



Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Non credo ma anche se fosse così non si capisce per quale motivo un residente possa entrare con un camper nel parco pubblico senza aver bisogno dell'autorizzazione di 10 giorni prima dato che i camper di Castel Mella immagino inquinino come gli altri
Idem se fossero tende, banchetti o barbecue non vedo alcun senso nella differenza fra residenti e non residenti


Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Non so se un Comune ha l'autorità di privilegiare i propri residenti nell'utilizzo dei parchi pubblici, altrimenti lo farebbero tutti. Perchè Castel Mella può scoraggiare l'accesso dei non residenti al suo parco pubblico mentre il Comune limitrofo invece deve concedere l'accesso a tutti alle stesse regole? Questo metodo se fosse possibile probabilmente lo adotterebbero tutti, mi pare invece che non lo faccia quasi nessuno. Magari sbaglierò, ma così a naso secondo me è più probabile che si tratti di una classica trovata a sfondo razzista di un qualche piccolo Comune di provincia del nord governato da una giunta leghista o filo-leghista


Sarei d'accordo con te se non ci fosse quel piccolo particolare dell'occupazione del suolo pubblico. Non ho idea di come sia strutturato questo parco, né che dimensioni abbia. Magari non è abbastanza capiente, vassapere...
Comunque, visto che il cartello parla espressamente di "gruppi di cittadini" e non di singole persone, le motivazioni razziste mi sembrano del tutto fuori luogo.
Vedo però in rete che c'è chi è del tuo stesso parere:
Bresciaoggi - Territori - Hinterland
Parco aperto solo per i residenti: «C’erano troppi extracomunitari» - Corriere.it
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Interessante...
Tiscali Italia SpA | Sindrome di Calimero: quando il vittimismo viene usato per manipolare gli altriCiò che non vedono i vittimisti cronici è che sono proprio loro a fungere in un certo senso da catalizzatori delle avversità con il proprio atteggiamento.
Sono anche individui permalosi che alla minima critica, frase non gradita o battuta ironica accentuano e manifestano anche con scene teatrali la loro posizione vittimistica. Questo atteggiamento si innesca quando, più o meno inconsciamente, si ritiene di non essere alla pari degli altri e ci si pone in modo immaturo nei loro confronti.
Ma qual è il vantaggio del vittimismo patologico?
Con questo modo di porsi, in modo più o meno subdolo si può diventare tiranni relazionali. Cioè, tenere in pugno le persone che per senso di colpa o compatimento tendono ad assecondare la "vittima" in tutte le sue richieste. E’ proprio questo infatti il vantaggio: ottenere in modo tirannico ascolto, protezione e indulgenza altrui.
Il vittimismo patologico ricorda alcuni aspetti del narcisismo patologico. E’ infatti uno dei meccanismi che serve ad attirare e tenere legate a se le vittime.
Il vittimista patologico tende a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto, mai quello pieno. Mostra una tendenza a non volersi liberare veramente dalla sofferenza, facendo di essa uno schema difensivo patologico utile a tenere su di se l’attenzione altrui che viene pretesa in modo più o meno esplicito. E quando dall’altra parte non arriva la “giusta” attenzione, allora il vittimista diventa aggressivo, colpevolizzando gli altri in modo efferato, aumentando la percezione di tradimento subita per l’ennesima volta. Non riconosce infatti le sue responsabilità e farglielo notare fomenta a sua volta la posizione da vittima.
Mi vengono in mente alcuni forumer...
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Sono d'accordo sul fatto che bisognerebbe sapere com'è il parco in questione per farsi un'idea più precisa, d'altra parte però il fatto che i residenti e i non residenti vi possano accedere a condizioni diverse comunque sia il parco e qualsiasi cosa s'intenda per "occupazione del suolo pubblico" a me qualche dubbio spontaneo lo solleva
Scusa, ma questo passaggio proprio non l'ho capito
Immaginavo, appunto