





Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.I MELONOMI, i sudditi della meloniIsraele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF


Oggi c'è un bel cielo nuvoloso, grigio tra il metallico e il perla...cupezza primaverile, mi piace
L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio




_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()


“Sono un bastardo”, ha detto di sé. Testardo padre abruzzese, madre francese “nata nella Svizzera tedesca”, per “metà provenzale e metà del Valais”. I bastardi, ha spiegato, “sono forti e intelligenti. Ma io non credo di essere un fenomeno”. Mai sposato, legato a Mirella Parachini (“La donna della mia vita”), felicemente bisessuale (“Dire che con la ragazza puoi chiavare e con l’amico devi parlare, vuol dire dividere in due la propria vita. Un’assurdità”), qualche figlio sparso qua e là con mamme che non si sono più fatte rivedere, Giacinto Pannella detto Marco, nasce a Teramo il 2 maggio 1930. Il papà (Leonardo)piccolo proprietario terriero e ingegnere, lavora in banca, nella sua città. “Cioè nel profondo Sud, perché questo erano gli Abruzzi di allora”, ha detto Pannella. Infanzia felice, “con molte donne, zie e contadine che mi accudivano”, giochi e allegria. E uno zio prete (“Da noi, come in tutte le famiglie del ceto medio nel Mezzogiorno, una o due persone per ogni generazione entravano nella Chiesa”), ma soprattutto colto e letterato, animatore di una rivista sulla quale ebbe modo di scrivere persino Benedetto Croce. Si parlava francese in casa Pannella, con Marco attaccatissimo ai suoi genitori che da Teramo seguì poi a Roma. Frequentando il liceo (“Non ero un bravo studente: se un libro o una pagina mi appassionavano mi ci buttavo sopra, se no me ne fregavo”) e iscrivendosi a Giurisprudenza.
Diventa un leader studentesco prima nell’Unione goliardica italiana e poi nell’Unione nazionale universitaria rappresentativa italiana, si iscrive a 15 anni al partito liberale frequentando la sede nazionale di via Frattina. Studi disordinati, si laurea ad Urbino, università più facile e abbordabile, con una tesi neanche scritta da lui: “La discussi per quattro ore, con undici professori”, racconterà. Riguardava “l’articolo 7 della Costituzione: il Concordato. Me l’ero fatta scrivere da alcuni amici, un capitolo ciascuno. Io non l’avevo neanche letta tutta”. Vita essenziale, spartana. “Non avevo neanche i soldi per il tram e mi facevo tutta Roma a piedi due volte al giorno”, ricorderà Pannella, che ogni tanto aiutava il padre per rimediare soldi. “Alto e magro come uno spettro, lavorava con una capacità incredibile”, ha raccontato l’ex segretario radicale Sergio Stanzani, ricordando il Marco di quegli anni: “Era diverso dagli altri: aveva una maturità e una consapevolezza superiore. Ma soprattutto possedeva già l’intransigenza interiore che lo distingue”.
Certo, il partito liberale non miete successi. Tanto che alle elezioni del 1948, pur alleandosi con i qualunquisti di Guglielmo Giannini, ottiene un misero 3 per cento. Ma Pannella si fa notare. “Fin dagli anni più acerbi della sua vita spiccava per il gusto della polemica, per la qualità degli argomenti e, come avrebbe detto Einaudi, per il felice paludamento verbale con cui difendeva le proprie tesi”, spiegherà un vecchio senatore del Pli, Augusto Premoli: “A queste doti non trascurabili, aggiungeva la fantasia, il fiuto nello stanare e nell’inventare temi che avrebbero fatto presa sull’opinione pubblica, e uno spiccatissimo senso del teatro. Per cui ad ascoltare Pannella, e ne valeva la pena, si aveva sempre l’impressione di far parte di una platea di spettatori non del tutto convinti, ma certo attratti dal livello della recita”.
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"Sempre in minoranza, eppur capace, con la sua pattuglia radicale, di trascinare masse quando serviva e segnare nel profondo animo e storia del nostro Paese"
"Mentre gli ospiti parlavano a lui veniva tanto di chiudere gli occhi e assentarsi, abbandonandosi al sottile filo di pensieri dal quale pareva sempre riemergere a fatica. Riemergeva parlando in dialetto stretto abruzzese tra lo stupore degli astanti"
“Dire che con la ragazza puoi chiavare e con l’amico devi parlare, vuol dire dividere in due la propria vita. Un’assurdità”
“Perché nei giornali ci sono idee che non appaiono, idee che prendono corpo dentro di te, che diventano te stesso”
Gandhiano e non violento, autore di interminabili scioperi della fame e della sete per le cause più disparate, arrestato più volte, processato e condannato
“Amo gli obiettori, i fuorilegge del matrimonio, i capelloni sottoproletari anfetaminizzati, i cecoslovacchi della primavera, i non violenti, i libertari, i veri credenti, le femministe, gli omosessuali, i borghesi come me, la gente con il suo intelligente qualunquismo e la sua triste disperazione”
Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.I MELONOMI, i sudditi della meloniIsraele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF


Un gran fumatore. Massimo rispetto
Ciao Marco !
Che Dio ti maledica, Iscriviti al gruppo "i Guzzatori" !
Sono il più Dotato del forum
Regalo aspiratore nuovo a donna bisognosa