
Originariamente Scritto da
Druuna
Ricostruiamo:
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provo a sintetizzare, poi mi direte se interpreto correttamente:
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King Z. sostiene che il femminismo ha causato la denatalità, favorendo l'emancipazione delle donne
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Malandrina afferma che la denatalità è collegata all'emancipazione femminile e alle carenze del welfare (ma non fa un collegamento diretto col femminismo)
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Dario mi pare che dica: ok il femminismo è nato come risposta al bisogno di emancipazione, però mette in campo un dubbio che riguarda la differenza di posizioni tra me e King
In tutto ciò, e tenendo conto di quel che ha scritto in precedenza King, il mio pensiero è questo:
Il femminismo come movimento politico è nato in un momento in cui nella società diversi gruppi (donne, giovani, minoranze etniche) hanno trovato spazio per rivendicare di avere voce sulle scelte politiche, e di avere spazio per l'autodeterminazione.
Il femminismo, in questo senso è riuscito a produrre dei cambiamenti nelle legislazioni, nei costumi e nella cultura. Questo ha avuto come conseguenza che le donne hanno potuto esprimere la loro volontà in materia di maternità e hanno potuto scegliere di avere un lavoro e una indipendenza economica.
Il problema è che, di fronte a queste nuove opportunità di scelta delle donne, la politica è rimasta sostanzialmente dominio maschile; questo ha fatto sì che, anche a distanza di 50 anni, il welfare non si sia adeguato per dare effettivamente alle donne gli strumenti concreti per poter fare liberamente questo tipo di scelte. Inoltre anche il cambiamento culturale e dei costumi è stato solo parziale. Il risultato è che le donne (in particolare quelle italiane) non hanno la possibilità materiale di portare avanti tutti i loro desideri sia in termini di maternità che di carriera lavorativa. La conseguenza è che (molte) operano la scelta più fattibile dal loro punto di vista, ossia preferiscono puntare sull'indipendenza economica e quindi sulla possibilità di autodeterminarsi, anzichè fare figli che, di fatto, finiscono per vincolarle e ricacciarle in una condizione di dipendenza, la quale, psicologicamente (cioè culturalmente) non è più vista come accettabile.
Detto questo, dal punto di vista delle teorizzazioni, il femminismo o i femminismi, si sono rivelati poco fertili; o meglio, sono stati criticati dalle stesse studiose che si sono dedicate agli studi di genere. Perchè il femminismo in quanto tale, fissandosi sulla differenza, non fa altro che ricadere nella "trappola" del tradizionale maschilismo. Cioè se io dico che voglio che la società riconosca una specificità femminile, la devo definire questa specificità, e finisco per ricadere in delle categorizzazioni rigide.
Se una di queste categorizzazioni è che i figli li fanno le donne e che sono le donne ad occuparsene (primariamente), allora il femminismo dovrebbe insistere a chiedere sostegni economici alla maternità, ad esempio, ma in realtà non lo fa, perchè cade in contraddizione (rivendicando contemporaneamente il diritto a non farli i figli).
Lasciando da parte tutto questo, secondo me non ha senso dire che "l
a denatalità è colpa del femminismo".
La denatalità è il combinato disposto del fatto che le donne hanno acquisito il diritto di autodeterminarsi, ma la società non riconosce la maternità e i carichi domestici come carichi di lavoro che vanno condivisi e premiati (ossia retribuiti in qualche forma economica), in quanto importanti per la società stessa.
Poi si può andare avanti a parlarne per anni... anche perchè ognuno ha una visione sua e delle conoscenze e idee sue proprie sulla questione.