















Le corde, nervosamente avvolte intorno ai tuoi polsi, ti stringono, ti bloccano, ti imprigionano, ti impediscono ogni movimento. Se non ci pensi non è un problema, non è drammatico, la posizione non è poi così scomoda. Ma la mente non riesce a staccarsi da quel pensiero da quell’ossessione. E’ l’idea di non poter avere la libertà del movimento a farti impazzire. E’ da quando sei nata che il tuo corpo e la tua mente sono abituati alla libertà e non accettano l’idea di essere privati di questo diritto. Le mani si contorcono, i polsi ruotano, i muscoli dell’avambraccio tesi, vorresti ribellarti ma l’unico effetto è quello di stringere ancor più quel nodo, come a ribadire che nulla puoi senza la mia volontà. Devi accettarla non hai altra possibilità. Lo sapevi fin dall’inizio, potevi sottrarti, rinunciare, ma hai deciso altrimenti, forse per curiosità, forse per desiderio, forse per una scarica di adrenalina, ma ti sei docilmente fatta legare, anzi me lo hai chiesto….”Legami”.
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Questa desolazione al Bar di prima mattina comunque testimonia che ormai siamo solo noi cloni che ci alziamo alle 6 per andare a lavorare e portare avanti questo Paese. Poi non lamentatevi se gli Italiani stanno scomparendo