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Discussione: Quel che resta

  1. #21
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    Predefinito Re: Quel che resta

    Riflessioni e spunti interessanti, anche se - alcuni - ormai ripetitivi. Checché se ne dica.
    Ammetto che a me personalmente piace più la variante poujadista di quella peronista a suo tempo paventata (francamente non vedo, almeno in Italia, una sinistra populista non condizionata dal paradigma progressista e antifascista).
    Vedremo.
    Il problema è che, come al solito, dubito che qualcuno recepirà il messaggio.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  2. #22
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    Predefinito Re: Quel che resta

    No penso che qui si continua a spacciare acqua sporca (berluscò) per un uomo politico. Uno che si portava la povera Tommasi in Bulgaria in viaggio di stato è solo un povero demente , non una vittima di una congiura planetaria. Peron era un massone , grande amico di Licio Gelli e di Giancarlo Elia Valori.Su Noreporter di voltain volta Berluscaz è stato paragonato a Napoleone, Giulio Cesare e una colta anche Che Guevara, come è stato scritto che Nicole Minetti era meglio di Nilde Iotti (in consonanza con la nota scienziata politica Santanchè, nota frequantatrice delle discoteche di corso Europa ai tempi di San Babila).
    ps: come fa un cattolico come te , caro Gio, a sostenere un affiliato al Grande Oriente?
    Bazooka!!!

  3. #23
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    Predefinito Re: Quel che resta

    Citazione Originariamente Scritto da Gallarò Visualizza Messaggio
    No penso che qui si continua a spacciare acqua sporca (berluscò) per un uomo politico. Uno che si portava la povera Tommasi in Bulgaria in viaggio di stato è solo un povero demente , non una vittima di una congiura planetaria. Peron era un massone , grande amico di Licio Gelli e di Giancarlo Elia Valori.Su Noreporter di voltain volta Berluscaz è stato paragonato a Napoleone, Giulio Cesare e una colta anche Che Guevara, come è stato scritto che Nicole Minetti era meglio di Nilde Iotti (in consonanza con la nota scienziata politica Santanchè, nota frequantatrice delle discoteche di corso Europa ai tempi di San Babila).
    ps: come fa un cattolico come te , caro Gio, a sostenere un affiliato al Grande Oriente?
    1) Ribadisco: linka gli articoli in cui Adinolfi avrebbe scritto che Berlusconi era un nuovo Che Guevara e/o un nuovo Cesare...altrimenti ognuno può inventarsi la prima panzana che gli passa per la testa e spacciarla per vera.

    2) Lo sappiamo che Berlusconi era nella P2...e allora? Adinolfi e/o chi per lui ha mai sostenuto il contrario?

    3) Berlusconi non risulta, perlomeno ufficialmente, affiliato ad alcuna loggia massonica. Ma il problema non si pone dato che non ho mai sostenuto che fosse il bene assoluto, tutt'al più il minor male, e quindi un bene, in una determinata circostanza storica e politica.

    4) Il Berluska si sarà trombato la Tommasi portandola su un aereo di Stato, ma ad averlo fatto fuori restano quei poteri forti indicati più volte sia da Adinolfi che da Mutti, sia da La Grassa che dallo stesso Preve. Quindi meno lagne, please.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

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  4. #24
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    Predefinito Re: Quel che resta

    Il nuovo Cheguevà e Bush.

    Dallas, inaugurato il museo intitolato a George W. Bush
    Al taglio del nastro anche Berlusconi.
    .(© Ansa) .Di nuovo al centro dell'attenzione, omaggiato dopo tante critiche. Per un giorno George W. Bush è tornato protagonista. Per il 43esimo presidente degli Stati Uniti, che ha inaugurato il museo dedicato ai suoi otto anni alla Casa Bianca, sono volati a Dallas non solo Barack e Michelle Obama, ma anche tutti gli altri ex 'Commander in Chief' ancora in vita: Jimmy Carter, George Bush padre e Bill Clinton.
    Tra gli ospiti anche molti ex-potenti del mondo, da Tony Blair a José Maria Aznar a Silvio Berlusconi, che è tornato sulla scena internazionale mentre a Roma i suoi negoziavano con Enrico Letta la formazione del governo.
    CINQUE PRESIDENTI INSIEME. Un tuffo nel passato, insomma. Con quell'immagine del 'club più esclusivo del mondo', i cinque presidenti seduti uno al fianco dell'altro con le rispettive First lady, destinata a entrare nella storia.
    All'interno di quel club, quella di George W. è forse la figura che più ha fatto discutere. Il giudizio sulla sua eredità è certamente il più controverso.
    E forse proprio per questo dopo l'addio alla Casa Bianca è uscito di scena, sempre lontano dai riflettori. Anche nel corso dell'ultima campagna elettorale. Costretto dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 a passare alla storia come 'The war president', 'il presidente della guerra' per la sua decisione di attaccare prima l'Afghanistan
    e poi l'Iraq, Bush ha difeso con forza quelle che furono le sue politiche, le sue decisioni: «Abbiamo ridato la libertà a interi Paesi, abbiamo liberato interi popoli dalla dittatura».

    ps: il paragone con Che Guevara venne fatto su Noreporter appena ancque l'ultimo overno Berlusconi.
    Bazooka!!!

  5. #25
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    Predefinito Re: Quel che resta

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    1) Ribadisco: linka gli articoli in cui Adinolfi avrebbe scritto che Berlusconi era un nuovo Che Guevara e/o un nuovo Cesare...altrimenti ognuno può inventarsi la prima panzana che gli passa per la testa e spacciarla per vera.

    2) Lo sappiamo che Berlusconi era nella P2...e allora? Adinolfi e/o chi per lui ha mai sostenuto il contrario?

    3) Berlusconi non risulta, perlomeno ufficialmente, affiliato ad alcuna loggia massonica. Ma il problema non si pone dato che non ho mai sostenuto che fosse il bene assoluto, tutt'al più il minor male, e quindi un bene, in una determinata circostanza storica e politica.

    4) Il Berluska si sarà trombato la Tommasi portandola su un aereo di Stato, ma ad averlo fatto fuori restano quei poteri forti indicati più volte sia da Adinolfi che da Mutti, sia da La Grassa che dallo stesso Preve. Quindi meno lagne, please.
    Il punto 4) è innegabile.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  6. #26
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    Predefinito Re: Quel che resta

    Pagheremo per decenni i disastri del nuovo Napoleò.
    Se B. non fosse caduto , chissà cos'altro combinava.
    ps. la P2 era una loggia coperta del Grande Oriente , cioè un loggia dove venivano raggruppati personaggi di un certo rilievo.



    "Sempre onorato impegni
    faremo pareggio di bilancio"Lo leggo dopo
    Ecco il testo integrale della lettera del governo italiano all'Unione europea. Si apre con un testo autografo: "Caro Herman, caro Josè Manuel..." rivolto ai presidenti del Consiglio Ue e della Commissione. La breve nota si chiude con un'altra nota autografa: "un forte abbraccio, Silvio".
    "L'Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo.
    Quest'estate il Parlamento italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al 2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie all'aumentato avanzo primario, il nostro debito scenderà.
    Tuttavia, siamo consapevoli della necessità di presentare un piano di riforme globale e coerente. La situazione italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più generali che coinvolgono l'intera area europea. Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti sovrani sono, infatti, il segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell'area euro. Per quel che riguarda l'Italia, consapevoli di avere un debito pubblico troppo alto e una crescita troppo contenuta, abbiamo seguito sin dall'inizio della crisi una politica attenta e rigorosa". "Dal 2008 ad oggi il nostro debito pubblico è cresciuto,
    in rapporto al Pil, meno di quello di altri importanti paesi europei. Inoltre, la disciplina da noi adottata ha portato a un bilancio primario in attivo. Situazione non comune ad altri Paesi. Se problemi antichi, come quello del nostro debito pubblico, danno luogo oggi a ulteriori e gravi pericoli, ciò è soprattutto il segno che la causa va cercata non nella loro sola esistenza, ma nel nuovo contesto nel quale ci si è trovati a governarli".
    A. I FONDAMENTALI DELL'ECONOMIA
    "Il Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Il debito pubblico in rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione. Nel 2014 avremo un avanzo di bilancio (corretto per il ciclo) pari allo 0,5% del PIL, un avanzo primario pari al 5,7% del PIL e un debito pubblico al 112,6% del PIL. Per realizzare questo obiettivo sono state approvate durante l'estate in tempi record due importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno una correzione del deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari rispettivamente a 0,2%, 1,7%, 3,3% e 3,5% del PIL. Nel 2011 si prevede un avanzo primario consistente pari allo 0,9% del PIL. Nonostante l'aumento delle spese per il servizio del debito, questo consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL già nel 2012.
    I dati relativi ai primi otto mesi dell'anno in corso sono coerenti con questi obiettivi. E' doveroso segnalare che la nuova serie dei conti nazionali indica che nel 2010 il Pil italiano è cresciuto dell'1,5% e non dell'1,3% e, nei due anni della crisi, il Pil si è ridotto meno di quanto prima stimato (-1,2% invece di -1,3% nel 2008 e -5,1% invece di -5,2% nel 2009). Come conseguenza della revisione contabile operata da Eurostat il rapporto deficit/Pil, che è stato confermato a 4,6% per il 2010, è praticamente allineato a quello della Germania, rivisto dal 3,3% al 4,3%. Si noti, inoltre, che l'Eurostat ha rettificato al rialzo anche i rapporti deficit/Pil della Francia (dal 7% al 7,1%), della Spagna (dal 9,2% al 9,3%), della Grecia (dal 10,5% al 10,6%) e del Portogallo (dal 9,1% al 9,8%). In conclusione, nel 2010 l'Italia aveva, insieme alla Germania, il comportamento largamente più virtuoso in termini di indebitamento netto in rapporto al Pil.
    B. CREARE CONDIZIONI STRUTTURALI FAVOREVOLI ALLA CRESCITA
    Siamo ora impegnati nel creare le condizioni strutturali favorevoli alla crescita. Il Governo ritiene necessario intervenire sulla composizione del bilancio pubblico per renderla più favorevole alla crescita. Con questo obiettivo il Governo intende operare su quattro direttrici nei prossimi 8 mesi:
    Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori
    Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese Entro 6 mesi, l'adozione di misure che favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l'efficacia
    Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione".
    Nei prossimi 4 mesi è, ad ogni modo, prioritario aggredire con decisione il dualismo nord-sud che storicamente caratterizza e penalizza l'economia italiana. Tale divario si estrinseca in un livello del pil del centro-nord italia che eguaglia il livello delle migliori realtà europee, e quello del mezzogiorno, che è collocato in fondo alla graduatoria europea.
    A riguardo, l'esecutivo è intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali, impegnandosi in una loro revisione globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di migliorarne l'utilizzo e ridefinirne le priorità in stretta collaborazione con la commissione europea. Tale revisione consentirà un'accelerazione, una riconsiderazione delle priorità dell'uso dei fondi e una regia rafforzata, dove l'italia è disposta a chiedere un sostegno tecnico alla commissione europea per la realizzazione di questo ambizioso obiettivo.
    Il programma straordinario per lo sviluppo del mezzogiorno è definito in maniera evocativa "eurosud" e nasce dalla convinzione che la crescita del sud è la crescita dell'italia intera.
    Il governo, quindi, definirà ed attuerà la revisione strategica dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013. Tale revisione risponde alle raccomandazioni del consiglio del 12 luglio 2011 sul programma nazionale di riforma dell'italia.
    Esso si basa su una più forte concentrazione dei programmi sugli investimenti maggiormente in grado di rilanciare la competitività e la crescita del paese, segnatamente intervenendo sul potenziale non utilizzato nel sud, e su un più stringente orientamento delle azioni ai risultati (istruzione, banda larga, ferrovie, nuova occupazione). Tale revisione potrà comportare una riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi comunitari.
    Le risorse resesi disponibili a seguito di questa riduzione saranno programmate attraverso un percorso di concertazione tra il ministro delegato alle politiche di coesione, il commissario europeo competente e le regioni interessate basato su una cooperazione rafforzata con la commissione europea attraverso un apposito gruppo di azione.
    Tale piano d'azione sarà definito entro il 15 novembre 2011.

    a) promozione e valorizzazione del capitale umano
    b) efficientamento del mercato del lavoro;
    c) apertura dei mercati in chiave concorrenziale;
    d) sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione;
    e) semplificazione normativa e amministrativa;
    f) modernizzazione della pubblica amministrazione;
    g) efficientamento e snellimento dell’amministrazione della giustizia;
    h) accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia;
    i) riforma dell’architettura costituzionale dello Stato.

    a) Promozione e valorizzazione del capitale umano. L'accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l'anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.
    Si amplieranno autonomia e competizione tra Università. Si accrescerà la quota di finanziamento legata alle valutazioni avviate dall'ANVUR e si accresceranno i margini di manovra nella fissazione delle rette di iscrizione, con l'obbligo di destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli studenti meno abbienti. Si avvierà anche uno schema nazionale di prestiti d'onore.
    Da ultimo, tutti i provvedimenti attuativi della riforma universitaria saranno approvati entro il 31 dicembre 2011.
    b) Efficientamento del mercato del lavoro E' prevista l'approvazione di misure addizionali concernenti il mercato del lavoro.
    1. In particolare, il Governo si impegna ad approvare entro il 2011 interventi rivolti a favorire l'occupazione giovanile e femminile attraverso la promozione: a. di contratti di apprendistato contrastando le forme improprie di lavoro dei giovani; b. di rapporti di lavoro a tempo parziale e di contratti di inserimento delle donne nel mercato del lavoro; c.
    del credito di imposta in favore delle imprese che assumono nelle aree più svantaggiate.
    2. Entro maggio 2012 l'esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro a. funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato; b. più stringenti condizioni nell'uso dei "contratti para-subordinati" dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato.
    c) Apertura dei mercati in chiave concorrenziale Entro il primo marzo 2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell'Autorità per la Concorrenza per prevenire le incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale. Verrà generalizzata, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti territoriali.
    "Le principali disposizioni contenute nella bozza di disegno di legge sulla concorrenza riguardano i settori della distribuzione dei carburanti e dell'assicurazione obbligatoria sui veicoli. Le misure relative al mercato assicurativo sono state definite all'interno di una proposta di legge di iniziativa parlamentare, che è già stata approvata dalla camera dei deputati ed è attualmente all'esame del senato. Le misure concernenti i mercati della distribuzione carburanti sono state integralmente inserite nel Decreto Legge n.98/2011 e pertanto sono già in vigore. Si è preferito adottare uno strumento legislativo quale il decreto che garantisce l'immediata efficacia degli interventi. nel medesimo decreto legge sono state inserite anche altre disposizioni di apertura dei mercati e liberalizzazioni, tra cui si ricorda in particolare la liberalizzazione in via sperimentale degli orari dei negozi.
    Nel frattempo, fra i primi in Europa, l'Italia ha aperto alla concorrenza il mercato della distribuzione del gas: sono stati adottati e saranno a breve pubblicati nella gazzetta ufficiale i regolamenti che disciplinano le gare per l'affidamento della distribuzione del gas in ambiti territoriali più ampi dei comuni. Già con il Decreto Legge n.138/2011 sono state adottate incisive misure finalizzate alla liberalizzazione delle attività d'impresa e degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. In particolare già si prevede che le tariffe costituiscano soltanto un riferimento per la pattuizione del compenso spettante al professionista, derogabile su accordo fra le parti. Il provvedimento sullo sviluppo conterrà recherà altre misure per rafforzare l'apertura degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. Sempre in materia di ordini professionali, nella manovra di agosto, in tema di accesso alle professioni regolamentate, è stato previsto che gli ordinamenti professionali debbano garantire che l'esercizio dell'attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l'effettiva possibilità di scelta degli utenti nell'ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti. Inoltre, già in sede di conversione della manovra di luglio (DL n. 98/2011) è stato previsto che il Governo, sentita l'Alta Commissione per la Formulazione di Proposte in materia di Liberalizzazione dei Servizi, elaborerà proposte per la liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da presentare alle categorie interessate. Dopo 8 mesi dalla conversione del decreto legge, tali servizi si intenderanno liberalizzati, salvo quanto espressamente regolato".
    "Verranno rafforzati i presidi a tutela della concorrenza nel campo dei servizi pubblici locali, con l'introduzione a livello nazionale di sistemi di garanzia per la qualità dei servizi nei comparti idrico, dei rifiuti, dei trasporti, locali e nazionali e delle farmacie comunali, seguendo rispettivamente questa sequenza temporale 3 mesi, 6 mesi, 9 mesi e 12 mesi. Per quanto riguarda la riforma dei servizi pubblici locali che il Governo italiano - riprendendo quanto già previsto dall'articolo 23 bis del DL 112/2008 - ha approvato nella manovra di agosto 2011 escludendo il settore idrico a seguito di un referendum popolare. Con le disposizioni che si intende varare si rafforza il processo di liberalizzazione e privatizzazione prevedendo che non è possibile attribuire diritti di esclusiva nelle ipotesi in cui l'ente locale affidante non proceda alla previa verifica della realizzabilità di un sistema di concorrenza nel mercato, ossia di un sistema completamente liberalizzato. Inoltre, viene previsto un ampliamento delle competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonchè un sistema di benchmarking al fine di assicurare il progressivo miglioramento della qualità di gestione e di effettuare valutazioni comparative delle diverse gestioni.
    d) Sostegno all'imprenditorialità e all'innovazione Entro il 2011, al fine di favorire la crescita delle imprese il Governo prevede di utilizzare la leva fiscale per agevolare la capitalizzazione delle aziende, con meccanismi di deducibilità del rendimento del capitale di rischio. Verranno potenziati gli schemi a partecipazione pubblica di venture capital e private equity, preservando la concorrenza nei relativi comparti. Il Governo trasformerà le aree di crisi in aree di sviluppo, rendendo più semplice ed efficace la procedura per definire i programmi di rilancio, che potranno essere finanziati anche con risorse comunitarie. Forte impegno dell'esecutivo verso le PMI, destinando loro il 50% delle risorse non utilizzate ogni anno del Fondo Rotativo per il Sostegno alle imprese e per gli investimenti in ricerca. Questi interventi - insieme al Contratto di Sviluppo, già operativo - rientrano a pieno titolo nell'ambito del riordino generale degli incentivi contenuto nello Statuto delle Imprese, che diventerà legge nelle prossime settimane. Per garantire la liquidità delle imprese si prevede un sistema di certificazione di debiti delle Pubbliche Amministrazioni locali nei confronti delle imprese stesse al fine di consentire lo sconto e successivo pagamento da parte delle banche, in conformità alle procedure di calcolo Eurostat e senza impatto addizionale sull'indebitamento della Pubblica Amministrazione.
    e) Semplificazione normativa e amministrativa Il Governo incentiva la costituzione di "zone a burocrazia zero" in tutto il territorio nazionale in via sperimentale per tutto il 2013, anche attraverso la creazione dell'U.L.G. - Ufficio Locale dei Governi quale autorità unica amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato esclusi. Il Governo mira a semplificare la costituzione del bilancio delle S.r.l., la digitalizzazione del deposito dell'atto di trasferimento delle quote delle società e lo snellimento in materia di vigilanza delle società di capitali e degli organi di controllo. I rapporti con la pubblica amministrazione diventeranno più snelli grazie alla completa sostituzione dei certificati con delle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione resteranno valide solo nei rapporti tra privati".
    "I controlli sulle imprese si ispireranno a criteri di semplicità e proporzionalità, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni che possano recare intralcio al normale esercizio delle attività imprenditoriali. Da ultimo, per quanto riguarda la semplificazione amministrativa verrà completata nei prossimi 6 mesi la strategia di revisione della regolamentazione settoriale, elaborando proposte puntuali di semplificazione dei procedimenti e monitorandone gli effetti. Verrà rafforzata e accelerata l'attuazione del programma di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi derivanti da obblighi di tipo informativo previsti da leggi statali (MOA). Inoltre, ove la disciplina sia di fonte regionale e locale, verranno rafforzati ed estesi gli incentivi previsti dalla manovra estiva per i procedimenti amministrativi relativi all'avvio e alla svolgimento dell'attività d'impresa. L'obiettivo è quello di migliorare il posizionamento dell'Italia nella graduatoria internazionale relativa al Doing Business, nei prossimi 3 anni.
    f) Modernizzazione della pubblica amministrazione La pubblica amministrazione è un volano fondamentale della crescita. Stiamo creando le condizioni perchè la pubblica amministrazione sia pronta ad accompagnare la ripresa, svolgendo una funzione di servizio allo sviluppo e non di zavorra burocratica. Ecco perchè la semplificazione, la trasparenza e la meritocrazia sono fondamentali. Un tassello rilevante è costituito dalla piena attuazione della Riforma Brunetta della pubblica amministrazione, in particolar modo dalle misure che rafforzano il ruolo della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche (istituita nel dicembre del 2009) e le cui competenze saranno integrate con il disegno di legge in materia di anticorruzione, già approvato dal Senato, e attualmente all'esame della Camera dei Deputati. Esso rappresenta un passaggio importante per la completa implementazione della riforma della pubblica amministrazione in quanto individua una nuova governance per l'attività di prevenzione e contrasto della corruzione, affidando le funzioni alla Commissione e individuando con estrema puntualità le modalità di accrescimento del livello di trasparenza della pubblica amministrazione.
    Per rendere più efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa la pubblica amministrazione tanto a livello centrale quanto a livello degli enti territoriali (oltre al vigente blocco del turnover del personale) renderemo effettivi con meccanismi cogenti/sanzionatori: a. la mobilità obbligatoria del personale; b. la messa a disposizione (Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente riduzione salariale e del personale; c. il superamento delle dotazioni organiche.
    Contestualmente all'entrata in vigore della legge costituzionale recante l'abolizione e la razionalizzazione delle province è prevista l'approvazione di una normativa transitoria per il trasferimento del relativo personale nei ruoli delle regioni e dei comuni.
    g) Efficientamento e snellimento dell'amministrazione della giustizia Proseguendo sulla linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il contrasto della litigiosità e la prevenzione del contenzioso (anche attraverso la costituzione presso il Ministero della Giustizia di un gruppo tecnico che individui situazioni a forte incidenza di litigiosità e proponga specifici interventi di contrasto).
    Entro il 30 aprile 2012 verrà completato il progetto in corso presso il Ministero della Giustizia per la creazione di una banca dati centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari. Verranno rafforzati i meccanismi incentivanti per gli uffici virtuosi di cui alla Legge n. 111 del 2011.
    L'obiettivo è quello della riduzione della durata delle controversie civili di almeno il 20 per cento in 3 anni.
    h) Accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia Oltre alla realizzazione degli investimenti già concordati con le società concessionarie, il Governo solleciterà una maggiore partecipazione degli investitori privati, definendo entro il 31 dicembre 2011 standard contrattuali tipo che facilitino il ricorso al project financing, con una più chiara ed efficiente allocazione dei rischi tra le parti e accrescendo le certezze sulla redditività dell'opera e la prevenzione di comportamenti di tipo monopolistico nella determinazione dei pedaggi. Verrà rafforzata la qualità della programmazione finanziaria pubblica, definendo obiettivi pluriennali di spesa e concentrando le risorse su progetti considerati strategici.
    Il Governo è impegnato nella definizione nelle prossime 10 settimane di alcune opere immediatamente cantierabili, su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che potranno beneficiare, a titolo di contributo al finanziamento, della defiscalizzazione (IRAP, IRES) a vantaggio dei concessionari dell'opera stessa. Inoltre sono previste una serie di semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure di approvazione dei progetti da parte del CIPE e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali per garantire alle PMI un accesso facilitato.
    Si prevede lo sblocco degli investimenti privati grazie alla semplificazione delle procedure relative ai contratti di programma dei maggiori aeroporti italiani. Infine, sono previste norme mirate all'ottimizzazione delle gestioni negli impianti portuali e di semplificazione in materia di trasporto eccezionale su gomma.
    Da ultimo, è in corso di predisposizione una garanzia "reale" dello Stato (attraverso propri beni immobili, e non solo di natura finanziaria) per i mutui prima casa di giovani coppie, prive di contratto di lavoro a tempo indeterminato. Questo garantirà un nuovo impulso al mercato immobiliare e alle nuove famiglie.
    I) Riforma dell'architettura costituzionale dello Stato Il Governo italiano è impegnato in un processo di complessiva riforma costituzionale. Essa riguarda tanto l'assetto costituzionale dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le condizioni di sviluppo del mercato e una disciplina più rigorosa delle finanze pubbliche.
    Pur nella complessità del processo di revisione costituzionale l'Italia intende giungere all'approvazione della prima lettura di tali disegni di legge costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi. In particolare, quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:
    A. Disegno di legge (già approvato in prima lettura alla Camera) sulla modifica dell'elettorato attivo e passivo per l'elezione al Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile alla vita politica.
    B. Due disegni di legge (all'esame del Parlamento) di riforma complessiva dell'organizzazione dei vertici delle istituzioni politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero dei parlamentari, all'abolizione delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore efficienza dei meccanismi decisionali e al rafforzamento del ruolo dell'esecutivo e della maggioranza.
    Sul secondo versante, relativo alla disciplina del mercato e al rigore della finanza pubblica, si prevede: A. Un disegno di legge (la cui approvazione è in corso proprio in questi giorni presso la Camera dei deputati) di riforma degli articoli della costituzione relativi alla libertà di iniziativa economica e alla tutela della concorrenza, nonchè alla riforma della pubblica amministrazione in funzione della valorizzazione dell'efficienza e del merito.
    B. Un disegno di legge sull'introduzione del vincolo di pareggio di bilancio sul modello già seguito in altri ordinamenti europei.
    A tal fine si deve ricordare che l'articolo 138 della Costituzione Italiana impone che le leggi costituzionali ad intervallo non minore di tre mesi. Quindi, anche con la massima celerità possibile, le riforme costituzionali richiedono dei tempi minimi imprescindibili.
    Le conseguenti leggi attuative saranno
    successivamente attuate senza indugio, non essendovi vincoli temporali nell'ambito della Costituzione.
    C. UNA FINANZA PUBBLICA SOSTENIBILE
    Le pensioni
    Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi.
    Grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026.
    Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l'accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013.
    Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all'evoluzione della speranza di vita.
    La delega fiscale e assistenziale previdenziale Il provvedimento di iniziativa governativa è già all'esame del Parlamento e sarà approvato, entro il 31 gennaio 2012, quindi con tempi compatibili all'emanazione dei provvedimenti delegati entro il 2012. Comunque, anche al fine di accrescere la fiducia degli investitori, nel rispetto del percorso di risanamento programmato, il Governo ha fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le risorse che saranno reperite con l'esercizio della delega per la riforma dei sistemi fiscale e assistenziale sulla base degli attuali regimi di favore fiscale e delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti inefficienze ad oggi individuate. Tali risorse ammontano ad almeno 4 miliardi di euro nell'anno 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014.
    Contestualmente, per dare massima garanzia sul rispetto dei saldi è stata introdotta una clausola di salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo nell'attuazione della delega oltre il 30 settembre 2012, le agevolazioni fiscali vigenti saranno ridotte del 5% per l'anno 2012 e del 20% a decorrere dal 2013. In alternativa, anche parziale, si è stabilita la possibilità di disporre con decreto del Presidente del consiglio, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, la rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l'accisa.
    In breve, qualora la delega non fosse esercitata entro il 30 settembre 2012 o le nuove disposizioni fiscali e assistenziali non siano in grado di garantire un sufficiente effetto positivo sul deficit (almeno 4 miliardi nel 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014), si avrà una riduzione automatica delle agevolazioni fiscali che garantirà comunque il raggiungimento degli obiettivi di risparmio. Viceversa, se la delega verrà esercitata entro il termine e le nuove disposizioni garantiranno effetti di risparmio almeno pari a quelli previsti, non si procederà dunque al taglio automatico delle agevolazioni.
    Le dismissioni
    Entro il 30 novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all'anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di privatizzazione delle aziende da essi controllate.
    I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti di investimento locali.
    La razionalizzazione della spesa pubblica Il Governo ribadisce l'impegno a definire entro il 31 dicembre 2011 il programma per la riorganizzazione della spesa previsto dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto riguarda: l'integrazione operativa delle agenzie fiscali; la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell'amministrazione dello Stato e degli enti della previdenza pubblica in modo da creare sinergie e ottimizzare l'uso delle risorse; il coordinamento delle attività delle forze dell'ordine; la razionalizzazione dell'organizzazione giudiziaria nel suo complesso in modo da accelerare i tempi della giustizia civile; e la riorganizzazione della rete consolare e diplomatica. Il Governo attuerà i primi interventi dal 1 gennaio 2012 e darà conto dei progressi realizzati con cadenza trimestrale.
    Debito pubblico
    Entro il 31 dicembre 2011, il governo affiderà l'elaborazione di un piano organico per l'abbattimento del debito attraverso anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di prestigio, in collaborazione con gli enti territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali ed internazionali.
    Il costo degli apparati istituzionali
    Il Governo riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a ridurre i costi degli apparati istituzionali. In particolare, verrà perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle provincie e la riallocazione delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare un significativo snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi.
    Verrà rafforzato il regime di incompatibilità fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo.
    Il pareggio di bilancio
    Il disegno di legge di riforma della Costituzione in materia di pareggio di bilancio è già all'esame della Camera dei Deputati. L'obiettivo è quello di una sua definitiva approvazione entro la metà del 2012.
    Con le modifiche introdotte con la Legge n.39/2011 alla "Legge di contabilità e finanza pubblica (L. 196/2009) è stata rivista la normativa relativa alle coperture finanziarie delle leggi a vantaggio del rafforzamento della relativa disciplina fiscale. In particolare, per la copertura degli oneri correnti della legge di stabilità è stata circoscritta la possibilità di utilizzare il miglioramento del risparmio pubblico, escludendo la possibilità di finanziare con tali risorse nuove o maggiori spese correnti.
    Definire le ulteriori misure correttive eventualmente necessarie
    Il Governo monitorerà costantemente l'andamento dei conti pubblici. Qualora il deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il Governo interverrà prontamente. L'utilizzo del Fondo per esigenze indifferibili sarà vincolato all'accertamento, nel giugno del 2012, di andamenti dei conti pubblici coerenti con l'obiettivo per l'indebitamento netto del prossimo anno.
    D. CONCLUSIONI
    Siamo sicuri che, con l'impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a fronteggiare problemi che riguardano l'intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un'Europa più forte e più coesa.
    (26 ottobre 2011)
    Bazooka!!!

  7. #27
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    Predefinito Re: Quel che resta

    Citazione Originariamente Scritto da Gallarò Visualizza Messaggio
    ps: il paragone con Che Guevara venne fatto su Noreporter appena ancque l'ultimo overno Berlusconi.
    Se è così, immagino che non avrai difficoltà a inserire il link di questo articolo di cui parli.

    Citazione Originariamente Scritto da Gallarò Visualizza Messaggio
    Pagheremo per decenni i disastri del nuovo Napoleò.
    Se B. non fosse caduto , chissà cos'altro combinava.
    Invece adesso con Monti e Letta andrà tutto a gonfie vele, giusto?

    Citazione Originariamente Scritto da Gallarò Visualizza Messaggio
    ps. la P2 era una loggia coperta del Grande Oriente , cioè un loggia dove venivano raggruppati personaggi di un certo rilievo.
    E quindi? Stavamo parlando di Berlusconi oggi.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  8. #28
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    Predefinito Re: Quel che resta

    Trovatemi un potere più forte :-))

    Berlusconi abbraccia Israele: "Siamo fratelli"
    Applausi per il premier durante il discorso alla Knesset
    che ha chiesto alla comunità internazionale di reagire nei confronti di
    Teheran
    Adalberto Signore - Gio, 04/02/2010 - 08:44 commenta
    Gerusalemme - Dodici applausi e standing ovation finale per uno discorso che è lo stesso Peres a definire «storico». Perché la prima volta di Berlusconi davanti alla Knesset è anche la prima assoluta di un premier italiano, un onore concesso in passato solo a Bush, Sarkozy e Merkel.
    Così, davanti al Parlamento di Israele, il Cavaliere parla quasi quindici minuti sposando in pieno le posizioni di Gerusalemme e promettendo di farsi ambasciatore delle sue ragioni davanti alla comunità internazionale.
    Un intervento, quello di Berlusconi, limato fino alla notte prima nel più piccolo dettaglio. E dal quale il premier si discosta solo in pochissimi passaggi. Quello su Gaza, per esempio. Per dire che la reazione israeliana ai missili di Hamas fu «giusta», tanto che l’Italia «si oppose» al rapporto Goldstone dell’Onu sulla violazione dei diritti umani. Parole nette e che provocano la replica dell’Anp («fu un’aggressione, la realtà non cambia») proprio a poche ore da un altra prima volta del Cavaliere, la visita nei Territori per un faccia a faccia con Abu Mazen.
    Ma è soprattutto la minaccia dell’Iran a dominare sia il discorso alla Knesset che i successivi incontri con il premier Netanyahu, il presidente Peres e il capo dell’opposizione Livni. Una presa di posizione netta con l’invito alla comunità internazionale di «decidersi a stabilire con parole chiare, univoche e unanimi» che «non è accettabile l’armamento atomico» di uno Stato che ha «proclamato apertamente» di voler distruggere Israele. Servono «sanzioni efficaci» e su questo «non si possono ammettere cedimenti» perché «occorre cercare la più ampia intesa a livello internazionale per impedire e sconfiggere i disegni pericolosi del regime iraniano».
    Le vie da percorrere, spiega, sono quelle del «controllo multilaterale del nucleare iraniano, del negoziato risoluto e delle sanzioni efficaci». «Mi impegno a operare - dirà più tardi - affinché anche gli altri leader europei e dei maggiori Paesi capiscano la gravità della situazione». Non solo l’Ue, dunque, ma anche la Russia di Putin.
    Il Cavaliere elogia poi Israele, «il più grande esempio di democrazia e libertà nel Medio Oriente». E cita Giovanni Paolo II e il rabbino Toaff per dire che «il popolo ebraico è per noi un fratello maggiore». Parole che conquistano l’ennesimo applauso della Knesset. Nulla di strano, dunque, che Netanyahu lo saluti con una frase eloquente: «Hai conquistato i nostri cuori. Silvio, tu sei un leader coraggioso e l’Italia è oggi il Paese di punta contro l’antisemitismo e il negazionismo». Dopo il pranzo con Peres - «Silvio, sei il leader più solare mai conosciuto. Non è importante quello che i giornali scrivono, ma quello che gli italiani votano. E votandoti gli italiani hanno dimostrato di avere buon gusto» - la tre giorni in Israele si chiude con il faccia a faccia con Abu Mazen a Betlemme. In un clima decisamente più freddo, vista anche la presa di posizione su Gaza. Parole sui cui il Cavaliere ritorna, per dire che «come è stato giusto piangere le vittime della Shoah così è giusto manifestare dolore per quanto accaduto a Gaza».
    Tanto che anche l’Anp fa sapere che «non c’è alcuna polemica con l’Italia» a cui «siamo grati per il sostegno al processo di pace». Per il quale, spiega Berlusconi, «mi sono messo a disposizione personalmente per remare e fare andare la barca dell'accordo verso una positiva conclusione».
    Del muro che separa Betlemme dalla Cisgiordania, invece, il premier preferisce non parlare. «Mi spiace deluderla - risponde a un giornalista che gli chiede quale effetto gli avesse fatto vederlo - ma non me ne sono accorto perché stavo rimettendo a posto le idee e prendendo appunti in vista dell’incontro con Abu Mazen. So di deluderla e me ne scuso».

    ps: per i link devi fidarti della mia memoria, cmq anche Napoleone è stato più volte paragonato a Berluscò.
    Bazooka!!!

  9. #29
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    Predefinito Re: Quel che resta

    Citazione Originariamente Scritto da Gallarò Visualizza Messaggio
    Trovatemi un potere più forte :-))
    Goldman Sachs.

    Citazione Originariamente Scritto da Gallarò Visualizza Messaggio
    ps: per i link devi fidarti della mia memoria, cmq anche Napoleone è stato più volte paragonato a Berluscò.
    Berlusconi ha detto che Hitler è stato il più grande statista del Novecento, fidati della mia memoria
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  10. #30
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    Predefinito Re: Quel che resta

    Per Goldman sachs basta chiedere a Gianni Letta
    Gianni Letta nominato advisor di Goldman Sachs
    18 giugno 2007
    Gianni Letta, ex sottosegretario alla presidenza del consiglio del Governo presieduto da Silvio Berlusconi, è stato nominato advisor di Goldman Sachs. Lo ha appreso in anteprima Il Sole 24Ore.com.
    Goldman Sachs è una delle maggiori e più affermate banche d'affari del mondo, con sede a New York e numerosi filiali nelle principali capitali del globo, che si è resa protagonista negli anni per consulenze, gestione di ristrutturazioni, fusioni ed acquisizioni aziendali, investimenti su materie prime, derivati e azioni a rischio, amministrazioni di fondi d'investimento e previdenziali.

    Bazooka!!!

 

 
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