



E' vero che in napoletano non esiste il condizionale ?
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Ma guarda come è messo un qualsiasi individuo che ha bisogno di criticare, sbraitare, insultare e denigrare per appagare le proprie frustrazioni.
P.S.: Per non parlare del bisogno cronico che manifesta di atteggiarsi a persona facente parte di ambienti professionalmente e culturalmente elevati senza averli mai frequentati realmente.![]()
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"




L'Italia è sempre esistita, tranne brevi periodi c'è sempre stata unità culturale. Sono gli USA che sono un guazzabuglio.


"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


ahhh ho scoperto...
il napoletano del popolo rifugge dal condizionale ed usa l’imperfetto congiuntivo; la cosa affonda le sue radici nel fatto che – come ò détto nelle due premesse - il napoletano è forgiato sul latino volgare (usato dal popolo, volgo) parlato in età classica ed è noto che i latini non usavano il condizionale, ma in sua funzione il perfetto ed il piuccheperfetto congiuntivo e da quest’ultimo derivò l’imperfetto congiuntivo napoletano; per cui possiamo addirittura esagerare dicendo che sia piú esatto rispetto all’origine latina l’uso napoletano dell’imperfetto congiuntivo (vulesse) piuttosto che il condizionale dell’italiano (vorrei).
brak: L?EQUIVOCO DEL CONDIZIONALE NEL NAPOLETANO
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij






Anche nel settecento si diceva: sono italiano, sono spagnolo, sono francese. Non "sono veneziano, sono lombardo, sono duosiciliano e non sono italiano". L'operazione di negare l'unità etnica millenaria dell'Italia è un frutto del leghismo anni '90 sdoganato dal Berluska, a cui sono seguiti i neobubbonici.