
Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Mio caro Dario, c'è un particolare che non mi è chiaro:
Se il nostro plurimilionario che si gode la vita in giro per il mondo tanto modesto da non esibire mai il suo benessere economico perché per lui è una cosa normale alla quale è abituato da decenni negli anni 60/70 ha vissuto nell'est Europa (intervento n° 232011), area geografica comprendente varie nazioni come Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, che all'epoca vivevano sotto un regime comunista vuol dire che sotto tale regime ci si trovava bene, altrimenti avrebbe fatto le valige e sarebbe rientrato in Italia o si sarebbe trasferito entro il più breve tempo possibile presso altro stato non comunista come la Germania ovest, la Francia o l'Olanda, o magari la Spagna, all'epoca sotto il tallone di Francisco Franco, individuo e sistema consoni alle posizioni che ha più volte esposto.
Ha inoltre affermato, intervento n° 232014, che dal 1961 al 1983 era un artigiano autonomo.
Ma in quale stato dell'Europa orientale esistevano negli anni sessanta attività autonome non gestite dallo stato comunista?
Ha aggiunto inoltre, nello stesso intervento, che nel 1983 ha capito che in Italia era inutile contestare.
Ma le contestazioni di quel periodo erano di matrice comunista o, in ogni caso, inerenti rivendicazioni di sinistra.
Insomma, come deve sentirsi la coerenza dopo aver avuto a che fare con tale individuo?
