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  1. #2901
    Lumbard
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    BLONDET: Abbiamo imparato la Fraternità. Ritrovato una Fraternità politica di cui fino a ieri ci credevamo incapaci: “grillini” coi “leghisti”, meridionali insieme ai settentrionali, “giovani” che trovano in un vecchio di 81 anni la loro bandiera, prodromo speriamo di un fraternità fra generazioni. Fraternità politica, consapevole che ci è stata tolta la libertà e che bisogna essere e rimanere uniti per riconquistarla.

    Noi “fratelli” non siamo la maggioranza del paese, non ci illudiamo nemmeno un attimo. Ma siamo la minoranza viva e consapevole fra la massa di zombi da discoteca e da cocaina. Siamo il Terzo Stato sveglio tra le amorfe masse gelatinose del Quinto Stato senza coscienza, senza capacità di organizzazione perché votato a obbedire ai propri impulsi primari, sesso droga rock,n,roll, esistenze sub-umane e corpuscolari.

    no ma veramente ... questa è la fraternità del parassitaggio all'ennesima potenza tra politici in cerca disperata di poltrone, elettori che bramano un reddito stando a casa (sperando che i Padani fatturino) e cittadini in cerca di vendetta (magari anche legittima) contro chi ha occupato i cariche pubbliche che volevano loro


    BLONDET: Abbiamo imparato che la Libertà è una esigenza umana solenne e severa, che nulla ha a che vedere con le “libertà” che ci hanno regalato loro, con le loro ideologie liberiste e libertarie e “trasgressive”, i “diritti lgbt”, le nozze gay, la marijuana libera, la scelta eutanasia.
    ma dove ??????? il popolo dei 5stelle (un terzo degli elettori e due terzi della teronia) è favorevole a tutto ciò

  2. #2902
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Il mio 3D provocatorio e il Matta hanno stimolato e regalato spunti interessanti.
    In tutti i sensi.
    Sono cadute tante maschere, da ogni parte.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #2903
    Lumbard
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    tipo?

  4. #2904
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Fiat aborto. La famiglia Agnelli dietro le quinte della legge 194
    Roberto Dal Bosco
    In queste ore di celebrazione del quarantennio della 194 ci preme gettare un po’ di luce su qualcosa che il sedicente mondo pro-life italiano ha sempre bizzarramente ignorato. Così come i Rockefeller sono principi indiscussi della necrocultura americana (con l’odio per la riproduzione naturale che si tramandano da una generazione all’altra), anche l’Italia ha la sua famiglia designata, che tanto ha fatto per portare la legge dell’immane massacro degli innocenti nel nostro Paese: questa famiglia si chiama, per ironia onomastica, Agnelli.
    Il suo impegno su questo fronte è negletto dagli studi di chi si occupa della materia, anche se ha contribuito attivamente a un sacrificio umano grande più o meno come il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige e un pezzo di Lombardia messi insieme. Al moloch dell’aborto sono stati sacrificati almeno 6 milioni di innocenti: un’ecatombe che in termini di morti vale almeno 50 Nagasaki.
    I Rockefeller italiani
    È noto perfino alle cronache mondane come i Rockefeller avessero negli Agnelli un loro pied-à-terre italiano. Non c’è solo una simpatia tra due vecchie dinastie delle industrie pesanti che hanno business complementari (una produce petrolio, l’altra motori a scoppio). E nemmeno ci sono solo le cointeressenze dovute alle comuni, inevitabili frequentazioni dei club globalisti come il Gruppo Bilderberg o la Trilaterale (quest’ultima, come tanta della politica estera sia militare che diplomatica degli USA, nata nei laboratori dei ricchissimi nuovayorchesi).
    Qualche storico, come Anthony Sutton, ha pure suggerito che l’unione delle due famiglie portasse a dinamiche mondiali infernali: i Rockefeller, secondo Sutton, sono i veri attori dietro agli investimenti industriali della Fiat in Unione Sovietica. Con il paradosso che i mezzi che uccidevano i soldati americani in Vietnam fossero prodotti grazie ai trasferimenti tecnologici degli americani Rockefeller, che continuarono per decenni. Uno che aveva capito il giochino era probabilmente il deputato nazionalista americano Larry McDonald, acerrimo nemico dei Rockefeller. Egli era casualmente uno dei 269 passeggeri del volo civile Korean Airlines 007, dall’Alaska a Seoul, che Yuri Andropov fece abbattere dai suoi MiG il 1° settembre 1983.
    Il “fascino dell’Avvocato”
    Ma nel legame tra i due casati c’è molto di più: c’è un fattore, come dire, umano. Quando si chiedeva a David Rockefeller di Gianni Agnelli, al vecchio riccone brillavano le pupille. Era anche lui, come tutta la stampa italiana, vittima della panzana del “fascino dell’Avvocato”. E questo pur essendo infinitamente più abbiente: il Rockefeller, che allo specchio probabilmente scorgeva un paperone nerd, invidiava il playboy italiano e i suoi party scatenati a Nuova York, dove nessun membro della famiglia piemontese era ammesso, con una eccezione: il nipote Lapo. Sì, solo da questo dettaglio si possono capire tante cose…
    A quelle feste, le donne, si narra, erano le più belle della terra. Gli uomini presenti erano del calibro di Henry Kissinger, l’onnipotente Segretario di Stato americano ancora oggi vivo e vispo sullo scacchiere internazionale. Kissinger adorava l’Avvocato e tutta la sua stirpe: si racconta che la prima riabilitazione di Lapo, dopo il primo scandaletto con il transessuale, avvenne grazie a Kissinger (presso il quale il giovane Agnelli aveva lavorato), il quale aveva sicuramente buone entrature con tutto un mondo della stampa americana che improvvisamente cominciò a dedicare innumerevoli servizi al rampollo torinese. “Vogue America” dedicò decine di pagine, una cosa mai vista. Anche gli Agnelli hanno amato molto Kissinger, al punto da piazzarlo nel Consiglio di Amministrazione della Juventus.
    Kissinger e il Male americano
    Ma, venendo a noi, Kissinger è soprattutto l’uomo del NSSM-200, il Memorandum per il quale l’America stabiliva che per continuare il suo dominio sul globo doveva far crollare la popolazione mondiale. Per questo, veniva stabilito che i Paesi del Terzo Mondo che non accettavano le politiche di riduzione delle nascite dovessero essere privati di aiuti economici.
    Quando la cosa venne a galla, anche grazie al lavoro della forza politica di Lyndon Larouche che giustamente vedeva in Kissinger l’apoteosi del male, in realtà non successe niente. Kissinger continuò a godersi i suoi party e le partite della Juve, e a dispensare i suoi servigi con il suo studio di consulenze miliardarie.
    Questa tendenza americana a subordinare gli aiuti alla perversione sessuale e agli infanticidi, del resto, è ancora viva nei nostri anni. È il caso della Nigeria del precedente presidente Jonathan Goodluck, cui venne proposto dagli sgherri di Obama di fare un cambio interessante: se avessero accettato di decriminalizzare l’omosessualità e permesso le nozze di Sodoma, gli americani avrebbero fornito loro le immagini satellitari delle postazioni dei terroristi islamici di Boko Haram. Altrimenti, beccatevi le bombe nelle chiese la domenica e state zitti.
    Aurelio Peccei, un uomo Fiat al Club di Roma
    Ma torniamo agli Agnelli. Preme raccontare come essi furono i grandi protettori di un enigmatico personaggio torinese. Costui fu centrale nel lancio dell’idea di depopolazione terrestre in tutto il secondo Novecento. Egli fu altresì un grande motore di quelle tendenze che potevano essere ancillari in questa mostruosa guerra contro l’uomo.
    Stiamo parlando di Aurelio Peccei. Peccei era uomo Fiat. Egli è la persona che più di ogni altra si è dedicata, su scala internazionale, alla diffusione del mito apocalittico moderno della “bomba demografica” (quella che oggi viene propalata fin dentro il Vaticano che invita Paul Ehrlich) e dei “Limiti dello sviluppo”, titolo di uno studio del MIT che egli finanziò: questo è esattamente il cominciamento di tutto il sentire mondiale per cui le risorse sono limitate e l’uomo va svalutato.
    Fu Peccei, sempre con il sostegno Agnelli e Rockefeller, a dar vita al Club di Roma, antesignano di tutti i consessi tra potenti della terra, creato presso l’Accademia dei Lincei alla Farnesina il 7 aprile 1968 con la sponsorizzazione diretta della Fondazione Agnelli.
    Susanna Agnelli e le prove tecniche di aborto
    Ma senza andare a scandagliare la sinistra figura di Peccei, che aveva sicuri appoggi massonici in Sudamerica e finanche in Asia, basti pensare l’impegno politico degli Agnelli già visibile in superficie. Il tema del feticidio fu impugnato dalla famiglia stessa. Nel 1976, cioè due anni prima che arrivasse la 194, la deputata del Partito Repubblicano Italiano (notoriamente, il partito della massoneria) Susanna Agnelli chiese al Ministro della Sanità l’autorizzazione all’aborto per le madri di Seveso, cioè quelle donne incinte al tempo del disastro chimico che colpì la cittadina lombarda.
    La richiesta della Agnelli, ovviamente, si univa a quella della deputata radicale Emma Bonino. È profondamente ingiusto vedere come oggi il mondo pro-life si scagli quasi unicamente contro la radicale che praticava gli aborti con la pompa da bicicletta e non contro l’infanta industrialista.
    Per l’Agnelli, insomma, questa anteprima nazionale del feticidio di Stato doveva farsi per forza. La diossina di Seveso era un’occasione troppo ghiotta. Il Ministro De Falco concesse la deroga, non prima di aver avuto il placet del Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, il cattolico che due anni dopo avrebbe firmato la legge genocida 194.
    Gli aborti invocati dalla Agnelli vennero operati alla clinica Mangiagalli di Milano e al nosocomio Desio. Furono fatti degli studi sui poveri resti dei bambini massacrati. All’epoca una vita valeva davvero qualcosina di più: oggi a Liverpool, per fare un esempio a caso, l’autopsia la negano perfino a un bambino di due anni. I resti degli aborti furono inviati in un laboratorio di Lubecca, in Germania, per essere analizzati; nella relazione stilata nel 1977 dai tedeschi si dice che in nessuno di quei resti umani fosse evidente un segno di malformazione.
    Altre donne di Seveso portarono a termine le loro gravidanze senza problemi. I loro figli, che vivono tutt’oggi, non mostrarono segni di malformazioni evidenti. Qualcuno magari sta pure leggendo queste righe.
    Il disastro di Seveso non fu altro che il casus belli necessario all’avvento della legge 194. Il ruolo centrale degli Agnelli nell’ecatombe che ne seguì è quindi fondamentale. Essi non facevano altro che viaggiare su di una linea tracciata nei decenni dai loro soci Rockefeller, e teorizzata scientificamente dal loro uomo Aurelio Peccei.
    Anche per questo, dobbiamo comprendere come la famiglia Agnelli sia un pericolo per questo Paese. Nella politica, nei giornali e perfino nel calcio, il loro nome incute ancora oggi timore e sudditanza psicologica. Ma va da sé, a loro tutto è permesso. Hanno aiutato il Male a portare l’aborto in Italia. Diciamo che sono stati ampiamenti premiati. Io però continuo a credere che una punizione arriverà, anche prima che venga il giudizio vero.
    https://www.riscossacristiana.it/fia...rto-dal-bosco/



    LUPO, EREDE AGNELLI COMPRA PAGINA SU REPUBBLICA PER DIFENDERE L’EURO
    Una pagina intera a pagamento per chiedere chiarimenti su un presunto “piano B” di uscita dall’Euro.
    L’ereditiera Lupo Rattazzi ha acquistato uno spazio su La Repubblica per provocare Matteo Salvini e Luigi Di Maio.
    “Avete informato chi vive di salari e pensioni di quello che succederebbe se l’Italia uscisse dall’euro, insomma avete spiegato bene agli elettori cosa succederebbe con Italexit?”, chiude il quinto figlio di Susanna Agnelli e Urbano Rattazzi, presidente della compagnia aerea Neos e membro del Cda di Exos, la holding della compagnia Agnelli. Tra i suoi impieghi anche alcune esperienze in Salomon Brothers e Lehman Brothers. Entrambe fallite.
    “Senatore Matteo Salvini, Onorevole Luigi Di Maio – si legge nella pagina a pagamento – nel famoso Piano B contenuto nella guida pratica per l’uscita dell’Italia dall’Euro (presentata ad un convegno della Link University Campus a Roma e pubblicata su “Scenari Economici” nel 2015) alla cui stesura collaborò il professor Paolo Savona si ammette candidamente che: dopo la svalutazione che ne conseguirebbe il potere d’acquisto dei salari seguirebbe un calo per 2 anni'”.
    Immaginiamo come sia turbato il quinto figlio di Susanna Agnelli per il futuro di salariati e pensionati. Non, ovviamente, per il futuro della conglomerata Fiat che, in caso di uscita dall’Euro, avrebbe un tantino più difficoltà a mantenere una residenza fittizia tra l’Olanda e il Regno Unito.
    Tornando all’Euro. E’ evidente a tutti che vi sono pro e contro economici – per un attimo non pensiamo a quelli politici – per l’uscita o meno dall’Euro. E’ ancor più evidente che la cosa migliore sarebbe stata non entrarci e che, uscire, sarà comunque un episodio traumatico: inevitabile. Ma l’alternativa è morire lentamente soffocati da una moneta che non è adatta al nostro sistema produttivo perché non può esserlo: la Ue non è un area monetaria ottimale. Se lo faccia insegnare da chi ci capisce, il rampollo.
    https://voxnews.info/2018/05/31/lupo...fendere-leuro/


  5. #2905
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

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    Berlusconi e Boschi nello stesso albergo
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    Chissà quanto sarà costato il ... soggiorno al nano.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #2906
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    no ma veramente ... questa è la fraternità del parassitaggio all'ennesima potenza tra politici in cerca disperata di poltrone, elettori che bramano un reddito stando a casa (sperando che i Padani fatturino) e cittadini in cerca di vendetta (magari anche legittima) contro chi ha occupato i cariche pubbliche che volevano loro




    ma dove ??????? il popolo dei 5stelle (un terzo degli elettori e due terzi della teronia) è favorevole a tutto ciò
    l'avete visto il Blondet ? è lo stesso dei mitocondri ...

  7. #2907
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
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    Berlusconi e Boschi nello stesso albergo
    Trentino AA/S.
    Ospiti del mago delle cure dimagranti e di bellezza Chenot

    Chissà quanto sarà costato il ... soggiorno al nano.
    Provinciali , il vero uomo si cura da sé per questo cose .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  8. #2908
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Ci tolgono anche il caffè. Ufficiale, Starbucks sbarca a Milano
    C’è la data dell’inaugurazione, quindi è ormai ufficiale: Starbucks apre a Milano, in Piazza Cordusio. Che significa? Che nell’analisi finanziaria di Starbucks, siamo diventati finalmente colonizzabili anche su quello che per gli italiani era un vero e proprio baluardo: il caffè italiano, corto e in tazza, bevuto nel bar, ultimo “tempio laico” di una società sempre più atomizzata e omologata in tutti i lati del globo.
    Che schifo.
    Starbucks a Milano, c’è la data ufficiale di apertura: settembre 2018. o ha detto l’amministratore delegato Howard Schultz intervenuto a Seeds & Chips a Milano
    E' ufficiale: aprirà a settembre il nuovo Starbucks di Piazza Cordusio. Sarà lo store più grande d’Europa della catena americana e il primo (e per il momento unico) punto vendita d’Italia. A fare l’annuncio è stato l’amministratore delegato Howard Schultz a Seeds & Chips, evento dedicato all’innovazione legata al cibo in corso al MiCo di Milano.
    Le parole esatte del numero uno dell’azienda di Seattle sono state: “Una nuova roastery Starbucks aprirà a Milano a settembre. Nel 1987 avevamo 11 punti vendita oggi abbiamo quasi 29 mila store con 100 milioni di clienti alla settimana“. Il nuovo locale della catena troverà casa nell’ex palazzo delle Poste di Piazza Cordusio e sarà gigantesco: 2.400 metri quadrati.
    http://www.azionetradizionale.com/20...arca-a-milano/

    Governo Conte-aggiotaggio/ Annunziata e H. Post ci devono qualche spiegazione
    E ora Lucia Annunziata, direttrice dell’edizione italiana del sito americano Huffington Post, deve fare chiarezza e aiutarci a capire. Ne ha il dovere morale e professionale. Deve dirci come, e per mano di chi, è arrivata alla sua redazione finendo poi in rete quella bozza del contratto Cinquestelle-Lega che, pubblicata supinamente e divulgata acriticamente e a tutto volume da giornali, tg e talk show, fece crollare la borsa italiana e impennare lo spread producendo una perdita di 400 miliardi per i risparmiatori ma, parallelamente e sinergicamente, fece arricchi're grandi fondi speculativi internazionali.
    Affaritaliani.it intui' e lancio', voce solitaria, il sospetto di una manona finanziaria alla regia di una gigantesca speculazione al ribasso: vendo a man bassa grandi quantitativi di titoli che posseggo o che prendo in prestito, faccio crollare il titolo medesimo e, come un gioco per ragazzi, me lo ricompro poche ore dopo - lo stesso giorno - ai prezzi molto più bassi conseguiti, guadagnando con due semplici clic molto tempestivi - un sell (vendo) e un buy (compro) - ingenti fiumi di denaro da far invidia al mitico zio Paperone.
    Ora il Paperone che grazie alla “rivelazione” dell’Huffington Post ha fatto i soldi da quel 15 maggio, giorno dell’uscita dello "scoop" sulla bozza, ha un nome: è il fondo inglese AH di Alan Howard, da 2,3 miliardi di dollari, un hedge fund specializzato in investimenti basati su trend macroeconomici che in maggio, il mese incriminato della lunga e zigzagante trattativa per la nascita del nuovo governo Conte, ha guadagnato il 37 per cento.
    Bisogna fare chiarezza, collega Annunziata. Dire da dove è partita la polpetta avvelenata di una bozza di quel programma giallo-verde che conteneva solo degli spunti di discussione, mai approvata, ma accreditata da voi per certa in cui si annunciava la decisione, in realtà mai presa, della nascente alleanza giallo-verde di uscire dall’Euro e di disconoscere parte del nostro debito pubblico. Una doppia fake news che ha prodotto il cataclisma, anche perché divulgata con tale forza assertiva da far cadere nel vuoto le accorate smentite degli economisti dei Cinquestelle e della Lega, seduti al tavolo del Contratto e dunque autori del medesimo. Il sospetto, più che legittimo, è che Huffington Post sia stato il veicolo, di una gigantesca operazione di aggiotaggio, un reato gravissimo su cui la procura di Roma dovrebbe aprire un’indagine.
    Governo Conte-aggiotaggio/ Annunziata e H. Post ci devono qualche spiegazione - Affaritaliani.it

  9. #2909
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Balotelli: basta razzisti, rendiamoli ridicoli - Calcio - ANSA.it

    Certo che da queste parole sembrerebbe che lui sia più ... razzista di me.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #2910
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Verdini piange in aula, tutto per banca - Toscana - ANSA.it

    Per certa gentaccia non basta la pena di morte.
    Prima anni di torture.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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