1873-1874: In Spagna il Re Amedeo, poco efficace di fronte ad una situazione esplosiva lascia il trono, senza più candidati le Cortes proclamano una Repubblica spagnola su base federale che si insedia senza violenze, ma un anno dopo avviene un compromesso tra i repubblicani e i militari fedeli alla Corona, le Cortes riconoscono nuovo Re Alfonso XII, tutte le leggi e le istituzioni repubblicane sono mantenute ma modificate in monarchia parlamentare, nasce un regno spagnolo federale.
1914-1918: Prima Guerra Mondiale, il Kaiser Guglielmo II convince la Spagna a entrare in guerra a fianco degli Imperi Centrali (non c'è mai stata una guerra ispano-americana) Madrid vuole ricostituire un ampio impero coloniale. Sul fronte meridionale gli Spagnoli iniziano un'offensiva in Francia ma sono fermati nella battaglia di Perpignan e dopo alcuni combattimenti la linea del fronte si stabilizza sui Pirenei. Nel 1915 avviene la distruzione della flotta navale spagnola a Cuba mentre i Francesi attuano un'offensiva in Catalogna, Barcellona cade in luglio e i combattimenti si spostano a Merida. Nel Pacifico intanto il Giappone occupa le Filippine spagnole.
Nel 1916 i Francesi lanciano un'offensiva su Saragozza, le linee sono sfondate ma il governo di Madrid riceve ampi mezzi dalla Germania per attuare una poderosa difesa nei dintorni della capitale. Nei Caraibi gli Spagnoli affrontano i bombardamenti navali sempre più intensi dei Franco-britannici e gli attacchi francesi in Marocco.
Nel 1917 l'Impero Russo si ritira dal conflitto, entrano in guerra gli Stati Uniti d'America che assalgono Cuba e Portorico e in nemmeno un mese cadono, l'esercito francese arriva in marzo alle porte della capitale spagnola, Madrid preferisce chiedere immediatamente una pace di compromesso, la Francia accetta, l'armistizio è firmato a Barcellona. Cuba, Filippine e Portorico rimangono occupate fino ad un trattato generale come garanzie di pace. La Catalogna, il cui statuto verrà deciso alla fine del conflitto, è occupata da una forza franco-catalana.
In Russia dopo gli eventi rivoluzionari e la nascita del primo Stato comunista al mondo sotto Lenin con la pace di Brest-Litovsk i militari controrivoluzionari riprendono l'offensiva sui bolscevichi di Pietrogrado. Le guardie rosse sono vinte nel febbraio 1918. Lenin muore durante l'assalto al Palazzo d'Inverno, altri capi comunisti riescono a scappare in Siberia, come Lev Trotzkij che riunisce partigiani.
Nel novembre 1918 mentre a Berlino i tumulti sociali obbligano il Kaiser a lasciare la Germania, la Baviera attua una secessione appoggiata dai cattolici monarchici, Ludovico III rimane sul trono, il regno di Baviera è riconosciuto dalle potenze dell'Intesa. Cade l'Impero Tedesco, e con esso la sua unità politica con disordini civili e violenze politiche, a Weimar si riunisce un'Assemblea Costituente che proclama la Repubblica, e il governo provvisorio è assunto dal socialdemocratico Ebert, ma nella capitale tedesca la tensione sociale cresce come in tutto il paese con ammutinamenti e nascita di consigli operai, tra i manifestanti c'è anche un certo Josif Dzugasvili, detto Stalin ("Acciaio").
In Austria dopo l'esilio di Carlo d'Asburgo a Madeira nasce una repubblica federale, il potere centrale di Vienna deve affrontare la volontà degli alleati di dare l'indipendenza a tutti i popoli dell'ex impero. Sorge la Cecoslovacchia indipendente, ma dei partiti politici federali lottano per mantenere l'unità.
1919: Tra il 6 e il 12 gennaio un gruppo di comunisti chiamati Spartachisti dà vita ad una rivoluzione, con cui prendono il potere dopo una settimana di combattimenti sanguinosi. Il Presidente Ebert è costretto a fuggire, e Karl Liebknecht diventa capo di Stato della Repubblica Sociale di Prussia, questo atto divide politicamente la Germania, che il Trattato di Versailles riconosce e approva per indebolire il nemico tedesco, sopravvive con capitale Francoforte la Repubblica di Weimar.
La Prussia perde la Slesia e tutta la zona dell'antica Polonia, che forma uno Stato indipendente. Per darle un accesso al mare la Prussia è divisa in due parti dal corridoio di Danzica, la Prussia orientale si trova isolata. Il paese si riorganizza secondo il modello elaborato a Pietrogrado nel 1917 e lavora per esportare la rivoluzione altrove. Questo tentativo ispira Rosa Luxemburg nella Repubblica di Weimar, ma fallisce e rimarrà in prigione per molti anni. Tutte le colonie germaniche sono spartite tra Francia e Regno Unito.
Il 10 settembre l'Austria perde il Trentino Alto-Adige, Istria e Dalmazia (dati all'Italia), la Transilvania (alla Romania), la Bosnia (alla Serbia) e la Galizia (alla Polonia). Inoltre deve organizzare plebisciti popolari per l'indipendenza per i popoli che la vogliono (i movimenti popolari indipendentisti hanno fallito). Nel resto dell'ex impero scoppiano violenze, una guerra civile oppone al potere centrale di Vienna, i movimenti nazionalisti e il Partito Comunista Mitteleuropeo diretto dall'ungherese Bela Kuhn. Quest'ultimo riceve l'appoggio dalla Prussia comunista e sviluppa uno Stato parallelo a Budapest riuscendo a respingere le truppe rumene, giunte in Ungheria per reprimere le agitazioni bolsceviche.
La Spagna cede le Filippine al Giappone e Portorico agli Stati Uniti, e deve permettere a Cuba di decidere per il proprio status. Inoltre gli alleati obbligano il governo di Madrid ad indire un plebiscito sull'indipendenza in Catalogna, nasce la repubblica di Catalunya, Re Alfonso XIII è indebolito e permette che prende il potere il generale Primo de Rivera.
In Russia una giunta militare si insedia al potere, diretta da un consiglio composto da generali come Peter Wrangler, Anton Denikin, Lvar Kornilov, Nikolai Yudenic e soprattutto Alessandro Koltchak che domina nei fatti. La nuova giunta governa secondo tre basi: restaurare la gloria della Russia, ricostruire il paese, restaurare i valori tradizionali dei popoli slavi ed ortodossi. La gerarchia socio-politica russa si militarizza e i popoli non slavi sono ben presto maltrattati e discriminati. La servitù della gleba non esiste più da tempo ma i contadini sono trattati come tali, la repressione politica è ferocissima. Koltchak pacifica gli Urali e l'Ucraina.
1920: Cuba vota per l'indipendenza dalla Spagna diventando una repubblica indipendente, ma di fatto finisce sotto protettorato economico statunitense.
Le truppe russe riconquistano la Siberia, Koltchak ritorna a Mosca trionfale, Trotzkij è ucciso, ultimo capo dei bolscevichi russi.
Il Parlamento di Francoforte con appoggio degli alleati instaura una monarchia parlamentare in Germania, con la dinastia dei Sassonia-Coburgo, finisce l'esperienza di Weimar, la cui costituzione è mantenuta, nasce il Regno di Germania.
La rivoluzione comunista trionfa dopo la sconfitta di Slovacchi e Boemi, le truppe rosse occupano la Cecoslovacchia ponendo fine alla sua indipendenza, poco dopo il debole potere federale di Vienna cade. Il 3 agosto nasce una repubblica popolare. Le potenze alleate non hanno intenzione di iniziare una nuova guerra e riconoscono formalmente la nuova entità politica. Il potere comunista di Vienna riorganizza società ed economia sul modello bolscevico. Nasce l'Unione delle Repubbliche Socialiste Mitteleuropee.
In Baviera alcuni nazionalisti fondano un partito di estrema destra chiamato Partito Nazista. In Prussia il regime comunista sopravvive ad un putsch conservatore organizzato dai Freikorps, gruppi paramilitari di destra, e da Wolfgang Kapp, monarchico nazionalista, che viene ucciso dall'Armata Rossa prussiana.
1921-1922: Nel 1921 nasce il Partito Comunista d'Italia, appoggiato da Vienna, sempre in Italia avvengono scioperi su vasta scala e agitazioni proletarie. I Fasci di Combattimento di Benito Mussolini sono ribattezzati Partito Nazionale Fascista, e attua una marcia su Roma per conquistare il potere. Re Vittorio Emanuele III ordina all'esercito di intervenire, i fascisti sono fucilati, Mussolini rimane ferito mortalmente e passerà a miglior vita in prigione. L'organizzazione fascista è sciolta.
Nasce in Russia lo Stato Slavo e Ortodosso delle Russie.
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1923: Di fronte alla situazione insostenibile, Re Vittorio Emanuele III appoggia un golpe attuato da Pietro Badoglio che instaura un regime militare conservatore in Italia...






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