Nella seconda metŕ degli anni Venti, presso il cosiddetto "Castello di Millesimo" (in realtŕ un ex monastero trasformato in abitazione civile) si svolse un ciclo di sedute spiritiche con fenomenologia imponente e straordinaria, che destň ampio dibattito anche a livello internazionale (al solito, fra l'altro, non mancň l'opinione di Conan Doyle).
Nel 1926 Vittorio, figlio del proprietario Marchese (poi Principe) Carlo Centurione Scotto ed asso dell'aviazione, era morto precipitando col suo idrovolante da corsa nel lago di Varese mentre si allenava per partecipare alla Coppa Schneider. Non rassegnandosi alla scomparsa il genitore cercň di mettersi in contatto con lui attraverso un'attivitŕ tornata in voga: lo spiritismo. Dapprima partecipň a sedute tenute a Londra dal medium George Valiantine, con risultati minimi o nulli. Al suo ritorno in Italia organizzň invece un cerchio presso il castello, nel quale invitň anche lo studioso Ernesto Bozzano.
Si verificarono, allora, fatti eclatanti: voci dirette, apporti, materializzazioni, levitazioni di oggetti pesantissimi... Ma l'episodio piů clamoroso fu addirittura la "smaterializzazione" del Marchese (fra l'altro ex legionario fiumano), che faceva da medium... e che sarebbe sparito nel corso di una seduta per "rimaterializzarsi" in uno sgabuzzino dove fu trovato in stato di trance e confusione.
Da notare che il figlio non si manifestň mai direttamente. Solo una volta, prima che gli eventi si diradassero fino a scomparire, attraverso lo spirito-guida "Cristo D'Angelo" (che sarebbe stato un pastore vissuto in Sicilia nel XIX secolo), avrebbe rivolto un lungo ed esclusivo messaggio alla madre... di cui i pochi testimoni avrebbero dovuto tacere per sempre il contenuto.





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