
Originariamente Scritto da
Maestrale
Se abitassi a 45 km dalla frontiera e avessi una cugina di 48 anni affetta da sclerosi multipla, la quale nella fase di iniziale della malattia, sapendo che sei quello della famiglia che lavora nella sanità, ti chiede di accompagnarla in Svizzera (paese in cui il suicidio assistito è legale) per cominciare ad informarsi, perchè fra 10/20/30 anni o quando sarà (il più tardi possibile si spera) non vuole vivere la fase finale di questa terribile malattia incurabile e preferisce farla finita sono convinto che non penseresti più di non provare empatia per tutte le persone che scelgono il suicidio.
Cosi come non diresti mai che è stupido o bizzarro. Anzi, probabilmente nel primo weekend disponibile prenderesti la macchina e l'accompagneresti a Lugano come ho fatto io.
Non esiste dunque una sola verità: sparare giudizi affrettati su qualsiasi persona che scelga di farla finita è un'attività che può divertirsi ad esercitare solo chi non ha mai vissuto queste tragedie, perchè fortunatamente per lui probabilmente non avrà mai la possibilità di smentirsi e potrà continuare a vivere nella sua beata ignoranza. Ma poi al netto delle chiacchiere da Bar se sventuratamente nella vita ti capita di rimanere coinvolto in situazioni cosi drammatiche ti rendi conto che non tutti i casi sono uguali quindi qualsiasi pregiudizio che valga per tutti i suicidi non ha alcun senso. Anzi in molti casi purtroppo c'è più di una ragione valida per farla finita