Quel sessismo sulla Boschi del Fatto Quotidiano, altro che cicciottelle | Tommaso EderocliteMa il problema in questo caso è diverso, è la recidività del Fatto Quotidiano sulla Boschi e il suo essere donna di potere. Sì, perché spesso, direi troppo spesso, si leggono articoli che, senza girarci intorno, attaccano il Ministro Boschi nella sua dimensione più intima e, se vogliamo, più debole secondo i canoni di chi ha nella testa - citando una mia amica di Napoli - la "mazzamma", ovvero tutti quei pregiudizi sulle donne che davvero ricordano l'800.
Prendo a caso il loro direttore e qualche trafiletto di qualche articolo:
"Boschi trivellata dai magistrati" (5 aprile 2016, di Marco Travaglio);
"Boschi si occupi di cellulite" (12 luglio 2016);
"Decisamente più difficile sarà spiegare al pupo come fu che mamma divenne ministro" (13 luglio 2015)
E potrei andare avanti per ore.
Allora, non voglio mettermi contro la satira di Mannelli, ci mancherebbe, però io non posso fare a meno di pensare che questa posizione del Fatto Quotidiano nei confronti del Ministro Boschi sia quantomeno becera, indegna, non definibile come giornalismo e inqualificabile come linea editoriale, sopratutto quando si è in campagna referendaria e l'obiettivo politico è screditare la Boschi e il suo operato sulla riforma.
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