
Originariamente Scritto da
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non biasimo nessuno, ma certo uno si dovrebbe chiedere: quello che sto facendo mi fa davvero bene?
Molti, anzi tutti direi, fanno quello che fanno principalmente per paura.
Riempire vuoti, quello che i miei professori di storia dell'arte chiamerebbero horror vacui.
tutti sentiamo quei spaventosi buchi nella trama della vita, chi li riempie con la fede, chi con gli ideali, chi con l'umorismo, chi con la violenza, chi con la misericordia, chi con la droga. è un bisogno inevitabile.
Nietzsche diceva "E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te." io prendo quell'abisso meno moralisticamente, ovvero come quello che dovrebbe essere veramente considerato un abisso, il Nulla. È fondamentalmente consapevolezza di tutta l'assurdità dell'esistenza, ed è irreversibile. Tutto ruota intorno alla paura di essere disintegrati, di non lasciare che polvere, per questo crescono e cadono imperi, ghirigori vengono disegnati attorno ai ritratti di principesse, persone mangiano vive altre persone. Il motore del conservare un briciolo di noi nell'infinito vuoto dell'abisso. Perché è la mancanza di senso, la mancanza di obbiettivo che terrorizza.
A malapena sappiamo il nome di Gilgamesh, tra un milione di anni sarà polvere persino il ricordo del più geniale tra gli uomini vissuto fino ad oggi.
Tuttavia possiamo sempre rinfrancarci con la fantasia.