





@mary ann, ho letto quelle frasi di druuna sulla 'ndrangheta, e mi rendo conto che la lingua a volte può essere d'ostacolo alla piena comprensione di alcuni argomenti, così come la conoscenza lacunosa della nostra Storia più o meno recente, anche se come ti ho detto, e ne sono convinta, scrivi comunque meglio di molti italiani.
Non ho condiviso in passate discussioni la tua posizione sui migranti, ne ricordo una in cui sostenevi che vengono qui per delinquere...
Non mi va di rivangare queste diatribe, voglio invece dire che mi sembra tu investa tanto, forse troppo, in quello che è solo un forum, anche se ci si incontrano persone simpatiche.
Ecco perchè mi piacerebbe venire a trovarti a Vienna, una città bellissima, mi piace conoscere le persone 'dal vero'. Però capisco che quando si vive in una città nuova e ancora non si conosce nessuno, un forum come questo può fare molta compagnia.
A volte (non sempre, eh!) alcune posizioni che almeno per me esprimono sfumature di razzismo, derivano da momenti di fragilità e timore per il proprio futuro, e senza addentrarmici perchè non sono un'esperta, credo che i social siano uno strumento potente per chi ha interesse a veicolare messaggi di paura.




a me è piaciuto molto...
per un uomo può essere abbastanza devastante, perché i personaggi maschili sono estremamente fragili.
Un altro film con scene abbastanza esplicite, ma che non è certamente un film porno, è La vie d'Adele (La vita di Adele - Blue is the warmest color).
Molto più facile da trovare
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




è di Abdellatif Kechiche, tunisino naturalizzato francese
https://it.wikipedia.org/wiki/Abdellatif_Kechiche
il film ha vinto la Palma d'oro per miglior film al Festival di Cannes nel 2013
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Vorrei farti riflettere sulla rua risposta alla mia affermazione
Non capisci che per denotare intolleranza la scelta estetica è relativa alla volontà di vietare qualcosa e non in generale.Un tollerante è colui che non vuole impedire comportamenti che pur non piacendogli o che vanno contro la propria etica non comportino danni verso altri , quindi il suo criterio di divieto si basa sulla 'nocività' di tali comportamenti verso terzi.
Un intollerante ha un ulteriore criterio di divieto che si basa sul suo giudizio etico o anche solamente estetico
Detto in termini più chiari uno è intollerante se dice
"Non fare quella cosa perchè non mi piace"
Qui non è un problema di comprensione ma di elaborazione mi dispiace.
Sai cosa significhi TERZO , individuo estraneo all'accordo.Tu dici che nessun terzo patisce, ma non è così. Ho letto alcune storie allucinanti.
Future madri surrogate morte durante il trapianto degli ovuli o subito dopo, le gravidanze andate male e le madri non sono state risarcite ( niente bambino, niente soldi), i nascituri rifiutati perché sono nati non perfettamente sani, coppie separate durante la gravidanza della madre surrogata e finite in tribunale per l’affidamento del bambino, madri surrogate che non vogliono restituire bambini ai genitori biologici ecc.
Le madri surrogate sanno di correre un rischio ma non sono un TERZO.
Se si ricorre in tribunale nella disputa non rientra un TERZO.
E le problematiche di affidamento non sono diverse dalle normali problematiche in cui la fecondazione eterologa non è assistita ma naturale.
Anche qui un problema evidente di logica. Io ho detto di essere tollerante non altruista e disposto a far felice coppie sterili.Tu potevi far felici tante coppie sterili, invece il tuo sperma l’hai voluto tenere solo per te. Un motivo ci sarà.
Sai sono due cose diverse ma che denota il solito errore.
Tollerare un comportamento non significa volerlo o doverlo praticare significa semplicemente permettere che altri lo pratichino.
E' chiaro o no?
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna



