
Originariamente Scritto da
nicolaj198vi
Riguardo il bollito di pietre, è un'immagine forte che serviva a rendere l'idea: se ti lamenti della qualità di qualcosa che ti viene regalata, secondo me quello che meriti è di ricevere qualcosa di peggio la volta dopo. O non ricevere nulla.
Può benissimo essere un'immagine che disturba, non lo metto in dubbio, ma nella sostanza il messaggio è lo stesso che dei genitori normali trasmettono ai figli: non lamentarti di quello per cui non hai lavorato ma ti è stato "cucinato e portato in tavola". Piuttosto mangia e ringrazia tua madre. Altrimenti vai a letto senza cena.
Perchè se è vero che la soliderietà è un sentimento umano e nobile, altrettanto lo è la riconoscenza. Io faccio fatica a vedere particolari dimostrazioni di riconoscenza da parte di certi individui. Piuttosto, quello che si vede spesso è la pretesa di qualcosa in più, in termini quantitativi e qualitativi. Pretesa da parte di chi non ha alcun diritto di pretendere.
L'esempio che fai della madre con i bambini rispecchia solo un campione parziale, molto parziale, del flusso migratorio. La larga maggioranza sono ragazzi più o meno della mia età. Molti dei quali non scappano perchè perseguitati o provenienti da aree di guerra; emigrano per motivi economici.
Scelta che capisco benissimo, perchè è un fenomeno che anche la mia generazione di italiani, come altre prima, sta affrontando.
Non li critico per questo, anzi do loro ragione.
Critico altro: critico i modi; perchè per emigrare a fini lavorativi sono previste norme da rispettare, per me come per loro. Che le rispettino. Critico la tipologia di comportamento una volta arrivati in Europa/Turchia/Balcani: perchè spiegami come fai tu, immigrato irregolare, totalmente fuori dalla legge, a pretendere che ti si apra davanti qualsiasi frontiera finchè non arrivi dove ti vuoi arrivare.
Cioè, non solo violi le regole una volta, ma pretendi pure che ti si consenta di continuare a violarle, altrimenti siamo tutti un pugno di xenofobi senza pieta. E' grottesco.
Critico il fatto che, una volta arrivati a destinazione, violando norme su norme, questi abbiano a che ridire su tutto: il cibo, che non va bene perchè la pasta è scotta, sempre uguale, troppa acqua nel riso, e via dicendo...quando l'unica cosa che dovrebbero fare sarebbe dire GRAZIE forte e chiaro, perchè stanno mangiando a spese d'altri.
Critico la totale mancanza di RISPETTO nei confronti di usi e costumi di una società della quale sono OSPITI. Sono loro, in quanto ospitati, a doversi adeguare al posto ed alle persone che li ospitano. Altrimenti non hanno che da tornare da dove son venuti.
Mi dirai, "e dove, in una zona devastata dalla guerra/miseria?". E' un'obiezione ridicola. Perchè piuttosto che essere una attenuante, costituisce un'aggravante: tu scappi da una zona miserabile o devastata dalla guerra, e non trovi nulla di meglio da fare che avanzare pretese su pretese? A me non frega un cazzo da dove vieni: ci devi pensare tu. Se ritieni che adeguarsi alla società occidentale sia un'alternativa migliore del rimanere a casa, allora adeguati. Se ritieni non lo sia, torna da dove sei venuto. La scelta è tua.
Dire queste cose fa di me una persona priva di spirito di solidarietà? Non credo.
Credo faccia di me una persona equilibrata, al contrario di molti di voi politicamente corretti ad oltranza: c'è un limite, nei fatti e nei modi, a qualsiasi cosa, inclusa la solidarietà.
In ultimo si, tutto quello che pensi ti sia dovuto, caro @
Dario, ce l'hai solo in virtù del fatto che tu, o chi per te, ti consente di difenderlo se necessario con la forza. Inclusi i diritti, che sono una entità astratta scaturente dalla corteccia cerebrale dell'homo sapiens. I diritti esistono in quanto pensati da noi, codificati da noi, e imposti da noi. Se viene a cadere una di queste condizioni (essere pensati, codificati, imposti) quell'entità astratta cessa di esistere.