
Originariamente Scritto da
FLenzi
A quanti di voi è capitato a un certo punto di svegliarsi e non riuscire a muoversi o a parlare? Se ti è successo, non sei solo.
La definizione classica di questo fenomeno è paralisi notturna. Può durare per pochi secondi, diversi momenti, oppure occasionalmente più a lungo e solitamente accade poco prima di addormentarsi o di svegliarsi. Molte persone raccontano di sentire una “presenza” spesso descritta come malevola, spaventosa, o diabolica, e sperimentano un tremendo senso di terrore.
La presenza viene spesso vista, percepita, e anche sentita. La gente racconta anche di esperienze uniche come la sensazione di fluttuare o di uscire dal corpo. Credono che il fenomeno sia estremamente spirituale.
La medicina moderna definisce queste esperienze come allucinazioni ipnopompiche e ipnagogiche, che è solitamente la spiegazione con cui la convenzione moderna vede l’esperienza spirituale cioè combinata con idee mediche che classificano la spiritualità come una patologia psichica. Viene ben compreso che la paralisi è legata a meccanismi psicologici del cervello. Quello che non è ben compreso sono le strane esperienze individuali che avvengono durante la paralisi.
La discussione sull’esperienza spirituale come fenomeno bizzarro e complesso, così poco conosciuto, scoraggia ogni approfondimento nella società moderna.
Quando iniziai il college e l’Università ero molto interessato alle credenze della gente comune, specialmente quelle che venivano considerate assurde nel mondo accademico. L’Università generalmente considera le esperienze spirituali in quel modo. Per lo stesso motivo mi interessavo contemporaneamente alla medicina alternativa. Fin da subito mi convinsi che la gente comune era più intelligente, più sensibile di quanto le fosse dato credito dagli studenti, e quelle tradizioni o credenze ampiamente diffuse e profondamente radicate probabilmente avevano basi più razionali, e si erano costruite su più osservazioni delle teorie che mi venivano propinate a scuola. Non potevo accettare che tutte le credenze della gente che non rientravano nella visione accademica fossero assurde. Ebbi l’impressione che il mondo accademico fosse un po’ limitato e che la gente ordinaria potesse offrire qualcosa (sulla paralisi notturna) attraverso le loro esperienze e credenze. Ci sono credenze basate sull’esperienza che sono state screditate in quanto superstizioni che richiedono maggiori ricerche. Sono esperienze che ritroviamo nelle tradizioni spirituali di tutto il mondo. Nel mondo occidentale, almeno nell’ultimo centinaio di anni, questi fenomeni sono stati spiegati sulla base delle psicopatologie. Quindi la scoperta che sono esperienze comuni a tantissime persone normali che non presentano nessun disturbo ha una tremenda importanza per la medicina. Questo fenomeno non è nuovo, abbiamo cancellato la conoscenza di queste esperienze dal repertorio culturale (Dr David J Hufford, Ph.D, Professore Emerito, Penn State Medical School).
Proprio prima di iniziare, quasi tutti gli approcci scientifici al fenomeno della paralisi notturna assumono che le esperienze da cui dipendono sono allucinazioni. Piuttosto che originarsi da un punto di partenza di completa neutralità, molti studi eliminano automaticamente qualsiasi idea che possa esistere qualche realtà dietro alle “allucinazioni”. Solo perché sono state misurate reazioni chimiche e biologiche durante la paralisi notturna non significa che esista un nesso di causalità tra le due cose. Ci sono altri aspetti da prendere in considerazione: la fisica quantistica ci mostra mondi nascosti all’interno del nostro mondo che non siamo in grado di percepire facilmente. Questo è certamente un aspetto non fisico di una scienza che stiamo solo iniziando a realizzare.