« Gli abusi del potere generano le rivoluzioni; le rivoluzioni sono peggio di qualsiasi abuso. La prima frase va detta ai sovrani, la seconda ai popoli »
(Klemens Von Metternich)
Il 1° novembre 1814 a Vienna, capitale dell'Impero Austriaco, si aprì il Congresso dell'omonima città, una conferenza svoltasi dopo gli sconvolgimenti apportati dalla Rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche per ripristinare gli equilibri pre-rivoluzionari e l'Ancien régime, e si concluse il 9 giugno 1815, vi parteciparono tutte le principali potenze europee, iniziò quindi la Restaurazione.
Al Congresso vi erano due linee di pensiero:
- coloro che volevano un puro e semplice ritorno al passato
- coloro che sostenevano la necessità di un compromesso con la storia trascorsa
Nonostante questa divisione tutti furono concordi nel sostenere che non fosse l'uomo con la ragione a condurre la storia, prendendo come esempio il regime del Terrore finito nel caos e nel disordine, perciò il "secolo dei lumi" venne ritenuto concluso dopo quelle stragi e dopo il sogno di libertà nella "tirannide" napoleonica, mirando alla realizzazione di un'Europa al di sopra delle singole nazioni, aveva determinato invece le ribellioni dei singoli popoli in nome del sentimento della loro nazionalità.
Dunque la storia è guidata da Dio e non dagli uomini, esiste una Provvidenza che s'incarica di perseguire fini che gli uomini della ragione ingenuamente pensano di intuire ma invano.
Di fronte a questa conclusione romantica della storia e del mondo si ebbe una concezione reazionaria degli eventi accaduti, secondo questa prospettiva Dio interviene nella storia in una sorta di avvento di un'apocalisse che metta fine alla sciagurata storia degli uomini. Napoleone è stato l'Anticristo di quest'apocalisse. Dio segnerà la fine della storia malvagia e falsamente progressiva ed allora agli uomini non rimarrà che rivolgersi al passato per preservare e conservare quanto di buono sia stato realizzato. Dunque si cercherà in ogni modo di cancellare qualunque fatto accaduto durante la Rivoluzione e sotto Napoleone restaurando il passato. I sovrani restaurati da Vienna infatti provvedettero a ricostituire tutte le vecchie strutture politiche sepolte dalla furia rivoluzionaria e napoleonica ma il loro compito sarà impossibile. Il cosiddetto "aratro della Rivoluzione" aveva sconvolto troppo in profondità il terreno, un ritorno alle condizioni che avevano dominato l'Europa fino al 1789 era impossibile.
La concezione reazionaria politico-religiosa fu proposta anche da François-René de Chateaubriand che attaccò le dottrine illuministiche difendendo il Cristianesimo e i pensieri mistico-teocratici al punto da auspicare un ritorno al trono ed altare riproponendo un modello di comunità medievale protetta dalla religione tradizionale avversa alle insidie del liberalismo e del razionalismo.
Si costituì la Santa Alleanza, un nuovo ordine europeo di alleanze militari tra le potenze assolutiste, al quale si aggregò pure la Gran Bretagna, ma solo per mantenere i suoi interessi oltreoceano e nel resto del globo, di fatto mantenendo istituzioni parlamentari e molto democratiche rispetto al resto del mondo dell'epoca. La Santa Alleanza aveva il compito di reprimere qualsiasi dissenso all'interno dei gli Stati europei e mantenere "il passato".
Ma da questo Congresso nacque anche una concezione più progressista della storia e degli eventi, una concezione liberale che vede nell'azione divina una volontà diretta al bene degli uomini escludendo che nei tempi nuovi ci sia una vendetta da parte di Dio per far espiare agli uomini le proprie colpe, tra le quali la presunzione di dominare la storia. Saint Simon, Lamennais, Alessandro Manzoni ma anche Gioberti furono tra i principali sostenitori di questo pensiero, che di fatto però, aprì le porte al liberalismo che dominerà la scena ottocentesca demolendo le vecchie istituzioni della Restaurazione.
Stati pre-rivoluzionari che non rispecchiavano i canoni per l'ideologia definita a Vienna non vennero ricostituiti, è il caso delle repubbliche di Genova e Venezia.
Al Congresso parteciparono il Regno Unito, l'Austria, la Prussia, la Francia, la Russia, la Spagna, il Portogallo, la Svezia, l'Hannover, la Baviera, il Württemberg, lo Stato Pontificio, il Regno di Sardegna e il Regno di Napoli.
Uno dei pochi meriti indiscussi del Congresso di Vienna fu la sottoscrizione di una Dichiarazione contro la tratta dei "negri" però dettata dagli interessi britannici nei confronti delle colonie francesi, ma fu comunque un passo importante nella lotta contro lo schiavismo, aprendo una lenta strada verso la sua abolizione.





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