
Originariamente Scritto da
Druuna
Ho ricevuto oggi per posta l'analisi genetica della mia storia ancestrale, che ha avuto su di me lo stesso profondo impatto nel riorientare il mio senso di prospettiva globale che ebbero quelle foto di 'Life' della Terra vista dallo spazio quando le vidi per la prima volta.
Due mesi fa sono diventato infatti una delle migliaia di persone entrate a far parte in tutto il mondo del Genographic Project (progetto genografico), uno straordinario studio quinquennale condotto dall'illustre National Geographic Society e dall'Ibm, che si ripromette di ripercorre l'intera storia dell'evoluzione e delle migrazioni degli uomini moderni. Per posta mi è arrivato uno speciale kit per prelevare campioni di saliva. Ho eseguito il prelievo e ho inviato i campioni al laboratorio affinché fossero analizzati. Ed ecco che cosa ho scoperto: appartengo all'Aplogruppo R1B (M343). Un aplogruppo si definisce in relazione a una serie di marker genetici condivisi da individui portatori delle medesimi mutazioni random.
I marker, a loro volta, consentono di delineare il cammino percorso dai nostri antenati nel corso della storia. Ho scoperto così che il mio più lontano progenitore dunque visse nell'Africa nord-orientale, nella Rift Valley, corrispondente oggi più o meno all'Etiopia, al Kenya o alla Tanzania, circa 50 mila anni fa. A quell'epoca la Terra era popolata soltanto da 10 mila esseri umani moderni, e tutti vivevano in Africa. Nel corso di svariati millenni, i miei antenati per parte di padre emigrarono in Medioriente, poi in Asia centrale e infine in Europa.
La cosa più interessante del mio profilo ancestrale, però, è che io ho in comune con qualsiasi altro essere umano oggi vivente sulla Terra esattamente gli stessi progenitori, quello maschile e quello femminile. Discendiamo tutti da un Adamo primordiale e da una Eva primordiale, e ciò ci rende veramente parte di un'unica famiglia umana.
Jeremy Rifkin
Grande famiglia mondo - l'Espresso