



Si, sto leggendo qualcosa online.
Posto che possa anche andar bene in qualche tipologia di mercato, tipo quello agricolo, ma mi spieghi di grazia come dovrebbe funzionare in mercati un pò più complessi (tipo il farmaceutico, l'elettronico, l'informatico,...)?
Cioè, metti che abbiamo un numero x di piccoli proprietari di boh, facciamo aziende manifatturiere. 10 aziende, 10 persone diverse.
Per una normale logica di concorrenza, ci saranno facciamo 2 aziende che generano grossi profitti, 2 che generano profitti, 2 in pari, 2 in perdita di poco, e 2 in perdita di parecchio.
Alla lunga, le ultime 2 finiranno per fallire, o i proprietari per dover vendere; possibilissimo, perchè avviene spesso così nella prassi economica, che i 2 che generano più profitti acquisiscano una a testa le 2 che generano perdite, ne prendano macchinari e tutto.
In questo caso avremo un accentramento, e 2 persone che da piccoli capitalisti si trasformeranno in dipendenti (se va bene) o semplicemente rimarranno fuori dal mercato del lavoro. In questa situazione quella teoria che prevede di fare?
A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena


Le banche fanno anche prestiti di impresa, con piccoli fidi, ma sempre meno.
Del resto stanno con il piattino, anche loro.
Sono imbottite di soldi dalla UE ma le loro sofferenze sono altissime. Ovunque. A partire dalla Germania dove le banche locali vengono salvate di continuo ma sono sempre in crisi.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.






Sto ancora approfondendo. La teoria è buona secondo me, ma non so se è stata adattata alle nuove realtà da qualche economista. Suppongo che ci sia stata un'applicazione anche nelle casse di mutuo soccorso del Nord Italia, le cosiddette leghe bianche proposte da Leone XIII, papa conservatore ma non in economia. In pratica associazioni con fondi comuni di supporto (volontari, senza che ci sia esproprio) tra i produttori e gli imprenditori, per cui l'azienda in difficoltà possa essere soccorsa come si trattasse di un'assicurazione.




Trovo buono il principio della piccola imprenditoria legata al territorio, che dove è stata applicata ha sempre incrementato. Perfino dai comunisti emiliani con le loro cooperative, associazioni di produttori. Il difetto è che essendo nata in ambito cattolico è spesso legata a quel tipo di mondo politico culturale. A parte la versione mazziniana, che però si è persa essendo stata sostituita dal liberalismo economico di cui il PRI era portatore dal 1948 in poi.


i saccenti del Dams che sparano minchiate abominevoli nelle quali il nesso di causa ed effetto viene distorto a beneficio del loro sapere di sapere
Sostanze psicotrope ad azione psicodislettica che possono causare farmaco-dipendenza.


Ma l'azienda se si trova in difficoltà c'è un motivo.
O non soddisfa i clienti, oppure ci sono fattori esterni all'azienda in se che la mettono in difficoltà (tipo tassazione e via dicendo).
Se non sofdisfa i clienti, è giusto che scompaia dal mercato.
Se non riesce a stare sul mercato per cause ambientali (intendo come ambiente economico), o modifichi le condizioni ambientali (ammesso che lo si voglia fare), oppure dando soldi stai solo prolungando l'agonia, prima o poi il sostegno finirà e sei punto e a capo.
A quel punto dovrai scegliere di nuovo se farla fallire o se continuare a sussidiarla. Ma se la sussidi non è più capitalismo, quindi la teoria del tutti piccoli capitalisti va a farsi benedire.
A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena