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  1. #2411
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    600 prof scrivono al governo: ?Gli studenti non sanno scrivere in italiano?. Perché invece i presidi sì?! Ripassiamo le inchieste sul loro concorsone! | L'Indipendenza Nuova

    “È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente”. Comincia così la lettera firmata già da oltre 600 docenti universitari che chiedono al governo e al parlamento “interventi urgenti” per rimediare alle carenze in italiano dei loro studenti. L’iniziativa è promossa dal gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. “Da tempo – si legge nella lettera – i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcune facoltà hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana”. La lettera porta la firma, tra gli altri, di accademici della Crusca, di linguisti, docenti di letteratura italiana e di diritto, storici, ma anche filosofi, sociologi, economisti.Detto questo, un ripasso dei compiti per le vacanze ai professori: le inchieste sul concorsone presidi della Lombardia. Uno scempio della lingua. E della verità, oltre che della giustizia.

    Presidi con problemi - gravi - di grammatica... | L'Indipendenza Nuova

  2. #2412
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    ... perchè se consideriamo matematica, fisica, lingue straniere si salva qualcosa della "squola itagliota"?
    Assolutamente nulla di nulla.
    Da rivoltare come un calzino e rifare da zero.
    Ma si troverebbero degli insegnanti all'altezza al giorno d'oggi?
    Per me NO. Se non negli anziani.
    Tutto è rovinato
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #2413
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Mattarella in Calabria: 'la cultura aiuta le istituzioni'

    Politica.Da essa grande concezione legalità e capacità di progetto


    Le aiuta si.

    A mantenere il potere!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #2414
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    In arrivo le pagelle dei cittadini sulla qualità dei servizi pubblici

    Economia."I cittadini e le organizzazioni della società civile partecipano al processo di misurazione delle performance organizzative".

    FotoMinistro Marianna Madia

    In effetti c'è solo da ridere.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #2415
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Rai, svelate le carte top secret: ecco tutti gli stipendi e appalti
    I documenti interni della Rai sugli stipendi di conduttori, star e giornalisti. In totale 129 contratti in sei mesi firmati da Campo Dall'Orto per un totale di 340 milioni di euro
    Claudio Cartaldo
    Una firma che vale oro. Molto oro. È quella del dg Antonio Campo Dall'Orto, che da quando la Ra ha messo la sigla di propria mano su 129 contratti (negli ultimi 6 mesi del 2016) per un totale di 340milioni di euro.
    C'è di tutto: giornalisti, star, conduttori, produzione di programmi e le forniture. Tutti costi esterni cui vanno aggiunti quelli già stratificati del carrozzone Rai.
    Un anno fa una legge ha allargato le maglie dei poteri del dg della Rai, tanto da permettergli di avere a disposizione impegni per 10 milioni di euro contro i 2,5 che potevano permettersi si suoi predecessori. Un tesoretto. Ma Dall'Orto è riuscito a fare di meglio: considerando che il bilancio totale del 2015 prevedeva 1,3 miliardi di euro in costi esterni, i 340 milioni "firmati" dal dg sono un gruzzolo più che consistente. In totale, come spiega la Stampa dopo aver visionato i documenti interni di Viale Mazzini, Dall'Orto ha assunto 299 persone e concesso 585 promozioni. Gli stipendi dei giornalisti assunti (sopra i 200mila euro) e dei dirigenti sono cosa nota, grazie alla legge sulla trasparenza. Ma nulla si conosceva sui contratti di collaborazione con le star della tv. Eccoli.
    Gli stipendi delle star
    Andiamo con ordine. La più pagata è senza dubbio Antonella Clerici, regina della "Prova del Cuoco": a lei vanno 3 milioni di euro (lordi) in due anni, fino al 31 agosto 2018. Più o meno lo stesso incassa pure Flavio Insinna, che su Rai conduce "Affari Tuoi": 1 milione e 420mila euro. Poi ci sono Lucia Annunziata, che per garantire l'esclusiva di "In Mezz'Ora" si porta a casa 1 milione e 380mila euro dal 2016 fino al 2019. Di certo con i suoi 460mila euro lordi all'anno non si avvicina ai guadagni di un altro giornalista, questo sì campione di prediche (agli altri). Michele Santoro, con la sua azienda "Zerostudios Spa" costa alla Rai 2 milioni e 700mila euro, cifra con cui realizza ben tre programmi: "Italia" (di cui è conduttore), "M" e "Animali come noi". Piero Angela si accontenta di 1,8 milioni a fronte di 4 anni d contratto: "1 milione 565 mila per il periodo 1 settembre 2013 - 31 agosto 2016 - scrive La Stampa - più altri 235 mila per arrivare al 31 agosto 2017 compresa “la partecipazione del collaboratore alla realizzazione di collane di dvd di carattere scientifico e storico”. Infine i contribuenti pagano pure il direttore dell'Orchestra sinfonica nazionale della Rai, l’americano James Conlon: 311.333 euro lordi per 7 mesi di stipendio. Andando avanti, c'è tutto il capitolo dei conguagli ai minimi garantiti dai contratti. Bruno Vespa, che di base porta a casa 1 milione e 800mila euro, nel secondo semestre del 2016 è riuscito a incassare un altro milioncino di extra. Mica male. Lo stesso vale per Michele Guardì ("Mezzogiorno in famiglia"), con 586.184 euro di prestazioni fuori contratto. E ancora Massimo Giletti (313mila euro in più oltre i 500mila di base).
    Le forniture
    Che belle le riprese con il drone, certo. Ma quanto ci costano. Il contratto per le riprese aeree, infatti, "vale 8 milioni 590 mila e 780 euro per 24 mesi eventualmente prorogabili di altri 24". Ma non è l'unco costo (folle) del carrozzone Rai. La ditta Salvini Luca e C. snc, per dirne una, si occupa di gestire i distributori di acqua nel centro di produzione di via Teulada per "soli" 847.618 euro. Una bella rinfrescata al bilancio. Per i gettoni d'oro, acquistati dalla "Zecca dello Stato", la Rai spende per "Affari tuoi" 6 milioni 907 mila e 259 euro, 1 milione e 183 mila quella per "l’Eredità" (anno 2015/2016). Per le auto "blu", invece, Campo Dall'Orto ha firmato un contratto da 8,7 milioni di euro per cinque anni di noleggio, cui però vanno aggiunti altri movimenti: 1,4 milioni per il noleggo a breve termine e altri 3 milioni per un contratto a venire per altri 89 mezzi. Un garage d'oro.
    I format
    Anche sul capitolo format il bilancio della Rai piange lacrime e sangue. Viale Mazzini nel ha comprati (o confermati) ben 16. Come scrive la Stampa, "la fetta più ricca in questa tornata è andata a Endemol, famosa in tutto il mondo per aver prodotto il «Grande fratello». Gli esborsi più alti sono invece finiti ai programmi che servono a Rai1 per presidiare preserate e prime time: 5,6 milioni di euro sono così stati versati per l’acquisto del format ed il pagamento dell’appalto parziale de «l’Eredità» per la stagione 2016-2017 a favore della società Magnolia. A ruota segue «Affari tuoi» (produzione Endemol Shine) che vale 5,3 milioni di euro". Poi altri 4,8 milioni legati alla licenza per "Pechino Express" (Rai2), sempre alla Magnolia, oltre a 1 milione extra per chiudere una vecchia controversia sull'Isola dei Famosi. Endemol Shine può inoltre contare su 2,01 milioni per "Tale e quale show" (Rai1). E tanti altri ancora, di minore prestigio ma ugualmente costosi.
    Rai, svelate le carte top secret: ecco tutti gli stipendi e appalti - IlGiornale.it

    Fanno pagare al contribuente i buchi fatti dai De Benedetti
    Una legge favorirà Sorgenia a danno dei colossi dell'energia. Così l'ex società dell'Ingegnere salvata da Mps avrà più clienti
    Gian Maria De Francesco
    In gergo finanziario si dice: «Se il debitore deve alla banca 10mila euro, il problema è suo; se le deve 10 milioni di euro, il problema è della banca».
    A questa massima si può aggiungere una postilla: «se la banca e il debitore sono amici dello Stato, a pagare è il cittadino». Ed è questo, in buona sostanza, il succo di una serie di emendamenti al ddl Concorrenza che potrebbero avvantaggiare la utility Sorgenia, un tempo del gruppo Cir della famiglia De Benedetti e da un paio d'anni proprietà delle banche creditrici tra le quali c'è Mps.
    Il ddl Concorrenza 2015, che da agosto è in commissione Industria al Senato presieduta da Massimo Mucchetti (Pd), prevede la fine del mercato tutelato di elettricità e gas a partire dal primo luglio dell'anno prossimo. I clienti del servizio di maggior tutela entro quella data dovranno passare a una delle offerte di mercato libero dei vari operatori (le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra da tempo perché prevedono rincari). Ma che cosa succede a chi non eserciterà l'opzione per inesperienza o semplice dimenticanza? Lo spiegano due emendamenti all'articolo 27 approvati in commissione, uno di Francesco Scalia (Pd) e l'altro di Aldo Di Biagio (Ncd): sarà garantito un servizio di salvaguardia «attraverso procedure concorsuali per aree territoriali e a condizioni che incentivino il passaggio al mercato libero».
    Il governo, secondo fonti bene informate, avrebbe già in preparazione un altro emendamento che disciplina nel dettaglio lo svolgimento delle aste precorrendo i tempi del decreto attuativo - d'uopo in simili occasioni - e stabilendo limiti rigidissimi di quote di mercato, che dovranno essere inferiori al 50%, per la partecipazione alle gare. Una sollecitudine un po' sospetta per un ddl che da due anni vaga per il Parlamento. L'identikit dei potenziali partecipanti è presto svelato: a quelle gare non potrebbero partecipare Enel e le utility delle grandi città come Roma, Milano, Torino e Napoli. A tutto vantaggio di operatori su scala nazionale quale è appunto Sorgenia.
    Se si considera che il volume d'affari ipotizzato per i servizi elettrici forniti a coloro che non eserciteranno l'opzione per il mercato libero è di almeno 500 milioni di euro, è legittimo dubitare della trasparenza delle procedure vista l'esclusione ex ante degli operatori incumbent che, tra l'altro, essendo a partecipazione pubblica, garantiscono dividendi al tesoro o ai Comuni azionisti. Ecco, è una questione di dirottamento di dividendi. Sorgenia, di proprietà delle banche dopo che Cir non era riuscita a far fronte a 1,8 miliardi di debiti (600 milioni in capo a Mps, oggetto di salvataggio pubblico da 6,7 miliardi), ha bisogno di un afflusso di risorse che le consentano di rimettersi in carreggiata facendo recuperare ai soci una piccola parte dei crediti trasformati in azioni e in nuovi finanziamenti. Il presidente dell'Authority Energia, Guido Bortoni (in scadenza nel 2018 e in cerca di ricollocazione), ha detto che «non saranno messi all'asta i clienti, ma il servizio». Le perplessità restano.
    Fanno pagare al contribuente i buchi fatti dai De Benedetti - IlGiornale.it

    L'11 ottobre del 2002 Renato Altissimo compare come testimone al processo SME. Racconta che nel 1986 aveva detto a Romano Prodi, allora presidente dell'IRI, che alcuni svizzeri erano interessati all'acquisto della SME. Ma Prodi gli aveva risposto che non se ne parlava. La Sme era un colosso dell'alimentazione da mille miliardi di vecchie lire e non si vedeva all'orizzonte nessuna privatizzazione. Dopo qualche tempo, pero', la SME venne svenduta a Carlo De Benedetti per meno della metà, e cioè per 497 miliardi. Allora Altissimo chiese conto a Prodi della vendita.
    "Perché Romano? Perché hai venduto una cosa che valeva mille ad appena quattrocentonovantasette?"
    Risposta di Romano Prodi, agli atti nei verbali della deposizione di Altissimo al Processo SME:
    "Perché Carlo De Benedetti ha un taglio sul pisello che tu non hai."
    "Come? Scusa puoi ripetere?"
    "Perché Carlo De Benedetti ha un taglio sul pisello che tu non hai."


  6. #2416
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    L'11 ottobre del 2002 Renato Altissimo compare come testimone al processo SME. Racconta che nel 1986 aveva detto a Romano Prodi, allora presidente dell'IRI, che alcuni svizzeri erano interessati all'acquisto della SME. Ma Prodi gli aveva risposto che non se ne parlava. La Sme era un colosso dell'alimentazione da mille miliardi di vecchie lire e non si vedeva all'orizzonte nessuna privatizzazione. Dopo qualche tempo, pero', la SME venne svenduta a Carlo De Benedetti per meno della metà, e cioè per 497 miliardi. Allora Altissimo chiese conto a Prodi della vendita.
    "Perché Romano? Perché hai venduto una cosa che valeva mille ad appena quattrocentonovantasette?"
    Risposta di Romano Prodi, agli atti nei verbali della deposizione di Altissimo al Processo SME:
    "Perché Carlo De Benedetti ha un taglio sul pisello che tu non hai."
    "Come? Scusa puoi ripetere?"
    "Perché Carlo De Benedetti ha un taglio sul pisello che tu non hai."



    Razzismo.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #2417
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    FISCO

    Record nel 2016, recuperati 19 mld

    Economia.Padoan ha presentato i risultati dell'Agenzia delle Entrate con il direttore Orlandi: 'Il governo strizza l'occhio agli onesti, non agli evasori'. Record anche per il gettito delle entrate, stima 450 mld


    Delinquenti aguzzini!
    Intanto non si trovano le fatture della ristrutturazione della villa del Picio fatta dal suo amico alla macchina del quale hanno sparato...
    Strizzano l'occhio agli onesti.
    Ma andate affanculo, ladri!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #2418
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Sulmona, multato per aver tolto la neve sporca dalla piazza di Ovidio

    Imprenditore libera la statua e subisce una contestazione dai vigili urbani perchè non aveva l'autorizzazione. La vittima della burocrazia: "Ho agito per puro senso civico, penso di non aver fatto nulla di male"di Claudio Lattanzio



    07 febbraio 2017






    Piazza XX Settembre prima della puliziaSULMONA. Libera la piazza e la statua di Ovidio dalla neve e i vigili urbani gli contestano l'infrazione amministrativa passibile di sanzione. È accaduto questa mattina a Sulmona dove un imprenditore del posto, stanco di vedere la statua simbolo della città circondata da un cumulo di neve sporca, si è presentato con una ruspa e un camion e in un paio d'ore ha liberato l'intera piazza dalla neve.



    Piazza XX Settembre prima e dopoL'iniziativa dell'imprenditore non è piaciuta alla polizia municipale che, dopo aver verificato l'assenza di autorizzazione del Comune, gli ha verbalizzato una contestazione tra le proteste dei cittadini presenti. "Penso di non aver commesso nulla di male", é stato il commento dell'imprenditore davanti all'atteggiamento intransigente dei vigili urbani, "ho agito per puro senso civico, prendendo atto, insieme ad altri cittadini, che da quasi un mese era abbandonato un cumulo di neve sporca ai piedi della statua-simbolo della città, nell'anno in cui ricorre il bimillenario della morte di Ovidio". Ora tutti i sulmonesi sono in attesa di sapere a quanto ammonta una multa per sgombero neve: non si sa mai che alla prossima nevicata qualche altro cittadino venga sanzionato mentre spala la neve da una strada pubblica...


    07 febbraio 2017

    Sulmona, multato per aver tolto la neve sporca dalla piazza di Ovidio - Cronaca - il Centro



    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #2419
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    Della Serie Scende la Pressione Fiscale: Padoan Esulta, 450 miliardi di Entrate

    Di FunnyKing , il 9 febbraio 2017 1 Comment





    Domanda: se in percentuale le entrate fiscali aumentano più del PIL, la pressione fiscale scende o sale?
    Accade che il fisco italiano nonostante una crescita ridicola del prodotto interno lordo nel 2016 (+0.7%) abbia raccolto oltre 450 miliardi di euro, 14 miliardi in più del 2015. Cioè il 3.2% in più di tasse pagate dagli italiani.

    Grande enfasi alla lotta contro l’evasione fiscale:

    2016 anno record (grazie al canone in bolletta, e un simpatico meccanismo aziendicida sull’IVA) EWWIWA.
    E Padon insieme con il direttore dell’Agenzia dell’Entrate esultano. Con loro esulta il codazzo di media sussidiati itaGliani (con le tasse appunto)
    Bravi. Braviiiiii
    Esultate avete confiscato ancora più reddito, ricchezza e lavoro dagli italiani.







    Pensateci un attimo quest’uomo:

    Vi ha comunicato, tronfio e contento che lo Stato ha incassato di più da voi.
    E voi li ad applaudire mentre vi estinguete.

    Perchè lo Stato siete Voi.
    una prece.

    Della Serie Scende la Pressione Fiscale: Padoan Esulta, 450 miliardi di Entrate - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato

    Mi ripeto.
    Delinquenti aguzzini.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #2420
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    SESSISMO.
    La nuova parola magica itagliana sulla quale discutere e sviare dai problemi seri che ci affliggono.
    Ma qualcuno sa di che cosa stanno parlande realmente?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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