

«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




L'entità specifica del suo contributo è controversa, ma non c'è dubbio che lei abbia contribuito in modo determinante, anche perché faceva i calcoli per Einstein che aveva qualche problemino, fin da piccolo...
Does Albert Einstein's first wife Mileva Maric deserve credit for some of his work?
Historians disagree about whether she was a collaborator or merely a sounding board, but either way she should be recognised as a pioneer for women in the sciences
In one letter, Albert wrote to Mileva: “How happy and proud will I be when the two of us together will have brought our work on relative motion to a victorious conclusion!”
https://www.independent.co.uk/news/l...-a8396411.html
Einstein's Wife Could Have Changed Physics If She Had The Chance: Book
Was Albert Einstein's first wife more than his equal? Did she actually write his most famous theory? That rumor is laid to rest in "Einstein's Wife: The Real Story of Mileva Einstein-Maric," which separates truth from fiction.
https://www.ndtv.com/science/albert-...e-book-2009684
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svegliaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
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Garante del tessuto democratico del Paese


L'idea che quello che fanno le donne è sempre un contributo secondario è stato studiato da almeno 150 anni dall'antropologia e smentito nei fatti.
Ovviamente il maschilismo perdura, quindi un uomo superficiale vedrà sempre le cose in questo modo, richiamando solo gli esempi che gli fanno comodo.
C’erano l’intuizione e gli studi di una donna alla base della scoperta della doppia elica del dna. Ma una sottrazione indebita di documenti da parte di un collega la privò del suo giusto spazio nella storia della medicina e di un Nobel che avrebbe sicuramente meritato. Rosalind Franklin, nata a Londra nel 1921 da una ricca famiglia ebrea, era una brillante e affermata ricercatrice esperta in cristallografia, una delle pochissime donne ammesse fra le austere mura di Cambridge.
All’inizio degli anni ’50 Rosalind Franklin, ricercatrice al King’s College di Londra, lavorava con il collega Maurice Wilkins alla rifrazione ai raggi x. Fra i due la rivalità era fortissima e la simpatia poca. Fu così, un po’ per leggerezza, un po’ per invidia, che Wilkins rubò dai documenti della collega una radiografia passata alla storia come la “fotografia 51” del DNA per mostrala a Watson e Crick. Quella fotografia, insieme a qualche altro documento sottrattole in seguito, si dimostrerà determinante per la scoperta. Molto probamente senza il lavoro della Franklin, Watson e Crick non sarebbero arrivati alla struttura del DNA, almeno non in quel momento. Un inganno, legittimo solo se il fine giustifica i mezzi, ma che divenne meschino quando nel 1962, insigniti del premio Nobel, nessuno dei tre scienziati - nè Watson, né Crick, nè Wilkins - ebbe parole per Rosalind Franklin morta di cancro nel 1958, a soli 37 anni nel 1958.
Un primo impacciato mea culpa fu recitato da Watson nel suo libro “La doppia elica” pubblicato nel 1968, ma per un vero seppur tardivo riconoscimento ufficiale si dovettero attendere moti anni ancora: nel 1998, a 30 dalla sua morte, la foto della Franklin fu collocata accanto a quella dei colleghi vincitori del Nobel alla National Portrait Gallery di Londra. E nel 2000 il King’s College l’ha onorata nominando una sua nuova ala il “Franklin-Wilkins Building”.
http://www.medinews.it/news,1967
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La realtà probabilmente si pone in mezzo.
https://www.ndtv.com/science/albert-...e-book-2009684
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna


"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


ah ah ah ah forse per Druuna è la stessa identica cosa @Berengario
"non sto mai dalla parte di nessuno, perché nessuno sta mai dalla mia.” (Cit.)


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