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Amoralizzatore
Game of Thrones: ma Daenerys Targaryen è davvero comunista? (Sì, lo è)
Tra il serio e il faceto, cerchiamo un ponte tra le proposte politiche del mondo fantasy medievale di Game of Thrones, ideato da G.R.R. Martin, e quello più prosaico del mondo moderno. L’anello di congiunzione, neanche a dirlo, è Daenerys Targaryen.
Daenerys della casa Targaryen, “Nata dalla tempesta”, la prima del suo nome, regina degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, signora dei Sette Regni, protettrice del Regno, principessa di Roccia del Drago, Khaleesi del Grande Mare d’Erba, “la Non-bruciata”, “Madre dei Draghi”, regina di Meereen, ma soprattutto “Distruttrice di catene”.
Da quest’ultimo e immaginifico titolo, decisamente evidenziato dalla sua condotta liberatrice, è partito quel simpatico ritornello che vuole
Daenerys come la nuova speranza della sinistra politica del mondo di Game of Thrones contro i brutti e luccicanti capitalisti dei Lannister.
La bella regina diventa semplificazione, idealtipo, prefigurazione, satira sottile di tutte le qualità che un vero leader di sinistra dovrebbe avere. Si apre al confronto, è guidata da ragioni sincere e non dall’avaro denaro. Rifugge dalla forma mentis capitalistica e spinge per un’organizzazione collettiva e autogestita del lavoro. Grazie al suo carisma e con l’ausilio dei suoi draghi, riesce a ricondurre i padroni a ragione, liberando la classe oppressa, oppure li conduce a morte atroce, ricalcando il modus operandi dei suoi illustri predecessori, da Lenin a Trockij passando per Stalin. Anche se non si è fatta ancora prendere la mano come quest’ultimo, di sicuro ne conserva la matrice autoritaria, come fisiologica reificazione dell’utopistico progetto politico.
https://www.liberopensiero.eu/2017/0...rys-comunista/
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Dario @
Malandrina
Dario si perde le nuove incarnazioni del comunismo non seguendo la saga e le conseguenti letture politiche della stessa
