





Credo di si, magari poi cambia un pò la pronuncia.
Da noi alcuen consonanti iniziali vengono raddoppiate tipo la r, la b,la c...
P.es. cattari (comprare ) si dice ccattari:
Va ccattalu= vallo a comprare
Chi bboi? = che vuoi?
I rrosi = le rose
Ma il raddoppiamento o meno della consonante non è una regola fissa.
"L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
"Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
"O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch


Ultima modifica di mirkevicius; 10-08-13 alle 00:12




"L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
"Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
"O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch






Comunque come non pensare che le forti similitudini (a cominciare dalla fonetica) dei vari dialetti siciliani, calabri meridionali e salentini non derivi dal comune sostrato magnogreco? Mi sembra evidente che sia così.
Questo non vuol dire che siciliano, calabrese meridionale e salentino siano greco, ovvio che no, sono parlate neolatine, ma se si rassomigliano e se si staccano dal meridionale non estremo è proprio perché derivano dal latino in bocca greca.
Invece il meridionale non estremo è latino in bocca osca, di cui conserva alcune cose, sia nelle parole sia in alcuni fenomeni tipici come l'anaptissi, che era ben presente anche nell'osco; ex_ pulecenella = pulcinella, uolepa = volpe; osco antico: aragetud = argento; la -b- intervocalica latina diventa -f-; ottrufe = ottobre, scarrafone versus scarabeus etc. tipico dell'osco-umbro era avere la f intervocalica. La stessa parola tartufo nasce da un'osco-umbrizzazione, per così dire, del latino terrae tuber che diventa terrae tufer da cui tartufo.
Ultima modifica di Tular; 10-08-13 alle 00:19


Ultima modifica di mirkevicius; 10-08-13 alle 00:22