







Mi sta bene che il tortellino sia di Bologna, per noi, che siamo più a OVEST, Bologna è già Romagna.
Qui le donne non fanno tortellini, chiedi a @Antonio Banderas
oppure vieni a casa mia così te li faccio mangiare
Noi facciamo questi, cioè i cappelletti e SOLO questi.
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«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




Puoi considerare Bologna cosa tu voglia, ma Bologna E' facente parte l' Emilia storica, non la Romagna.
Poi, sei tu che mi hai scritto "no", che in Romagna si farebbe i tortellini e non i Cappelletti, ti ho semplicemente fatto notare che in Romagna non ci sono i Tortellini, che sono Emiliani, ma appunto i Cappelletti.
Globalizzazione..... si grazie.




Nulla di personale contro le nuove tecnologie, ma ho sempre considerato la cucina, anzi la buona cucina, come una forma d'arte, e non bastano i migliori pennelli e le migliori tempere per dipingere un capolavoro, occorre anche un qualcosa di indefinibile (chiamiamolo estro artistico) che non tutti posseggono.
La cosa che più detesto della mia compagna è che quando viene da me a preparare le sue squisite creme con le quali farcire i cannoli si chiude in cucina e non mi lascia entrare.
P.S.: Però lascia entrare Miranda, la quale non divide mai con me i suoi segreti culinari. maledette alleanze tra femmine.![]()
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


è un cappelletto.
Come non si scherza a Reggio Emilia coi cappelletti, provateci voi, a scherzare a Bologna coi tortellini. E’ un atto di lesa maestà. Tanto che, per preservare la purezza razziale ed ideologica della ricetta, il 24 ottobre 1965, davanti al notaio Gallerani l’imprenditore Giovanni Poggi ed un gruppo di amici buongustai – tra i quali l’allora direttore del Resto del Carlino, Giovanni Spadolini, al’epoca non ancora in politica – novelli Templari professarono l’atto di fede costitutivo della Dotta Confraternita del Tortellino in difesa della bolognesità del manicaretto, schierandosi a coorte avverso i maliziosi modenesi che, zitti zitti, cominciavano a vantare ragioni circa una loro paternità.
...
Intanto, il luogo di nascita del Tortellino è stato fissato a metà strada tra Modena e Bologna, per evitare tremende rappresaglie: a Castelfranco Emilia. Quindi, Modena, Castelfranco e Bologna sono la patria del Tortellino; verso Est abbiamo Ferrara coi Cappellacci di zucca senza amaretto (guai al mondo!), e i Cappelletti di formaggio forlivesi, mentre ad Ovest le agguerritissime Parma e Piacenza sfoderano gli Anolini e Reggio Emilia, orgogliosa e centrale, mette in campo i Cappelletti di carne, per tacer dei tortelli che saranno oggetto di altra disfida.
La vera ricetta depositata del Tortellino Bolognese - GASTROLABIO
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«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


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