

«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Infatti questo è un grosso problema, e spero che nessuno lo disconosca.
Ma ti risulta che le regole vengano sempre fatte rispettare anche agli italiani? Questo aspetto prescinde dell'immigrazione, che caso mai non fa altro che ingigantirlo. Magari avessimo il rispetto delle regole imposto negli Stati Uniti... Ma questo significherebbe, per esempio, sbattere in carcere gli evasori fiscali. Pensi che in Italia sia attuabile?
Cum Feris Ferus
Chi striscia non inciampa. Cit.




Tanti Paesi hanno bisogno di emigranti, ma devono dare le impronte digitali, provare la loro identità e al primo sgarro vengono espulsi. I questo caso l'immigrato che rimane legalmente e' una risorsa. Ma in nessun Paese, neppure quello più ricco, danno una casa a gratis.
*in primavera ho fatto un viaggio in Asia per oltre 2 mesi in diversi Paesi. Sono sempre arrivato ai posti doganali vestito impeccabilmente, con una valigia ultimo modello, orologio costoso, carte di credito gold e platinum. Eppure se non permettevo al poliziotto di prendermi le impronte digitali o l'iris scan, col cazzo che passavo il confine o uscivo dall'aeroporto.


Probabilmente quando sei emigrato tu, i razzisti pensavano lo stesso degli italiani.
«Il quartiere di Spalen a Basilea è diventato negli ultimi anni una vera colonia di operai transalpini. La sera soprattutto queste strade hanno un vero profumo di terrore transalpino. Gli abitanti si intasano, cucinano e mangiano pressoché in comune in una saletta rivoltante. Ma quello che è più grave è che alcuni gruppi di italiani si assembrano in certi posti dove intralciano la circolazione e occasionalmente danno vita a risse che spesso finiscono a coltellate».
(Da “La Suisse”, Ginevra, 17 agosto 1898).
«Si suppone che l’Italiano sia un grande criminale. È un grande criminale. L’Italia è prima in Europa con i suoi crimini violenti. (…) Il criminale italiano è una persona tesa, eccitabile, è di temperamento agitato quando è sobrio e ubriaco furioso dopo un paio di bicchieri. Quando è ubriaco arriva lo stiletto. (…) Di regola, i criminali italiani non sono ladri o rapinatori - sono accoltellatori e assassini».
(Dal “New York Times”, 14 maggio 1909).
«Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro».
(Da una relazione dell’Ispettorato per l’immigrazione del Congresso degli Usa, ottobre 1912).
«Non sono, ecco, non sono come noi. La differenza sta nell’odore diverso, nell’aspetto diverso, nel modo di agire diverso. Dopotutto non si possono rimproverare. Oh, no. Non si può. Non hanno mai avuto quello che abbiamo avuto noi. Il guaio è…. che non ne riesci a trovare uno che sia onesto».
(Richard Nixon, presidente degli Stati Uniti d’America, 1973).
https://it.wikipedia.org/wiki/Pregiu...o_gli_italiani
https://www.facebook.com/notes/lucia...1170190761487/
Durante la seconda metà del Diciannovesimo secolo circa 10 milioni di italiani emigrarono verso gli Stati Uniti da tutte le regioni d’Italia. In particolare a New Orleans arrivarono moltissimi siciliani, grazie a una rotta navale che collegava Palermo e New Orleans. Molte delle persone che viaggiavano verso gli Stati Uniti lo facevano con l’idea di lavorare per qualche anno prima di tornare in Italia dalle loro famiglie e questo fece sì che per molti anni le comunità di immigrati italiani fossero particolarmente chiuse e isolate: imparare la lingua e integrarsi nella cultura statunitense non era una loro priorità. Come in molte altre città degli Stati Uniti dove arrivarono immigrati italiani, anche a New Orleans si sistemarono in un quartiere della città che venne soprannominato “Little Palermo”.
Come testimonia la vignetta del The Mascot, il sentimento anti-italiano era piuttosto diffuso nella popolazione locale, tanto da essere trattato apertamente dai giornali, che allora erano lontani come idea dai giornali attuali e più apertamente incentrati sulle opinioni e le argomentazioni di parte. Proprio a New Orleans nel 1891 ci fu uno dei più gravi episodi di violenza razzista contro la comunità italiana: il più grave linciaggio della storia degli Stati Uniti. Nel 1890 il capo della polizia della città David Hennessy era stato ucciso e la polizia aveva arrestato diversi membri della comunità italiana accusandoli dell’omicidio. Qualche mese dopo, nel 1891, un processo stabilì l’innocenza degli imputati e l’infondatezza delle accuse. La sentenza fu accolta con grande rabbia da una parte della popolazione di New Orleans, che il giorno dopo si radunò per “porre rimedio agli errori della giustizia”, come diceva un annuncio pubblicato su un giornale locale il 13 marzo del 1891. Il 14 marzo circa 3.000 persone si radunarono a Canal Street e la folla linciò 11 persone di origine italiana, nessuna delle quali legata al processo per l’omicidio di David Hennessy.
La vignetta razzista anti-italiana del 1888 - Il Post
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij






Nessuna contraddizione Druuna. Ho detto mille volte che le badanti dell'est vengono qui con documenti, quelli veri e muniti del visto d'ingresso. Vedo che per te questa regola non vale granché.
Per te è normale che i migranti economici non abbiano i documenti, non sto inventando niente, una mia conoscente lavora con migranti, me l'ha detto lei, io le credo. Poi molti(e) mentono sull'età, quindi non possono fare badanti, perché per legge sono minorenni.
E poi, un'altra cosa. Dall'Africa arrivano tantissimi uomini, non donne. Le donne sono poche e quelle poche sono con prole o incinte. Dimmi, chi vuole una donna incinta in casa propria o con bambini piccoli?
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”



