Manildo: «Sì alle coppie gay
Gli Ztl? Rispettino le regole»
Il sindaco pronto a istituire il registro delle unioni civili. «Anche omosessuali, è un atto di civiltà giuridica». Oggi la presentazione della squadra di governo
TREVISO — Ha preso possesso dell’ufficio nobile di Ca’ Sugana, Giovanni Manildo. L’ufficio che per diciannove anni è stato del suo rivale alle elezioni Giancarlo Gentilini. «Ho scelto questo perché è stato da sempre l’ufficio del sindaco ed era giusto
(ovvio???) dare un segno di continuità alla carica» spiega con soddisfazione. La stanza è ancora vuota, i mobili che lo Sceriffo aveva riempito di cimeli, ritratti e ricordi sono stati per il momento accatastati nell’ufficio dell’ex sindaco Gian Paolo Gobbo, trasformato temporaneamente in un magazzino. E subito il neo primo cittadino di Treviso apre a un tema che i suoi predecessori non avevano mai considerato: il registro delle unioni civili.
Dai «culattoni» alle coppie di fatto «Era nel programma che ho presentato alle primarie e in quello per le elezioni, ho sempre detto che lo ritengo un segno di civiltà giuridica - spiega -. Ci sono coppie di persone che magari sono in regime separazione e che non hanno potuto sposarsi, o hanno scelto convivere, uomo e donna oppure anche omosessuali. Credo che il registro sia un atto di civiltà». Il capoluogo passa così, nel giro di sei anni, dall’invasione delle comunità omosessuali nel cortile del municipio per protestare contro la visione omofoba di Gentilini, a un registro che consente alle coppie gay di dare forma giuridica alla loro unione e ne garantisce i diritti e i doveri, come per ogni altra coppia. Nel 2007 il kiss-in, bacio collettivo contro la «pulizia etnica dei culattoni» lanciata dallo Sceriffo; nel 2013 la storica presa di posizione di Manildo.
«Un registro delle unioni civili permette di garantire a queste persone legate da un vincolo affettivo magari di andare a trovare l’una o l’altra quando sono malate in ospedale ». (Sono le cose che contano al giorno d'oggi, concordo pienamente....) Il sindaco di Treviso sta prendendo le misure di Ca’ Sugana e studiando la collocazione degli assessorati: l’ideale sarebbe insediare tutti nella sede principale, anche se questo rischia di cozzare contro l’organizzazione interna. Tuttavia il tour del municipio, accompagnato dai dirigenti che lo conoscono bene, non è ancora finito. «Stiamo cercando di capire come organizzare la macchina comunale - dice -. Per ora ho trovato il posto in cui sedermi, poi penseremo anche agli assessorati». La prima cosa che porterà nel suo nuovo ufficio? «Sicuramente le foto della mia famiglia, per sentirmi un po’ più a casa».
Il «fu» ufficio mausoleo Scherza e sorride nel giorno dell’insediamento nel fu mausoleo svuotato di Gentilini. Le finestre sono aperte sulla strada «facciamo entrare un po’ di aria nuova» commenta con ironia. Divano e poltrone dell’ufficio sono stati spostati, i mobili ridotti al minimo indispensabile; restano solo le bandiere, qualche quadro e alcuni attestati dietro la poltrona del sindaco. Da ieri è a tutti gli effetti l’ufficio di Manildo. «Indossare la fascia tricolore per la prima volta, mercoledì sera alle celebrazioni in Duomo è stato emozionante - racconta -. È stato il primo incontro con altri colleghi, molti dei quali leghisti. E non è andata male, è stato un approccio positivo».
Il saluto del vescovo Il vescovo di Treviso Gianfranco Agostino Gardin, che teneva la celebrazione per il centenario della morte di San Pio X in cattedrale, gli ha riservato un saluto durante l’introduzione della serata: «Ha salutato i vari sindaci e il nuovo sindaco di Treviso - riporta Manildo -. È stata una bella prima esperienza con la fascia». L’avvocato del Pd è tirato per la giacchetta da molti, adesso, che chiedono la realizzazione del programma elettorale. Fra questi anche il collettivo Ztl che ha minacciato nuove occupazioni se il sindaco non darà loro gli spazi ricreativi che chiedono. «Non credo ci siano problemi - chiude con fermezza -. Dico le stesse cose da mesi, sono scritte nella carta dei valori e non noto contraddizioni. Ztl ha rivendicato degli spazi, il corteo organizzato in città è stato una richiesta di ascolto non per loro, ma per tutti i giovani di Treviso. Il collettivo ha avuto il merito di portare alla ribalta il tema della mancanza dei luoghi di aggregazione, è un tema molto importante. Non condivido i modi con cui è stato portato alla luce, ma c’è la volontà di affrontare un po’ alla volta tutti i nodi di cui avevamo discusso. Al primo Consiglio comunale giurerò, e da quel momento inizieremo anche a lavorare sulle questioni in sospeso ».
Il primo matrimonio Sabato mattina Manildo sarà a Palazzo Rinaldi per celebrare il primo matrimonio del suo mandato (ne ha celebrati da consigliere, ma le prime esperienze continueranno ancora per un bel po’ di tempo; dopo pranzo invece è atteso l’incontro in città con il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e il sindaco di Padova Ivo Rossi per gettare le basi della futura e auspicata area metropolitana con Treviso. Manildo li aveva invitati a Treviso in campagna elettorale, quando sperava di ottenere il favore dei cittadini dalle urne. Ora sono colleghi e il progetto ha un motivo in più per prendere piede.
Silvia Madiotto
Manildo: «Sì alle coppie gay Gli Ztl? Rispettino le regole» - Corriere del Veneto