Re: Io sono qui, io resto qui, io NON MOLLO!!
Salvoge', la tecnica che ti hanno detto di portare avanti è vecchia, stantìa. E' la tecnica della pubblicità: martellare il cervello delle persone fino a quando queste non si convinceranno che le fesserie che scrivi siano verità. Ma poteva andare bene quando il mezzo di comunicazione era a senso unico, come la radio o la televisione. Con internet non funziona, serve solo a farti prendere contin8amente per i fondelli.
Ma poi, mettere una signorina tanto perbene come te ad eseguire un compito tanto ingrato! Sono proprio dei sadici!
Re: Io sono qui, io resto qui, io NON MOLLO!!
Re: Io sono qui, io resto qui, io NON MOLLO!!
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Roberto il Guiscardo
Salvoge'...
Re: Io sono qui, io resto qui, io NON MOLLO!!
Dartele non c'è gusto: è come sparare a un cadavere.
Re: Io sono qui, io resto qui, io NON MOLLO!!
Che tenero, quando ha pianto gli si è sciolto tutto il fard...
Re: Io sono qui, io resto qui, io NON MOLLO!!
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Raymond la Science
Che tenero, quando ha pianto gli si è sciolto tutto il fard...
Un personaggio d'altri tempi: vecchio, stantìo, incapace di interpretare il mondo intorno a se. Come governante, BOCCIATO
Re: Io sono qui, io resto qui, io NON MOLLO!!
Raduno azzurro a Roma
Berlusconi: "Io innocente. Il governo avanti"
Il Cav in via del Plebiscito: "Il Pdl unico baluardo contro il regime delle toghe. Nessuno può dire che siamo irresponsabili". Al premier Letta: "Sostegno, ma ora riforme"
http://www.liberoquotidiano.it/resiz...&maximize=true
Il dubbio è stato spazzato via al primo secondo del sit-in del Pdl in via del Plebiscito: Silvio Berlusconi prende subito la parola, appena terminato l'inno d'Italia che ha aperto la manifestazione. Teso in volto, quasi commosso, il Cavaliere esordisce spiegando alla folla: "Il vostro affetto e la vostra vicinanza mi ripagano di tutte le pene e i dolori che ho attraversato in questi giorni". Quindi il leader del Pdl aggiunge: "Sento il dovere di impegnarmi in politica con ancora più passione". Il Cav rilancia l'impegno politico, sostenuto dai fan che sventolavano le bandiere di Forza Italia e scandivano il suo nome: "Se il 4 di agosto di una domenica con 40 gradi all'ombra, con l'asfalto che brucia, dopo ore e ore di viaggio, un mare di gente è venuta qui per dimostrarmi stima, vicinanza e affetto, io mi sento il dovere di impegnarmi con ancora più entusiasmo e passione". E ancora: "Io sono qui, io resto qui. Io non mollo".
"Il governo va avanti" - Quindi l'entrata a gamba tesa contro le politiche degli ultimi giorni con un messaggio ben preciso a Giorgio Napolitano: "Nessuno ci può dire irresponsabili", intima Berlusconi riferendosi alle parole del Capo dello Stato sull'intervento di Sandro Bondi, che aveva evocato scenari da "guerra civile". "Quello che ci spinge non è il nostro interesse particolare, ma prima di tutto viene sempre l'interesse di tutti e della nostra Italia". Poi il messaggio a Enrico Letta, attento ascoltatore: "Abbiamo già detto che il governo deve andare avanti e attuare le riforme economiche". Poche parole, ma chiare: il Pdl appoggia l'esecutivo, che però ora si deve muovere. Il Cav ritorna poi a raccontare quelle che definisce "le giornate più angosciose di tutta la mia vita. Ho ripassato quello che io ho fatto come figlio, come padre, come imprenditore e come cittadino e servitore dello Stato. Quando leggo i giornali - attacca -, quando leggo le cose che stanno scrivendo di me, mi vedo come in uno specchio con una immagine deformata".
"Io innocente" - L'ex premier passa poi alla difesa personale e all'attacco dei giudici. La condanna affibiata dalla Cassazione - quattro anni di reclusione - lo ha sconvolto. Berlusconi grida dal palco: "Vi devo dire, guardandovi negli occhi, come ho fatto con i giudici, che io sono innocente". Poi contro le toghe: "La magistratura ha tentato di buttarmi fuori per 20 anni dalla politica. Ora hanno raggiunto il loro traguardo". Il Cavaliere ricorda che "nella nostra Costituzione c'è scritto che la sovranità appartiene al popolo. Non c'è scritto come dovremmo credere che l'articolo 1 dica che la sovranità appartiene alla magistratura che la esercita come vuole. Questo è ciò che dovrebbe essere scritto nella Costituzione, vedendo la dolorosa realtà".
"Argine contro il regime" - "Non possiamo accettare che ci dicano di non criticare le sentenze - ha proseguito Berlusconi - e di non criticare la magistratura, che non è un potere dello Stato ma un ordine dello Stato, con funzionari che hanno vinto un concorso".
L'attacco contro le toghe, poi, diventa durissimo e si mischia al prossimo impegno politico: "Sono consapevoli che la presenza di Berlusconi e Forza Italia è un argine contro un regime, è l'unico baluardo che abbiamo contro un regime illiberale e giustizialista. Quando è nata Forza Italia - ha ricordato Berlusconi - ci hanno lanciato subito contro una accusa di corruzione e hanno fatto cadere il governo eletto dagli italiani. E poi, via via, un calvario di accuse: ho 41 processi alle spalle".
"Vi ringrazio" - Dopo circa 10 minuti di un appassionato intervento, ancora commosso, ringraziando tre volte la folla, Berlusconi ha concluso:
"A tutti voi un grande abbraccio, negli anni che mi restano non dimenticherò mai questa giornata. La mia riconoscenza va verso di voi, verso ciascuno di voi per la commozione che mi avete creato e per il fatto che siete riusciti con un atto di amore a trasformare quello che in me era angoscia e dolore. Credo che porterò per sempre questo abbraccio da chi non conosce invidia e odio che ha rispetto per gli altri, che rappresenta la parte buona e di buon senso e quella produttiva, e non si farà mettere sotto da chi ha l'invidia e l'odio come conduttori della loro azione".
Re: Io sono qui, io resto qui, io NON MOLLO!!
Ancora con questo SPAM...
Re: Io sono qui, io resto qui, io NON MOLLO!!
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salvo.gerli
Delinquenti naturali ...
Re: Io sono qui, io resto qui, io NON MOLLO!!
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Originariamente Scritto da
salvo.gerli
A SILVIO!
Silvio, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale
d'evasore fiscale,
Quando viltà splendea
Negli occhi tuoi lubrichi e inver maligni,
E tu, tetro e penoso, il limitare
Di gioventù assalivi?
Sonavan le tremende
Stanze, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo vanto,
Allor che all'orge femminili intento
trombavi, assai contento
Di quel solo goder che in mente avevi.
Eri un maschio voglioso: e tu solevi
Così menare il giorno.
Io gli studi leggiadri
Talor lasciando e le sudate carte,
Ove il tempo mio primo
E di me si spendea la miglior parte,
Verso i balconi del tuo gran bordello
Porgea gli orecchi al suon della tua voce,
Ed alla man veloce
Che rincorrea una povera fanciulla.
Gemeva il ciel l'osceno,
tuo andar sotto le coltri,
E quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
Quel ch'io sentiva in seno.
Oh che discorsi ignavi,
Che gran panze, che cori, o Silvio oddio!!
Quale allor ti apparia
La vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotante scene,
Un dispetto mi viene
Acerbo e sconsolato,
E tornami a doler questa sventura.
O femminea natura,
Ché non gettasti via
Quel che nasceva allor? perchè di tanto
Punisci tutti noi?
Tu pria che il tempo inaridisse il senso,
Da magistrati non mai domo o vinto,
Fuggivi, o miserello.
E non vedevi Il fior degli anni tuoi;
Non ti fotteva il core
La giusta pena or per le bionde o more,
Or per gli sguardi tuoi indecenti e trivi;
Teco fecer donnacce ai dì festivi
Bunga bunga d'amore.
Anche crescea fra poco
L'escort Ruby tua dolce: agli anni tuoi
Anche negaro i fati
La giovanezza. Eh come,
Come passato sei,
Vecchio maiale da un'età sì nova,
A inabbissato pene!
Questo è quel mondo? questi
Quei letti, l'orror, l'orge, gli eventi
per cui pagasti le sontuose cene?
Questa la sorte de i tuoi di' ruggenti?
All'apparir del vero
Tu, misero, cadesti: e con la mano
stanca nemmeno ormai una donna ignuda
ti volle pur lontano
(Giacomo Jene)