
Originariamente Scritto da
Triangolo nero
l'ha detto lui stesso, non mi invento nulla.... adesso però le dark room sono illuminate dagli schermi dei telefonini.... mica come nel 1992.
....................tra le tante cose che dirò al giudice, gli farò anche notare che nel 1992 io ero in Somalia a rischiare la vita servendo il mio paese, lui invece - che pubblica i nomi dei ragazzini minorenni su giornali a tiratura nazionale e che si è sentito minacciato (la sua denuncia era per minacce, derubricata a "ingiuria") perchè ho scritto che è più frocio del mago Otelma - rischiava una malattia venerea facendosi "traumatizzare" il culo dagli sconosciuti nelle dark room dei locali gay............................................... ..... mio cognato è gay, ma non frequenta le dark room come Marco Pasqua.
Ovvio.... non c'è nulla di male nel farsi incaprettare da sconosciuti, ci mancherebbe..... ma cazzo.... non metterti a fare il moralista denunciando a destra e a manca chi ti prende "per il culo", cioè... dovrò subire un processo per questa frase: "
...di sera, per rilassarsi da una dura giornata di caccia al "nazista" , si alza delicatamente sulle punte per danzare il minuetto con addosso un bel paio di mutandine rosa... poi fa mettere il cappello delle SS al suo amante del momento e si fa traumatizzare le chiappe.... mi ci giocherei una millata che Marco Padqua è più frocio del mago Otelma".

.....ora... per questa frase (quando l'hanno letta in tribunale si sono messi a ridere tutti, compreso il giudice) sono già stato condannato per "odio razziale indiretto nei confronti degli ebrei" (!!!!) dico sul serio, posso postare lo stralcio della sentenza ed al risarcimento nei confronti di Marco Pasqua (5 mila euro).... ora dovrò subire un altro processo per la stessa identica frase, ma con un diverso capo d'accusa (ingiuria art. 594 c.p.) e - se verrà celebrato, ma dubito visto i tempi della prescrizione - con un altro corposo risarcimento nei confronti di Marco Pasqua.
.................................almeno lasciami la soddisfazione di dire in faccia a quel pezzo di merda - in tribunale e da imputato - tutto quello che penso di lui.
come sempre: ad ognuno il suo.
