I Cinquestelle aprono: «Pd, votaci 5 punti
e tutto può succedere»
Il capogruppo al senato Morra parla di un governo "alternativo" con il Pd. Esclusiva di Europa e Repubblica
Se camera e senato non si smentiscono a vicenda nell’arco di una giornata vuol dire che i Cinquestelle fanno sul serio. Ieri mattina il prossimo capogruppo alla camera, Alessio Villarosa, aveva effettuato un’apertura che, venendo da uno come lui, accorto quanto aderente alla linea del gruppo, non poteva non essere interpretata come un segnale preciso: «Noi alleanze non ne facciamo. Se parliamo invece di punti programmatici, sì, ma fatto in un determinato modo e comunque l`assemblea è sovrana, quindi qualsiasi proposta che ci verrà da altri partiti noi prima ci sediamo in assemblea, discutiamo decidiamo, però tutto è possibile».
Un “determinato modo” che nel tardo pomeriggio, in un’intervista concessa a Europa e Repubblica, il capogruppo al senato, Nicola Morra, si è incaricato di chiarire ampliando il concetto reso dal giovane deputato e spiegando come i Cinquestelle si siano presentati dal presidente della Repubblica con una sorta di “programma di governo” minimo articolato in cinque punti: reddito di cittadinanza, riduzione dei costi della politica e della burocrazia, defiscalizzazione del lavoro, giustizia nella politica (declinata nelle forme della riduzione del numero degli eletti e del cosiddetto “parlamento pulito”), rilancio delle piccole e medie imprese a partire dalle forme di attività della tradizione produttiva italiana.
Quindi se per ipotesi, domani o tra venti giorni, Berlusconi dovesse togliere l’appoggio al governo, i Cinquestelle sarebbero disponibili a formarne uno nuovo con il Pd? «Dipende dalla qualità della proposta. Se il Partito democratico accetta di impegnarsi su 5 punti realizzabili immediatamente, magari presentando prima 5 disegni di legge con le nostre e le loro firme, non escludo nulla». Neanche la fiducia? «Per noi quel tema è sempre problematico e bisognerà passare dall’assemblea Valuteremmo il valore e la correttezza delle persone. Quattro mesi fa era diverso. Nessuno ce l’aveva proposto». Ma il presidente della repubblica cosa ne pensa di questi cinque punti? «Si è trovato d’accordo» ha risposto Morra.
«Grillo l’aveva già detto..» confida un senatore della linea dura, uno di quelli che fino a prima della batosta rimediata alle amministrative vedeva il Pd come il fumo negli occhi e ora che i risultati languono, la legislatura non sembra poi tanto gracile e l’opposizione inizia ad assomigliare a una traversata nel deserto, si scopre su posizioni più morbide, più pragmatiche. «Ripensi alle parole di Grillo nel famoso video dal camper (quello registrato di fronte alla porta socchiusa del bagno ndr). Allora aveva detto che se ci votavano Rodotà si apriva un portone. Ecco, è la stessa cosa».
I Cinquestelle aprono: «Pd, votaci 5 puntie tutto può succedere» - Europa Quotidiano
non faremo mai alleanze con i partiti
ah...no
cinque punti programmatici
si aprono praterie
ah no
i punti programmatici erano otto
le praterie si chiudono
boh




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