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Cum Feris Ferus
Chi striscia non inciampa. Cit.






La conosco, anche da fonti di prima mano visto che ho fratelli di mio nonno emigrati a NY e Miami.
Senza contare l'esperienza personale del sottoscritto.
E indovina cosa, Dario?
Abbiamo seguito le regole, e nessuno ci ha rotto le palle.
Seguissero una qualche regola anche i vostr...i nostri, cazzo, i nostri fratelli migranti, in molti (tra cui io) non avrebbero nulla da ridire sulla loro presenza.
A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena


@Dario, io ho vissuto in paese multietnico, i miei vicini di casa erano russi, ucraini, bielorussi, georgiani, ebrei, zingari, moldavi, kazaki ecc. Ogni popolo è diverso dall'altro, ogni popolo ha le proprie caratteristiche, sono uguali tra loro ed anche diversi.
Con alcuni si andava d’accordo, con gli altri no, perché a loro è stato tramandato l’odio ( o disamore, fai tu) verso i popoli slavi. Forse anche a ragione, non sto a giudicare.
Ti racconto una cosa.
Mi ricordo benissimo che gli abitanti del sud ci portavano i loro prodotti – carissimi – noi eravamo inca con loro perché i prezzi erano esorbitanti e a volte ti fregavano pure sul peso.
Mia mamma a volte riusciva comprare solo una arancia che poi veniva divisa in due, una metà per me, l'altra metà per mio fratello, lei non mangiava le arance, ci diceva che non le piacevano, e noi stupidi le credevamo anche. Un'arancia costava 1 rublo, il che era un terzo del suo stipendio giornaliero. Volendo, poteva comprare anche la metà dell’arancia, l’avrebbe pagata 50 kopejki. Nessuno le avrebbe regalato nulla, ma….. la sera i prodotti leggermente ammaccati venivano tranquillamente buttati via, ai russi non davano nulla, a nessuno, neanche ai poveri che chiedevano le elemosina in chiesa.
Anche questo è una forma di razzismo.
I zingari che abitavano vicino non hanno mai lavorato, ma avevano case belle e portavano pesanti collane d’oro al collo. No, non sono invidiosa, io una collana da mezzo chilo non la vorrei neanche in regalo, non saprei che farmene.
Volendo potrei descriverti ogni popolo, senza pretesa di avere ragione, ma avendo vissuto insieme per anni, credo di averli conosciuti abbastanza.
Vengo al dunque. Quando l’URSS è crollata, l’odio etnico e religioso è scoppiato. Da qui sono iniziate violenze di ogni genere, rappresaglie, guerre, bombe, terrorismo ecc. Un popolo non sopportava un altro nonostante avessero vissuto insieme per decenni e avessero avuto dei figli in comune. Milioni di russi o ucraini sono letteralmente scappati dal Kazakistan, dalla Cecenia, perché non erano più graditi.
Da tutto questo odio etnico e religioso sono iniziati i conflitti militari in Cecenia, Nagorny Karabach, Ossezia, Armenia, Azerbaigian, Georgia, Ucraina, paesi Baltici....
Tutto questo ci insegna che bisogna stare molto attenti e non sottovalutare gli eventi.
Detto ciò, mi viene da pensare, se tra 5 anni, visto l’andazzo, qui arriveranno altri 800mila profughi ( 170milla all'anno) cosa succederà? L'Italia è piena di problemi interni, gravissimi, a mio avviso. L'Italia è un paese piccolo, povero, lento e mal organizzato.
Già adesso gli italiani sono scontenti e sfiduciati, alcuni impauriti, quelli di Sesto San Giovanni di certo, ho visto un reportage, in certe zone comandano gli immigrati, e gli autoctoni hanno paura di uscire di casa, perciò non oso a pensare cosa potrebbe succedere tra 500mila clandestini "in libera uscita" e i cittadini stanchi e incavolati.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”