
Originariamente Scritto da
don Peppe
i comunisti afghani erano per la maggior parte gente proveniente dal popolo, con profondo radicamento popolare, che difendeva gli interessi dei lavoratori, con la riforma agraria che aboliva l'usura e la schiavitù per debiti che piacciono tanto e te ed all'escremento, a causa della quale la maggior parte dei contadini erano costretti a lavorare come schiavi per estinguere i debiti a tasso usuraio, contratti da loro, dai loro padri e dai loro nonni con i latifondisti, ed il sequestro delle terre incolte dei latifondisti, donate alle cooperative di contandini, che dividevano gli utili tra loro così per la prima volta nella loro vita poterono godere dei frutti del loro lavoro, gli sforzi per la scolarizzazione di massa, soprattutto per le donne, comprese le donne di estrazione popolare o contadina, che prima non avevano l'opportunità di studiare, invece con il socialismo erano incentivate a studiare, lavorare essere economicamente indipendenti, e se meritevoli a laurearsi gratis all'università, tanto che nel 1988 il 56% degli studenti universitari afghani erano di sesso femminile e nel 1990 il 60% dei medici di Kabul erano donnela costruzione di attività produttive ed infrastrutture, mentre i sovietici non erano invasori, ma intervenuti su richiesta del governo afghano per combattere i terroristi che prima del loro intervento erano già supportati dai tuoi padroni americani, in Afghanistan non hanno mai rubato niente, ma hanno aiutato notevolmente lo sviluppo del paese, tramite la costruzione di infrastrutture e l'aiuto alla formazione formazione di laureati e tecnici qualificati, semmai erano i mujeeden che distruggevano il patrimonio archeologico afghano, per vendere all'estero i reperti archeologici o trovare manufatti in oro da fondere.
I giacobini napoletani erano in massima parte nobilastri, latifondisti, in almeno due casi banchieri, antenati dei radicalchic piddini, con scarssissimo radicamento presso il popolo, di cui non conoscevano le esigenze, la mentalità e la cultura, che perseguivano essenzialmente gli interessi dele classi dominanti, mentre i francesi erano invasori, che stavano sacchegiando il regno, imponendo nuove tasse ed uccidendo chi protestava pacificamente, inoltre la republica napoletana, era liberaldemocarica io sono socialista e schifo la liberademocrazia, anzi ritornando a parlare dell'Afghanistan, Lenin e Stalin tra gli imperialisti liberaldemocratici inglesi ed il re antiperialista Amamullah sha, preferirono schierarsi con il secondo.
Comunque a me della pseudorivoluzine napoletana del 1799 e dei borbone me ne frega molto poco, essendo un avvenimento storico che in quasisasi altra parte del mondo verrebbe considerato irrilevante, mi fa invcazzare l'uso strumentale che ne fanno gli ascari zii tom autorazzisti napoletani, tcome gerardo marotta, antonella orefice e la lobby dell'istututo italiano per gli studi filosofici, ed i vari razzisti liberalldemocratici di sta minchia, polentoni e romani, per dimostrare l'inferiorità culturale dei meridionali in particolar modo dei napoletani, che sarebbero quasi tutti ignoranti , dalla mentalità camorrista e non in grado di gestirsi da soli, poiché nel 1799 hanno impiccato un centinaio di antenati dei radicalchic, quindi secondo questa gente, noi meridionali saremmo i fratelli scemi d'itaglia, che dovremmo continuare a vivere in condizioni di subalternità ai civili, industriosi ed onesti patani e romani, perché da soli non saremmo in grado di sopravivere, mentre i patani ed i romani ci debbono sopportare sua per l'obilgo morale di aiutare i fratelli scemi sia perché altrimenti con un sud indipendente, si troverebbero uno stato retto dalle mafie ai oro confini. Quindi da napoletano e meridionali senza complessi nei confronti dei polentoni di merda, convinto che la cultura romana e patana sia di molto inferiore a quella meridionale, questa gente voglio vederla dentro qualche foiba, a cominciare dagli zii tom napoletani, che vomitano razzismo contro i loro concittadini e la loro città ma che continuano a viverci guardandosi bene dal trasferisi in patana