
Originariamente Scritto da
Druuna
Quando concorri per un dottorato, presenti un progetto, che non hai partorito dal nulla.
Di solito è il proseguimento di quello che hai fatto in tesi, oppure è un progetto di ricerca agganciato al filone di ricerca di un professore che ti seguirà nel dottorato, e devi motivarlo e specificarlo, spiegando anche gli obiettivi.
Io lavoravo su dei dispositivi sperimentali sia con un'azienda di Milano (una filiale di una multinazionale), sia su dispositivi che ci venivano forniti da altre multinazionali americane, e collaboravo con le università di Modena, di Padova e il politecnico di Milano, dopo essermi laureata a 24 anni con 110 e lode (laurea equivalente a una magistrale di oggi).
Come ti ho già detto, il problema di base è che non c'erano i posti.
Se poi pensi che con la riforma Gelmini (2008) c'è stato un ulteriore blocco, ossia ogni 5 persone che vanno in pensione, ne possono assumere 3, capisci che la situazione è assurda.
Aggiungici che quelli che entrano, in Italia vengono pagati al massimo la metà di quello che li pagano all'estero
In Olanda, ad esempio l'anno scorso ho visto un progetto in cui reclutavano laureati da tutta Europa: ti pagavano circa 1500 € al mese, per 4 mesi, solo per andare là a PREPARARE ilprogetto da presentare per concorrere al dottorato.
Cioè non era il dottorato, capisci ? ti pagavano solo per PREPARARE il progetto da presentare.
Qui non ti danno 1500 € al mese neanche mentre lo fai il dottorato.
E' proprio come dire: sei bravo ? hai studiato? Bene: vai via da qui.