



La grande è laureata all'accademia di belle arti, il secondo studia al conservatorio e quando la piccola ci ha comunicato che sua somma aspirazione era continuare a studiare lettere antiche all'università ci è preso un colpo: dopo la pittrice e il musicista, ci mancava la poetessa in famiglia...Poi ha virato su scienze naturali, non credo sia il top per trovare lavoro ma le piace molto.


La mia famiglia è meno artistica della tua.Tutti votati ad un sano pragmatismo.
Scienze naturali in effetti non da molti sbocchi almeno in Italia.Se ne ha voglia può già pensare ad un percorso che la porti ad un dottorato all'estero.(tesi all'estero ecc).
Biotecnologie ha ampi sbocchi all'estero in Italia molto meno a meno di adattarsi al territorio.
Mia figlia che non aveva voglia di fare il dottorato e conseguente carriera di ricercatore ha scelto a livello di tesi di andare verso la qualità e certificazione alimentare.Risultato a due anni dalla laurea posto a tempo indeterminato come internal auditor di un dei più grandi gruppi agroalimentari in Italia a 30 km da casa.
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna




Quelle dei tuoi figli mi sembrano ottime scelte. Non so noi come ci siamo riusciti, manco uno che voglia fare economia e commercio o ingegneria! Cmq si, è già proiettata all'estero dove sembra abbastanza richiesta la figura del naturalista, mentre la grande se la cava restaurando e il ragazzo si finanzia con qualunque lavoro, dal cameriere al baby sitter all'organista domenicale..


dubito mettesse ingegneri a cambiare gomme...
voleva progettisti coi piedi per terra...che avessero esperienza d'officina...i miei professori ci ricordavano sempre che quando quotavamo un disegno dovevamo sempre tenere presente l'operaio che doveva misurarlo quel pezzo...e che il progetto doveva tenere conto delle macchine utensili...la necessità di prenderlo in macchina...i progettisti che provengono dal liceo non hanno esperienza d'officina...
la scienza è democratica...la realtà no...


ammazza che geni....eh???
l'importante e' mettersi in mostra, atteggiamento tipico dei radical chic...
Nihil sub soli novi...........![]()
Non si è mai troppo vecchi per imparare, non si è mai troppo giovani per insegnare...il problema e' farsene una ragione....!!






Guarda che l'avevo capito.
Qui possiamo aprire una polemica anche se probabilmente alla fine saremo d'accordo.
Il problema non è tanto nella mancanza di esperienza di officina da parte di un ingegnere liceale ma dell'imprinting che viene dato ad ingegneria (parlo dei meccanici) allo studente e poi laureato.In poche parole gli si fa intendere che lui ha la scienza 'infusa' e che l'esperienza conti poco.
Lo studente che esce quindi tende ad avere un rapporto di 'superiorità' verso il tecnico (diplomato o meno) e non di 'ascolto' e di confronto.
L'ingegnere deve essere in grado di 'modellizzare' l'esperienza per poterla superare e migliorare in modo significativo.ma per modellizzarla o l'apprende sul campo in diversi anni oppure la 'succhia' da chi l'ha già e mettendo in atto competenze(matematiche e fisiche) che il normale perito giocoforza non possiede.
Non per nulla ,mentre faceva ingegneria dei materiali , mio figlio l'ho fatto lavorare in una azienda metalmeccanica non tanto perchè imparasse il controllo numerico o leggere i disegni ma perchè cominciasse ad imparare a parlare ed a ascolare i tecnici specializzati con molta esperienza alle spalle.
Risultato tesi con brevetto industriale su sua proposta originale.
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna