La prima casa è tassata nella parte di mondo civile che ha deciso di scoraggiare il frazionamento della proprietà immobiliare per incentivare la concentrazione di grandi leve mobiliari (= finanziarie) adatte per gli investimenti, perché nel caso di specie, la prima casa di proprietà rappresenta una cospicua massa di denaro "fissa". Lo stronzo che possiede la prima casa ci abita dentro il suo denaro, spesso ottenuto tramite un faticoso risparmio e un faticoso mutuo. L'incidenza della tassazione patrimoniale è del tutto a sfavore di chi ha un ridotto "patrimonio" e da quel patrimonio non ci ricava alcun guadagno: perché è l'auto di famiglia con cui si reca a lavorare, perché è la casa che abita senza poterla affittare, eccetera. Poi è anche questione di scelte: o privilegi gli investimenti o privilegi il ceto medio e quello medio-basso, che possono realizzare investimenti necessariamente più scoordinati e comunque con minori facilità ed efficacia. Non dubito che la suini-stra sia a favore dei primi.
La questione dei servizi comunali è solo parzialmente collegata all'imposizione patrimoniale, visto che alla tassazione sono soggette tanto le abitazioni scollegate o sprovviste dei servizi e che tali servizi potrebbero essere pagati mediante altri meccanismi.





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