
Originariamente Scritto da
nicolaj198vi
Provo a spiegare, nel mio piccolo.
Il punto di vista del siciliano non è tanto "mi hai causato un danno di portata X, e quindi la pagherai per il danno in se". E' la volontà. Cioè, la cosa che è intollerabile è la volontà di qualcuno nel volerci arrecare danno. Perchè fa capire due cose: intanto, una mancanza di rispetto nei confronti della persona. Poi, il fatto che agli occhi di chi arreca danno volontariamente, chi lo subisce evidentemente deve essere considerato a monte una persona non nelle condizioni di nuocere. Altrimenti si presume se ne guarderebbe bene dall'agire in maniera appunto da arrecare danno, volontariamente.
Queste due cose non sono tollerabili.
E' una questione di rispetto e di onore. Non tanto di rottura di minchia per il danno subito.
Quindi un danno grave può e viene anche fatto passare senza alcuna ripercussione, appurata l'assenza della volontà di prevaricare. Un danno anche lieve, ma volontario, assolutamente no. Ci perdi la faccia, e ti dipingi addosso un bersaglio: "muru basciu, m'appoggiu" (muro basso, mi appoggio).
La differenza c'è, ma non tanto in termini di ospitalità e vendicatività.
E' una questione di tratti comportamentali comuni. Il siciliano raramente "gioca a carte scoperte", non è trasparente, dice le cose senza dirle a parole.
Il calabrese scambia quasi sempre questo atteggiamento come una mancanza di spina dorsale, cosa che come scritto sopra non viene affatto tollerata da un siciliano.
D'altra parte, generalmente i siciliani consideriamo l'estrema trasparenza nella comunicazione come una debolezza: se hai bisogno di prendere una posizione con le parole, evidentemente non hai agito in modo che le tue azioni parlassero per te.
Insomma è un pò un casino tribale. Se non ci sei nato e cresciuto è difficile da afferrare per bene.
