

La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Ormai il Bar è diventato un circolo letterario, che fine ha fatto David?








e la "qualità" (cioè un giudizio relativo e contestuale da parte di terzi dato che il tuo relativismo impedisce gerarchie universali e intrinseche di valore) è completamente disconnessa dalla felicità (fosse solo perché il giudizio di scherno da parte della società dei consumi non impedisce al volontario che rischia la vita o al militante antiabortista di essere contentoni di quello che fanno)


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




il relativismo di druuna, che contemporaneamente nega anche la soggettività del valore
"preferisco avere tanti soldi che pochi"
"eh no guarda sei scemo, ti devi preoccupare della qualità della vita, non dei soldi"
sostanzialmente non le interessa avere una visione del mondo anche vagamente coerente, l'importante è riportare tutto al suo vissuto quotidiano senza lavastoviglie e il cellulare vecchio di sei anni.
"io vivo benissimo"
"ok, ma prefrisco avere la lavastoviglie e uno smartphone veloce"
"sei stupido"
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)