Il 29 agosto del
1949 alla sagra di
Santa Sabina a
Ramuscello (vicino a
Casarsa della Delizia dove Pasolini viveva in quel periodo, lavorando come insegnante a
Valvasone) il ventisettenne poeta incontrò un ragazzo di quindici anni e tre cugini, due di sedici anni, il terzo di quindici. Offrì loro dei dolci e propose di accompagnarlo nel prato lì vicino per mangiare dell’uva, lì avvenne che
Pasolini cominciò a baciare uno dei ragazzi mettendogli la lingua in bocca e palpandogli le carni poi, sbottonandosi i pantaloni, scacciava fuori il suo membro, facendosi masturbare fino a lussuria soddisfatta, pagando poi il ragazzo lire 10. Tutto ciò avveniva alla presenza di altri tre minori[2][3][4]. Riferimenti a questa vicenda si ritrovano nell’opera autobiografica
Amado mio.
I ragazzi in seguito litigarono in pubblico accusandosi l’un l’altro di
aver menato l’uccello a vicenda al Pasolini[5]. La voce arrivò ai carabinieri della Stazione di Cordovado, competente per il territorio; il brigadiere Luigi Scognamiglio venne a conoscenza di
uno scandolo che consisteva che quattro ragazzi minori avevano masturbato un individuo, come scrisse nel rapporto n. 17/75, protocollo v. 3, redatto il 15 ottobre 1949
[6].
Durante le dichiarazioni uno dei quattro ragazzi testimoniò di precedenti tentativi di approccio Pasolini gli aveva proposto di andare al cinema con lui, gli pagava il biglietto d’ingresso, ma conoscendo la malattia del professore, non aveva accettato l’invito, anzi cercò di stargli al largo[7]. La famiglia di Pasolini intervenne e l’avvocato Bruno Brusin convinse le famiglie dei ragazzi a non sporgere denuncia, offrendo 100 mila lire (pari a circa 1'900 euro attuali
[8], cifra considerevole per una famiglia contadina negli anni precedenti il boom economico) a testa alle famiglie per il danno subito
[9][10]. Ma l’indagine proseguì, condotta dallo Scognamiglio e dall’appuntato Bortolo Menegatto, con l’imputazione di
atti osceni in luogo pubblico e di
corruzione di minore, essendo uno dei ragazzi minore di sedici anni
[11]. Chiamato a deporre Pasolini affermò che aveva scelto quei ragazzi perché sembravano
meno educati di altri e:
«
Non posso e non voglio negare che le dichiarazioni fatte dai suddetti ragazzi rispondono in parte almeno esteriormente a verità. Del resto certi particolari mi sfuggono perché essendo sera di sagra e trovandomi in compagnia di amici avevo un po’ ecceduto nel bere: è appunto da imputarmi all’euforia del vino e della festa l’aver voluta tentare questa esperienza erotica di carattere e di origine letteraria accentuata dalla recente lettura di un romanzo di argomento omosessuale di Gide. Del resto sulle ragioni letterarie e psicologiche che mi hanno spinto a questo e almeno in parte lo giustificano potrò più esaurientemente spiegarmi con coloro che eventualmente mi dovranno giudicare. Non ho altro da dire. »
https://it.wikipedia.org/wiki/Processo_a_Pier_Paolo_Pasolini_per_atti_osceni_e_c orruzione_di_minore