

«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij






Comunque ha ragione Druuna, dovremmo scusarci coi fratelli migranti per essere così disorganizzati.
E poi più solidali ragazzi, più solidali cazzo!
Per esempio, è vergognoso che debba essere un Prefetto a requisire i B&B per accogliere i vostr...scusatemi, i nostri fratelli migranti. Dovrebbero essere i proprietari stessi ad organizzare, volontariamente e con spirito umanitariamente solidale, delle navette per andarli a prendere direttamente all'arrivo in porto.
A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena


Potresti offendere i burundiani. Il loro Paese ce la mette tutta per migliorare. Entrambi hanno leader non eletti.
Secondo Transparency International il Burundi precede 10 Paesi africani, mentre l'Italia precede solo 3 Paesi europei. Viene pure dopo la Grecia e la Romania
*e' colpa mia? mi son comprato Transparency?


“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Sicuramente è così. Gli immigrati hanno capito che possono fare quello che vogliono. Se, per puro caso, domani decido di aggredire il mio vicino di casa, avrò grossi problemi con la giustizia italiana. Questi qui, invece, se ne danno di santa ragione con bastoni e coltelli e non succede niente, tutti liberi, pronti alla prossima battaglia...
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”






Allora sei otto volte cretino perché io non ho mai scritto che sono ricco. Forse il tuo cervello annebbiato si confonde con quello che scrivi tu di te stesso.
Scritto da te:
Io sono ricco, perché quello che ho me lo sono sudato invece di fare il leccaculo a mio nonno per beccarmi buona parte dell'eredità.
Sono libero perché non dipendo dall'approvazione di nessuno per impostare le mie scelte di vita.
Sono vero perché sono quello che ho scelto di essere, non una maschera da indossare per far contento chi desiderava manovrare la mia vita.
sei...sei...sei .. un pirla.
* anche i Paesi socialisti dell'est Europa erano diversissimi fra loro, ma sempre Paesi di merda erano.
Ecco... pure le statistiche...generalizzano.
Native Americans in the United States have historically had extreme difficulty with the use of alcohol.[1] Problems continue among contemporary Native Americans; 12% of the deaths among Native Americans and Alaska Natives are alcohol-related. Use of alcohol varies by age, gender and tribe with women, and older women in particular, being least likely to be regular drinkers. Native Americans, particularly women, are more likely to abstain entirely from alcohol than the general US population. Frequency of use among Native Americans is generally less than the general population, but the quantity consumed when it is consumed is generally greater.[2]
A survey of death certificates over a four-year period showed that deaths among Native Americans due to alcohol are about four times as common as in the general US population and are often due to traffic collisions and liver disease with homicide, suicide, and falls also contributing. Deaths due to alcohol among Native Americans are more common in men and among Northern Plains Indians. Alaska Natives showed the least incidence of death.[3] Alcohol abuse by Native Americans has been shown to be associated with development of disease, including sprains and muscle strains, hearing and vision problems, kidney and bladder problems, head injuries, pneumonia, tuberculosis, dental problems, liver problems, and pancreatitis.[4] In some tribes, the rate of fetal alcohol spectrum disorder is as high as 1.5 to 2.5 per 1000 live births, more than seven times the national average,[5] while among Alaska natives, the rate of fetal alcohol spectrum disorder is 5.6 per 1000 live births.[6]
Native American youth are far more likely to experiment with alcohol than other youth with 80% alcohol use reported. Low self-esteem is thought to be one cause. Active efforts are underway to build self-esteem among youth and to combat alcoholism among Native Americans.[7]