa alla dichiarazione di guerra alla Francia va ricordato che il duce reiteratamente offri il suo diniego alla Germania di fronte alle insistenti richieste di partecipazione al conflitto. Le riserve si inetrruppero soltanto dopo Dankerque quando fu definitivamente chiaro che la Germani aavrebbe fatto al parte del leone nel conflitto e che l'Italia sarebbe stat tagliaata fuori dalla spartizione delle zone di influenza che ne sarebbe conseguita.
Se non è una politica opportunistica questa non si capisce quale politica lo sia.
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Non fu solo opportunistica e attendistica, fu anche un politica di mediazione e di moderazione, che nell'ottica della guerra breve, da tutti prevista, relegava l'italia a un ruolo di più dialogativo nei confronti dei perdenti e toglieva lo scettro di totale asservimento che una vittoria del tutto tedesca vrebbe potuta dare all'Europa che sarebbe venuta, pertanto una Italia di contrapposizione al Nazionalsocialismo, poi le cose andarono diversamente, ma era un dato non disponibile.
Ho già scritto sul tema nei post precedenti, non ho voglia di ripetermi.
Comunque sia, l'Italia in Guerra e il libro di riferimento e il capitolo la guerra breve fornisce ampi spunti su cui riflettere che tu li citi o meno.
Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
Eraclito
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Se fai riferimento a quella che gli storici definiscono l'alleanza fra i paesi latini in funzione anti-teutonica sai bene che lo stesso De Felice è alquanto scettico circa la verosimiglianza di un tale scenario. Gli stessi rapporti fra lo stato Italiano e il regime di Vichi si mantengono del tutto freddi per volontà di ambedue le parti.
Se è vero che un simile futuro scenari politico fu velatamente suggerito dalle autorità francesi in fase di armistizio questo fu bellamente ignorato dagli italiani.
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Grandi e Suvich non erano indipendenti nel loro operato nel dirigere la politica estra ma sicuramente erano filofrancesi e fliobritannici e avrebbero mal potuto applicare una politica filotedesca.
Volevo dire che a partire dalla fine dalla guerra d'Etiopia la politica estera di Mussolini (non di Suvich o di Grandi) cambio' radicalmente.
Se è vero che fino al 1936 egli era sempre stato alla ricerca della pace e di un intesa tra le grandi potenze europee poi a partire dal 1936 la sua politica si sbilancio' verso la Germania e fino al 1939 continuo' a credere che anche la Germania cercasse la pace, non credo di avere detto delle scelleratezze.
Era a causa delle sanzioni? Era a causa el fatto che gli inglesi fecero difficoltà a riconoscere l'annessione dell'Etiopia e offrirono rifugio a Hailé Selassié?
Ultima modifica di FrancoAntonio; 02-07-13 alle 16:10