Trompe l'oeil: quando l'arte inganna (e nessuno se ne accorge)
di Grazia Lissi
È un gioco illusionistico, dove il confine fra realtà e falsità diventa impercettibile. "Trompe l'oeil- L'inganno dell'occhio", alle Gallerie dei Gerosolimitani di Perugia dal 25 maggio al 15 settembre ospita 25 artisti che reinterpretano un tema classico della storia dell'arte. Il progetto è stato ideato da Rob Smeets, storico dell'arte olandese e raffinato collezionista. Un cenacolo singolare di pittori e scultori, italiani e stranieri, ha accettato la sfida proponendo suggestioni e simboli.
"Trompe l'oeil", significa far apparire vero ciò che non lo è: attraverso accorgimenti cromatici e prospettici, l'opera vuole diventare un frammento della realtà. È una rappresentazione pittorica che, dall'antichità ai nostri giorni, ha sedotto pittori e spettatori. Leitmotiv del trompe l'oeil, come scrive Braudillard: «Sono gli oggetti quotidiani che fuori escono dallo spazio del quadro e invadono quello dell'osservatore dominandolo».
Ecco "Coccodé" di Dennis Møgelgaard: una gallina guarda il mondo appoggiata alla cornice del quadro. PhilipAkkerman gioca con la sua immagine in "Dentro la cornice" e mostra il suo occhio sinistro uscire dall'opera stessa. Arnout van Albada sceglie un tema amato nel Seicento, quello degli oggetti appesi, una pistola pende da una parete bianca in "Filo a piombo". Come in una vanitas Agostino Arrivabene si interroga sulla caducità della vita in "Elogio della polvere": il teschio di Adamo è ai piedi della Croce. Un pacco postale di cui vorresti slegare la corda è il protagonista di "Inganno" di Maurizio Bottoni mentre nel quadro di Gerrit Wijngaarden appare la foto di una famiglia anni Ottanta, qualcuno l'ha appiccicata al muro con pezzetti di scotch e l'ha dimenticata. "Farfalle notturne" popolano l'opera di Erkin e compaiono minacciose nel "Delirio" di Kik Zeiler.
In "Canto finale" Jaap Roose ripropone il filone illusionistico diffuso nel Seicento e Settecento, quello degli uccelli morti. Marco Petrus in "Mosaico" ricostruisce alcune figure tratte dai mosaici di Palazzo Dreher a Trieste. Ti viene voglia di entrare all'interno di "Corso Vannucci" di Alessandro Papetti, una strepitosa veduta del corso perugino. Sonda le possibilità della terracotta Livio Scarpella in "Ms Trophy" una testa femminile con corna di capriolo. Quasi perfetto "Secchio, aglio e scatola rossa" di Henk Helmantel, a fianco il disegno preparatorio. Mario ter Braak in "Lavelli" propone un ricco campionario di frutta e verdura mentre oggetti esplodono in "Mazza Carta Forbici" di Neil Moore trasformando l'opera in un'autentica cassetta di lavoro.
Trompe l'oeil – L'inganno dell'occhio
a cura di Rob Smeets - Gallerie dei Gerosolimitani
25 maggio -15 settembre
(catalogo Gallerie dei Gerosolimitani-Volumnia)
www.galleriedeigerosolimitani.org
Trompe l'oeil: quando l'arte inganna (e nessuno se ne accorge) - Il Sole 24 ORE





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