



C'entra nel momento in cui Airbus fa notare una cosa; guarda caso, la stessa che è appena accaduta (a firma neuro: un nome, una garanzia) in un altro thread.
E tale cosa non sembra aver suscitato particolari turbamenti, sdegno e quant'altro.
E questo passi, finchè riguarda un fascista, insensibile e pericoloso come il sottoscritto...
Ma credo che il fatto dovrebbe interessare quelle anime pie che hanno paura (testuale) di determinate situazioni, non trovi?
Invece, silenzio assordante.
Svista, o più verosimilmente a questi non frega una mazza?
Ultima modifica di Mauri61; 06-06-13 alle 12:23
Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.




Ecco un altro che parla tanto per dare fiato alla bocca.
Le procure se ne strabattono di non perseguire qualche semplice agente di polizia carceraria, o anche di qualsiasi forza dell'ordine. Non confondiamo l'eventuali coperture ad alto livello (dirigenti, capi di polizia, etc..) di carattere politico con i procedimenti terra terra di semplici operatori di PG.
Per mie esperienze, per casi di colleghi, le procure hanno sempre avuto la mano molto pesante nel condannare eventuali situazioni di abusi di potere, se non peggio ancora truffe e quant'altro.
Quello che emerge, leggendo e commentando il post di Orpheus invece, è che il procedimento aveva subito delle evidenti "coperture" interne alla stessa polizia carceraria. Alla fine la RESPONSABILITA' penale deve essere diretta e certa. Se io NON SO chi sia il personale che realmente ha pestato il ragazzo (e ovviamente deve essere provato che il pestaggio è stata la causa diretta della morte, non la successiva eventuale mancanza di assistenza), non posso dare una condanna "al gruppo" a caso. Questo è il procedimento penale italiano, con tutti i suoi difetti e storture che ne consegue. Storture che poi spesso vengono "osannate" dagli stessi che oggi ne piangono l'ingiustizia, quando a salvarsi sono amici o compagni di partito.
Personalmente credo che la sentenza abbia fatto una "ingiustizia", nel senso che non si sia riuscito a provare in sede di processo quello che plausibilmente è accaduto, e pertanto la sentenza ne ha risentito. E' ovviamente una ricostruzione che fa acqua, ma i processi vanno fatti sulle prove che l'accusa riesce a dimostrare SENZA OMBRA DI DUBBIO durante le udienze. E così francamente non è stato, per quanto il LECITO DUBBIO resti.
"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi


Quante cazzate hai scritto.
Voi quando vedete un imputato con la divisa saltate a pie pari il concetto di base della nostra giustizia, e passata alla giustizia sommaria per ritorsione.
Chissà se sei tanto "colpevolista" quando alla sbarra vanno i tuoi compagni di merenda....
"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi






Non sono d'accordo nel mettere il caso Sandri in quel calderone. Li non parliamo di un'attività "organizzata" di un gruppo di appertenenti alle FdO che pestano un ragazzino e poi si coprono a vicenda. E' un "semplice" caso di un COGLIONE con una pistola in mano che agisce prima di azionare il cervello. Ha ammazzato, NON è stato coperto da nessuno, ed è stato giustamente condannato come merita.
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Non è questo, sono troppi i casi di assasinio per i quali NON SI E' RIUSCITI ad identificare i colpevoli, e, quando anche sia, spesso se la sono cavata con l'accusa di omicidio colposo o preterintenzionale e sono tornati in servizio.
Capisco la difesa d'ufficio, ma non esageriamo.
Nel caso specifico non era certamente difficile scoprire i colpevoli se i dirigenti avessero offerto un minimo di collaborazione.
Cum Feris Ferus
Chi striscia non inciampa. Cit.


Molti? Due in quanti anni?
Dai siamo seri...lungi da me difendere l'indifendibile, ma tanto meno si deve "criminalizzare" le FdO per il comportamento fuori legge di un due-tre appartenenti.
Inoltre voi confondete la disponibilità a collaborare con la magistratura con quello a collaborare con i giornali. L'amministrazione ha tutto il suo ritorno mediatico a NON difendere certi elementi, se è conscia che siano colpevoli fuori ogni dubbio. Non ha NIENTE da guadagnare a coprire certe nefandezze di pochi....anzi...si leva dalle palle le mele marce.
La collaborazione in quei casi doveva essere EVENTUALMENTE dei colleghi PRESENTI che potevano testimoniare. Che vuoi che ti possa dire un dirigente che NON ha visto direttamente la situazione? Cosa potrà mai darti di probante il dirigente? I turni di servizio? E quindi? Cosa hai provato?
In questo caso, pessimo e sono d'accordo, il problema principale è che l'eventuale pestaggio è stato fatto da pochi, probabilmente tutti quelli presenti in quel momento, ma nessuno a confessato. E come fai a dire che è stato tizio invece che caio.
Inoltre il problema vero è stato il fatto che il ragazzo è stato SOPRATTUTTO mal guarito, e quindi la morte del ragazzo NON è diretta responsabilità delle percosse, cosa che sarebbe stata se la morte fosse avvenuta nell'immediato. In quel caso avremmo la CERTEZZA che le percosse date sono state il motivo della morte. Qui invece si parla di una persona morta 5 giorni dopo, quando DOVEVA essere eventualmente seguito da medici competenti, che ne attestassero le condizioni. Insomma...la copertura VERA è avvenuta fra di loro....perchè LORO erano già dei poco di buono. Io spero con tutto il cuore che si riesca a dimostrare in appello la loro responsabilità, almeno a livello preterintenzionale, dell'omicidio...anche se penso che oltre un colposo non si potrebbe MAI arrivare.
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