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  1. #2401
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Snowflake generation....

    La nuova ossessione del giovani: "Ci rilassiamo con il rumore del phon"
    Sta spopolando una nuova moda o più semplicemente una nuova dipendenza tra i giovani: il rumore del phon, un qualcosa che rilassa e fa scaricare lo stress
    Enrica Iacono
    Non può essere considerata un'ossessione, probabilmente è solo una nuova dipendenza che non è da telefoni, televisori, smartphone o tablet ma più semplicemente da phon, l'asciugacapelli.
    È una dipendenza che, come riporta Dagospia, accomuna diversi giovani che raccontano il loro modo di rilassarsi attraverso il suono e il rumore del phon. Molti lo utilizzano per addormentarsi, altri per studiare e concentrarsi meglio ma i commenti che si leggono sotto i video pubblicati su Youtube - che riprendono un phon in funzione per oltre 60 minuti - sono quasi incredibili.
    Nei filmati l'immagine è fissa sull'elettrodomestico, l'audio è uguale per tutti, un qualcosa che fa dimenticare lo stress e rilassa: "Purtroppo questa passione consuma anche tanta corrente, così ho deciso di registrare il suono per un’ora per me, e per tutti quelli che capiscono di cosa sto parlando".
    La psicologa e psicoterapeuta Ivana Siena, fondatrice e direttrice del Centro di psicoterapia familiare, presente a Pescara e a San Severo, in provincia di Foggia, assicura che sono diversi i pazienti che si rilassano attraverso l'utilizzo del phon: "Nella mia attività clinica ho riscontrato più volte la tendenza all’utilizzo di utensili casalinghi, soprattutto asciugacapelli ma anche ventilatori o stufette elettriche, per indurre uno stato di maggiore rilassamento. Quattro anni fa il primo caso, una paziente di 27 anni, lavoro precario, famiglia problematica, la notte si coccolava con il phon acceso sotto le coperte. Per ore".
    Sul sito Psicologia- diagnosi.it molti utenti si sono sfogati sull'argomento: "Anch’io adoro passare tempo col phon acceso, mi dà quel senso di pace e di benessere e mi rilassa moltissimo", scrive Enry. "Molte volte per dormire uso il rumore del phon ma al contrario di queste persone uso le registrazioni su Youtube, mi metto le cuffie per non disturbare la mia fidanzata e dormo come nessuno mai", fa sapere Salvatore.
    È stata creata anche una pagina Facebook che si chiama Rumore del phon e conta 3.163 persone. Sono molte, però, le foto delle lenzuola bruciate per chi tiene il getto caldo sotto le coperte, con immaginabili scottature anche sul corpo di chi fa un uso così sconsiderato dell’asciugacapelli a letto. E così spopolano i video e scatta la giornata ideale: doccia calda, cenetta al volo e via sotto le coperte con l’mp3 alle orecchie e il mitico rumore in esecuzione ininterrotta.
    La nuova ossessione del giovani: "Ci rilassiamo con il rumore del phon" - IlGiornale.it

    Suicidi da divorzio: le storie tabù degli adolescenti che hanno detto addio a mamma e papà
    di Benedetta Frigerio
    Era da cinque anni che suo padre e sua madre erano separati e che lei, 14enne, viveva il peso di questa rottura. Certamente i fattori erano molteplici (sensibilità, contesto storico, libertà...) ma fatto sta che la settimana scorsa, di ritorno nella casa materna, dopo aver passato il fine settimana in quella del padre si è impiccata, lasciando un biglietto ai genitori in cui li salutava e spiegava il suo gesto. Si sapeva che da quando papà e mamma si erano divisi la ragazzina non era più la stessa. Era buona sì, come se quel dolore la rendesse di più simpatetica a quello degli altri uomini, ma con un peso sulle spalle troppo grande: “Una ragazza solare ben voluta da tutti, ma aveva sempre un velo di tristezza negli occhi, forse la separazione dei genitori l'aveva segnata profondamente", ha commentato la sua professoressa di italiano.
    Il caso non è isolato e ricorda quello di un bambino che nel 2012 a soli 10 anni si suicidò impiccandosi con una sciarpa perché, a detta dei nonni, “non aveva mai veramente accettato la separazione dei genitori. Ha sofferto molto e non ha mai superato il dolore. Era l’unica ombra nel cuore di Filippo”. Ombra, tristezza, riflessi nello sguardo, come se il pensiero del male fosse sempre in qualche modo lì fisso e distraente nella loro mente, portando probabilmente questi bambini a non essere mai completamente presenti e quindi capaci di affermare la realtà che gli si svelava davanti. Come un arto sempre ferito a cui è impossibile non pensare in continuazione. Chi non l’ha vissuto forse non può comprenderlo, ma “quando la coppia scoppia, il figlio prova un dolore dilaniante, è come se venisse spaccato in due”, ha spiegato la dottoressa Margherita Spagnuolo Lobb, direttore della scuola di psicoterapia di Gestalt Hcc Italy, commentando il suicidio della 14enne.
    I due casi estremi, ma che raccontano la disperazione di una generazione, che magari non arriva alla morte fisica ma al rifiuto della vita in altre forme nichiliste dilaganti (anoressie, droga, violenza, apatia, compulsioni varie), rende evidente che la ferita psicologica dei divorzi e delle separazioni è mortale per tutta la società. Perché ogni uomo dovrebbe poter crescere con la certezza, più o meno inconscia, di essere nato e di vivere come conseguenza di un atto d’amore che nulla potrà rompere, quello fra suo padre e sua madre, due figure che per lui sono inseparabili. La negazione di questa promessa insita nella nascita e di questa identità, il concepirsi frutto di un bene eterno, coincide dunque con la fine dell’esistenza.
    E’ come se il figlio si sentisse ucciso, non sapendo più chi è, né da dove viene. Si spezza, come dice Lobb, qualcosa in lui che lo getta nello smarrimento, nella paura e nella sfiducia verso ogni cosa. Perché se il luogo in cui si trova la sicurezza per crescere e avventurarsi nella vita svanisce, in cosa credere? Su che terreno solido poggiare i piedi per affrontare il quotidiano con fiducia? “Mia madre e mio padre si sono separati due volte, prima fra loro e poi dai loro “compagni”. Io mi posso fidare solo di me stesso. Non credo più in nulla, anche perché se resto deluso ancora che faccio?”, è l’inferno descritto da un ragazzino di 16 anni di una scuola professionale. Ed è un'altra morte di chi decide di negare ogni possibilità di bene piuttosto che rischiare di patire di nuovo uno strazio indicibile. Lo strazio della negazione della carità gratuita per cui veniamo al mondo, l’unico motivo per cui ogni uomo vive, lavora e persino pecca, nella speranza di ritrovarla.
    Quando questa speranza viene totalmente soffocata, dunque, accade quello che un’altra ragazza, trovata anni fa morta nei bagni di una stazione, scrisse prima di uccidersi: “Riconosco che mi avete voluto bene, ma non siete stati capaci di farmi del bene. Mi avete dato tutto, anche il superfluo, ma non mi avete dato l’indispensabile: non mi avete indicato un ideale per il quale valesse la pena di vivere! Per questo ho deciso di togliermi la vita! Perdonatemi, ma non ho altra scelta”.
    Episodi che la stampa tende a censurare, anche se la ragazzina (come anche noi) non giudicava definitivamente i genitori, bensì un semplice dato di fatto. Perché tutto può essere scusato e redento, ma le conseguenze del male si pagano ed è meglio conoscerle in anticipo, insieme ai rimedi possibili. La tragedia della mancanza di un senso amoroso per cui vale la pena il sacrificio di esserci e di affrontare l’esistenza è infatti tale che solo l’incontro con l’amore con la A maiuscola può permettere di tornare a sperare. Quell’Amore appunto che ha “usato”, per dirla con Testori ne “Il senso della nascita” (“in questo momento Dio è lì per continuare la sua creazione"), l’unione procreativa dei genitori. Quell’unico Amore che può trasformare la morte in una nuova vita. Questa volta immortale.
    Nell’ultimo libro di Alessandro D’Avenia “L’arte di essere fragili” compare la lettera di un ragazzino, figlio di due coniugi separati che hanno ovviato alla loro assenza riempiendolo di beni materiali, il quale per farsi notare aveva combinato di tutto. Leggendo i libri dell’autore però si era come accesa una luce in lui, per cui ringraziava D'Avenia così: “Sono orfano sebbene fisicamente esistano i miei genitori! L’unica cosa che ho imparato è che uno sguardo, un abbraccio sono in grado di annientare tutti gli oggetti che ci sono al mondo e sarà la prima cosa che insegnerò ai miei figli! Grazie ancora!”. Proprio come spiegò durante un’intervista a Tempi sui “figli del divorzio” la nota psicologa della famiglia Vittoria Sanese: “Se ci sarà qualcuno che gli farà compagnia dando senso e dignità alla loro esistenza e dolore, offrendo amore costante, allora la ferita sarà trasfigurata. E il bambino potrà capire che esiste un amore che resiste. E che c’è un senso buono del suo esserci. Serve quindi la fede in un’altra paternità”.
    Suicidi da divorzio: le storie tabù degli adolescenti

  2. #2402
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    La nuova ossessione del giovani: "Ci rilassiamo con il rumore del phon"
    Sta spopolando una nuova moda o più semplicemente una nuova dipendenza tra i giovani: il rumore del phon, un qualcosa che rilassa e fa scaricare lo stress
    Enrica Iacono
    Non può essere considerata un'ossessione, probabilmente è solo una nuova dipendenza che non è da telefoni, televisori, smartphone o tablet ma più semplicemente da phon, l'asciugacapelli.
    È una dipendenza che, come riporta Dagospia, accomuna diversi giovani che raccontano il loro modo di rilassarsi attraverso il suono e il rumore del phon. Molti lo utilizzano per addormentarsi, altri per studiare e concentrarsi meglio ma i commenti che si leggono sotto i video pubblicati su Youtube - che riprendono un phon in funzione per oltre 60 minuti - sono quasi incredibili.
    Nei filmati l'immagine è fissa sull'elettrodomestico, l'audio è uguale per tutti, un qualcosa che fa dimenticare lo stress e rilassa: "Purtroppo questa passione consuma anche tanta corrente, così ho deciso di registrare il suono per un’ora per me, e per tutti quelli che capiscono di cosa sto parlando".
    La psicologa e psicoterapeuta Ivana Siena, fondatrice e direttrice del Centro di psicoterapia familiare, presente a Pescara e a San Severo, in provincia di Foggia, assicura che sono diversi i pazienti che si rilassano attraverso l'utilizzo del phon: "Nella mia attività clinica ho riscontrato più volte la tendenza all’utilizzo di utensili casalinghi, soprattutto asciugacapelli ma anche ventilatori o stufette elettriche, per indurre uno stato di maggiore rilassamento. Quattro anni fa il primo caso, una paziente di 27 anni, lavoro precario, famiglia problematica, la notte si coccolava con il phon acceso sotto le coperte. Per ore".
    Sul sito Psicologia- diagnosi.it molti utenti si sono sfogati sull'argomento: "Anch’io adoro passare tempo col phon acceso, mi dà quel senso di pace e di benessere e mi rilassa moltissimo", scrive Enry. "Molte volte per dormire uso il rumore del phon ma al contrario di queste persone uso le registrazioni su Youtube, mi metto le cuffie per non disturbare la mia fidanzata e dormo come nessuno mai", fa sapere Salvatore.
    È stata creata anche una pagina Facebook che si chiama Rumore del phon e conta 3.163 persone. Sono molte, però, le foto delle lenzuola bruciate per chi tiene il getto caldo sotto le coperte, con immaginabili scottature anche sul corpo di chi fa un uso così sconsiderato dell’asciugacapelli a letto. E così spopolano i video e scatta la giornata ideale: doccia calda, cenetta al volo e via sotto le coperte con l’mp3 alle orecchie e il mitico rumore in esecuzione ininterrotta.
    A parte l'idiozia di tenere attaccati i phon spendendo uno sproposito in corrente quando ci sono le app che riproducono il rumore... non capisco però il senso del postare questo articolo. Che i "rumori bianchi" siano rilassanti è una realtà e vengono usati spesso per i neonati. Non trovo affatto strano dunque che diano lo stesso effetto anche a gente adulta.

  3. #2403
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    um'ora di phon : 2 KWh.

  4. #2404
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da pomo-pèro Visualizza Messaggio
    A parte l'idiozia di tenere attaccati i phon spendendo uno sproposito in corrente quando ci sono le app che riproducono il rumore... non capisco però il senso del postare questo articolo. Che i "rumori bianchi" siano rilassanti è una realtà e vengono usati spesso per i neonati. Non trovo affatto strano dunque che diano lo stesso effetto anche a gente adulta.
    L'articolo parla di "nuova ossessione dei giovani", inquadrando evidentemente la notizia come uno strano fenomeno di costume, visto che i fohn esistono da decenni.
    Lo si può accostare idealmente a altri fenomeni giovanili o giovanilistici, quali la tintarella artificiale, la depilazione maschile, l'adozione di vestiti stracciati o fuori misura in quanto più "comodi", la dipendenza dalla pornografia, la mitizzazione della Nutella, la sostituzione delle attività sportive reali con attività ludiche "virtuali" e delle amicizie reali con quelle "virtuali", la permanenza permanente di giovani ed ex-giovani in famiglia, non sempre dettata da motivi economici, ecc.
    Atteggiamenti che denotano di volta in volta superficialità, edonismo, fragilità, e che non sembrano davvero consoni ai discendenti non dico dei berserker celti e longobardi, ma nemmeno dei coraggiosi e intraprendenti mercanti che percorrevano infaticabilmente terra e mare per conquistare nuovi mercati.

    La lotta contro la Porno Tossina
    di Marco Guerra
    Foto di amiche, fidanzate e sconosciute pubblicate e condivise su gruppi Facebook, dove gli utenti si lasciano andare a commenti beceri e offensivi a sfondo sessuale. È questa l’ultima tendenza della rete che è già stata ribattezzata ‘stupro virtuale’. Il fenomeno è stato denunciato da Antonio Morra, autore del libro ‘Porno Tossina’, un vero e proprio manuale che insegna a combattere la dipendenza dalla pornografica.
    Il giovane, che ha avviato una serie di conferenze in tutta Italia dal titolo Il porno inquina l’amore ha ricevuto numerose segnalazioni di questi gruppi chiusi, dove gli utenti pubblicano foto rubate di ragazze e donne di ogni età per sottoporle agli altri aderenti.
    “Vi lascio immaginare quali commenti seguono a queste foto” dice Morra a La Nuova Bq. “Ovviamente - aggiunge - la pratica principale è l’autoerotismo, tali foto vengono “usate” quindi dagli utenti per questo scopo”. Non è un caso in fatti che i titoli di questi gruppi fanno tutti rifermento ad atti di autoerotismo: ‘Seghe su amiche’, ‘Circolo delle seghe’, ‘Seghe su vip porcelle’.
    Morra racconta di essere riuscito ad accedere a diversi di questi gruppi, alcuni dei quali arrivano anche a 7000-8000 mila utenze, per capire e studiare il fenomeno. “La cosa più assurda - osserva il 33enne che combatte la pornografia - è che quasi sempre le foto postate sono normalissime immagini ritraenti ragazze vestite, quasi sempre, in modo anche piuttosto innocente”.
    Secondo Morra, in casi come questi non ci può nemmeno essere “l’attenuante” della volontarietà del soggetto di farsi riprendere in intimità, come nel caso del sexting, o dei video girati da fidanzati, o coniugi, nei momenti privati, e poi divulgati. Anche se pure in questi casi l’attenuante comunque non c’è, perché chi ha prodotto foto/video o si è fatto riprendere in quei momenti, di certo non voleva che poi quel materiale divenisse pubblico.
    Questa morbosità, spiega Morra, “è il sintomo di una società pornificata, che non sa più distinguere i limiti del senso civico comune”. La pornografia infatti distorce il nostro cervello e la percezione della realtà.
    Da ex consumatore di porno, Morra è convinto che chi aderisce a questo mercato delle foto nel 99% dei casi è dipendente dalla pornografia. Perché il porno porta ad eccitarti e a fantasticare anche rispetto ad una persona ripresa in situazioni normali. “Un ragazzo che non ha dipendenza – spiega ancora Morra - vede e apprezza una bella ragazza come tutti quanti, quello dipendente da porno la categorizza come si fa nei siti hard: è alta; è bruna; è asiatica; ha un bel seno ma non un bel sedere; oppure ha un bel sedere ma il seno piccolo”. “Non vedi la persona – continua – ma un pezzo di carne a segmenti”.
    Per rendersi conto della diffusione del porno tra la popolazione, basta infatti citare gli ultimi dati riferiti al 2016: in un anno sono stati visualizzati quasi 92 miliardi di video, per una media di circa 12 video a testa per ogni abitante della Terra, per un totale di 4 miliardi e mezzo di ore. I potenti server di PornHub hanno registrato uno streaming complessivo di dati equivalente a 194 chiavette Usb che, messe in fila, coprono la circonferenza della Luna. Su 100 visitatori, il 74% è uomo, il 26% donna. Insomma un fenomeno che coinvolge pesantemente anche l’universo femminile.
    Numeri snocciolati nelle conferenze e nelle 146 pagine del libro Porno Tossina, edito da ‘Verso la Meta’. Ma nel testo c’è anche l’esperienza vissuta in prima persona dall’autore che è riuscito a trovare la forza di uscire dal tunnel anche grazie alla fede evangelica. Morra mostra infatti in che modo il porno influisca sulle relazioni interpersonali e nella società e dà saggi consigli pratici su come rinnovare la mente e su come rompere la dipendenza attraverso un piano di battaglia che prevede passi pratici da compiere giorno dopo giorno.
    L’attivista anti-porno si sta specializzando con un master sulle nuove dipendenze, elenca quindi alcune buone pratiche per uscire dal tunnel per chi non ha bisogno di ricorrere allo psichiatra: si va dal tenere il cellulare in carica in un’altra stanza, al segnare sul calendario le vittorie e le ricadute. Alcuni ragazzi hanno perfino buttato il loro smartphone per tornare ad un semplice cellulare che fa solo chiamate.
    Dopo la pubblicazione del libro, avvenuta nell’aprile scorso, Morra ha poi fondato insieme alla moglie Teresa il movimento giovanile ‘PornoTossina’ che insegue l’obiettivo “di smascherare, all’interno di chiese, scuole, università e gruppi giovanili, la pornografia e i suoi effetti pericolosi”. Morra ricorda sempre infatti che il sesso è il primo oggetto di ricerca su Google. E che Il 60% di tutti siti Internet è di natura sessuale. E tante sono le persone che si gli si avvicinano alla fine degli incontri per confessargli la loro dipendenza; di ogni età ed estrazione sociale. In prevalenza si tratta di giovani della fascia dai 18 ai 27 anni, ma ci sono anche tanti adulti, e non raramente il giovane autore è accostato anche da donne che voglio consigli su come superare questo disagio.
    “Tutti hanno un disagio interiore di fondo. La pornografia è un palliativo, dobbiamo trovare un altro modo per stare bene con noi stessi”. Comunque la si creda, Porno Tossina resta un testo utilissimo per coloro che vogliono combattere questa mania che divora la mente e inquina il cuore.
    Antonio Morra, la lotta contro la Porno Tossina

    L'allarme dei professori: ​"I ragazzi scrivono male"
    In un documento firmato, oltre 600 docenti universitari, accademici della Crusca si chiede l'intervento del governo
    Luca Romano
    Un appello da parte della Crusca al governo. L'allarme è chiaro: i ragazzi italiani che arrivano all'università non sanno scrivere bene in italiano e hanno difficoltà ad esprimersi.
    In un documento firmato, oltre 600 docenti universitari, accademici della Crusca, storici, filosofi, sociologi e economisti, tra cui Ilvo Diamanti, Carlo Fusaro, Paola Mastrocola viene chiesto un intervento all'esecutivo: "È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente", si legge nel documento. "Da tempo - continua la lettera - i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcune facoltà hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana".
    "Ci sono alcune importanti iniziative rivolte all'aggiornamento degli insegnanti, ma - si fa notare - non si vede una volontà politica adeguata alla gravità del problema. Abbiamo invece bisogno di una scuola davvero esigente nel controllo degli apprendimenti, oltre che più efficace nella didattica, altrimenti né l'impegno degli insegnanti, né l'acquisizione di nuove metodologie saranno sufficienti".
    L'allarme dei professori: ?"I ragazzi scrivono male" - IlGiornale.it

  5. #2405
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    L'allarme dei professori: ​"I ragazzi scrivono male"
    In un documento firmato, oltre 600 docenti universitari, accademici della Crusca si chiede l'intervento del governo
    Luca Romano
    Un appello da parte della Crusca al governo. L'allarme è chiaro: i ragazzi italiani che arrivano all'università non sanno scrivere bene in italiano e hanno difficoltà ad esprimersi.
    In un documento firmato, oltre 600 docenti universitari, accademici della Crusca, storici, filosofi, sociologi e economisti, tra cui Ilvo Diamanti, Carlo Fusaro, Paola Mastrocola viene chiesto un intervento all'esecutivo: "È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente", si legge nel documento. "Da tempo - continua la lettera - i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcune facoltà hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana".
    "Ci sono alcune importanti iniziative rivolte all'aggiornamento degli insegnanti, ma - si fa notare - non si vede una volontà politica adeguata alla gravità del problema. Abbiamo invece bisogno di una scuola davvero esigente nel controllo degli apprendimenti, oltre che più efficace nella didattica, altrimenti né l'impegno degli insegnanti, né l'acquisizione di nuove metodologie saranno sufficienti".
    L'allarme dei professori: ?"I ragazzi scrivono male" - IlGiornale.it
    Il problema, come sempre, è la sinistra e la sua quasi totalità del corpo insegnanti.
    Usati inconsapevolmente proprio con lo scopo di rovinare la società con un continuo e progressivo degrado delle giovani generazioni.
    E qui mi ricollego a quanto scritto sopra nello stesso intervento da Erlembaldo, che condivido in pieno, e che dimostra un progetto generale in tal senso.
    Gli insegnanti, soprattutto quelli di materie letterarie, sono ormai i primi a non conoscere le materie che devono insegnare, né ne conoscono e/o seguono la metodologia d'insegnamento, ma soprattutto non verificano le capacità degli allievi.
    Anche perchè se no verrebbe meno il principio FONDAMENTALE dell'appiattimento verso il basso, senza assolutamente premiare il merito, ovviamente sempre meno numeroso in questo sfascio.
    La volontà politica va esattamente nel senso inverso a quella richiesta da questi insegnanti universitari.
    I quali però dovrebbero guardarsi a loro volta anche allo specchio, se è vero com'è vero che un loro massimo esponente pochi giorni fa ha proposto l'eliminazione del congiuntivo, dimostrandosi ben allineato col degrado tanto agognato.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #2406
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    un mio amico che insegnava all'Università di Padova mi diceva, già nei primi anni ottanta : faccio prima a scrivergliela io la tesi di laurea che a correggerla.

  7. #2407
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Figurati oggi, con quelli che adesso insegnano.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #2408
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #2409
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Il problema, come sempre, è la sinistra e la sua quasi totalità del corpo insegnanti.
    Usati inconsapevolmente proprio con lo scopo di rovinare la società con un continuo e progressivo degrado delle giovani generazioni.
    E qui mi ricollego a quanto scritto sopra nello stesso intervento da Erlembaldo, che condivido in pieno, e che dimostra un progetto generale in tal senso.
    Gli insegnanti, soprattutto quelli di materie letterarie, sono ormai i primi a non conoscere le materie che devono insegnare, né ne conoscono e/o seguono la metodologia d'insegnamento, ma soprattutto non verificano le capacità degli allievi.
    Anche perchè se no verrebbe meno il principio FONDAMENTALE dell'appiattimento verso il basso, senza assolutamente premiare il merito, ovviamente sempre meno numeroso in questo sfascio.
    La volontà politica va esattamente nel senso inverso a quella richiesta da questi insegnanti universitari.
    I quali però dovrebbero guardarsi a loro volta anche allo specchio, se è vero com'è vero che un loro massimo esponente pochi giorni fa ha proposto l'eliminazione del congiuntivo, dimostrandosi ben allineato col degrado tanto agognato.
    Dove c'è degrado c'è sinistra . Ad ogni modo si tratta di un fenomeno voluto dai metapolitici ,logge , finanzieri e compagnia infernale per cui possono discuterne fin quanto ne vogliono , ma non cambierà nulla . Dovrebbero cambiare mentalità , programmi , assurdo specie per paesi dove la cultura deve sempre essere diretta , vedesi leggi contro il revisionismo .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  10. #2410
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    L'allarme dei professori: ​"I ragazzi scrivono male"
    ... perchè se consideriamo matematica, fisica, lingue straniere si salva qualcosa della "squola itagliota"?

 

 
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